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Graz, Austria

Europan 11 - Graz

Andrea Fradegrada, Riccardo Riva, Simone Natoli, Giovanni Munafò, morfema_architects, Stefano Lamorte, Marianna Rossi

Andrea Fradegrada, Riccardo Riva, Simone Natoli, Giovanni Munafò, morfema_architects, Stefano Lamorte, Marianna Rossi — Europan 11 - Graz

Tav 01

Il progetto di concorso per Europan 11 – Graz non può, a nostro avviso, che partire da un’ampia riflessione sullo stato attuale dell’architettura, cercando di elaborare non solo un progetto fisico, ma anche e soprattutto un percorso progettuale, un metodo che cerchi di superare l’attuale crisi disciplinare che è a nostro avviso oggi presente in ambito progettuale. Tale riflessione parte da una critica alla forma della città attuale, che è frutto delle contraddizioni del nostro tempo. Oggi i principi dettati dall’urbanistica novecentesca hanno conclamato la loro crisi, anche perché spesso mal interpretati e fuorviati da generazioni di architetti ed amministratori pubblici e privati, che non ne hanno saputo cogliere la vera essenza. Anche le seducenti architetture degli ultimi due decenni, fatte sempre più spesso di immagine e poco altro, hanno palesato una crisi interpretativa della città, forse e soprattutto anche per la loro essenza, legata più alle discipline delle arti visive che alla pratica della progettazione urbana e della costruzione logica dell’architettura. Partendo da questi presupposti ci siamo chiesti, come richiesto dal bando di concorso, se sia possibile re-interpretare la forma della città ed in che modo progettare un luogo dotato di identità, capace di generare relazioni sociali, in grado di integrarsi con l’intorno. L’attuale e conclamata crisi dell’architettura internazionale, ed in particolar modo del progetto di architettura ci ha spinto a ripensare il modo di progettare una parte di città. L’esito progettuale che proponiamo è quindi da intendersi come un vero e proprio esperimento, un’idea di città nuova con logiche fondate su alcuni principi di carattere architettonico, tipologico, sociale che cerca di recuperare tali regole da quelle parti di città che ci sembrano qualitativamente migliori, reinterpretarle per poi riconfigurarle secondo logiche e disegni differenti nel progetto di siti proposti dal concorso. Il concorso diviene quindi una straordinaria occasione di riqualificazione per l’intero territorio di Graz. Questa condizione è determinata non solo dal programma progettuale proposto, ma sopratutto dall’ importanza che assume l’area di intervento, nell’ambito degli assetti urbani. Tale circostanza fa si che il nuovo principio di disegno della città elaborato possa espandersi dal “sito di progetto” al “sito strategico”, per poi con le medesime logiche trovare recapiti verso nord, costruendo una vera e propria “spina”, una fascia urbanizzata in grado di regolare il rapporto tra città storica e paesaggio suburbano lungo l’asta di Conrad von Hotzendorf Strabe, nell’intervallo delimitato dalla linea ferroviaria ad ovest e Klosterwiesgasse ad est. Il percorso progettuale proposto tenta quindi di leggere la forma della città, interpretando i fenomeni urbani per disegnare un progetto in grado di attivare circuiti virtuosi, con influenza ben maggiore rispetto all’area del sito strategico, assumendo il tema del paesaggio urbano come centrale . Partendo dalla nozione di paesaggio così come intesa da Eugenio Turri, secondo cui “il paesaggio è un’insieme organizzato di segni che rimandano ad elementi funzionali”, è possibile quindi comprendere l’importanza di un’attenta fase di studio del luogo, in modo da reinterpretare i segni del territorio instaurando relazioni dirette con il contesto. Il progetto cerca di concepire un luogo vivo, che trascenda la normale esperienza architettonica di nodo di interscambio, immaginando luoghi vitali che si rivolgono per lo più a giovani artisti e siano in grado di vivere 365 giorni l’anno, per poi trovare il loro culmine nel periodo del Steirischer Herbst in cui l’area dinnanzi lo stadio potrebbe divenire il primo momento di una grande quantità di manifestazioni che dal centro storico si potrebbero estendere lungo Conrad von Hotzendorf Strabe. QUATTRO TEMI DI LETTURA DEL PAESAGGIO URBANO In questa logica il tema progettuale è stato sviluppando partendo da una fase di lettura ed interpretazione dei “fatti urbani”, che può essere riassunta in quattro grandi aree tematiche: - l’importanza assegnata al tema della memoria e della storia, intesa non come la riproposizione di stili e forme, ma come occasione di lettura del grande libro di pietra della città, che, legandosi a doppio filo con la storia dei suoi abitanti permette di leggerne l’identità, selezionando elementi caratteristici che il progetto ripropone reinterpretandoli attraverso nuove forme e secondo nuove logiche. - la lettura della morfologia urbana, che evidenzia come l’area di progetto si collochi in un contesto caratterizzato da sprawl urbano e grandi manufatti quali ad esempio l’UPC Arena, l’ Ice sports hall, la stazione ferroviaria e grandi shopping malls. Appare tuttavia riconoscibile una regola insediativa in cui a sud dell’Upc Arena le reti infrastrutturali divengono elemento di strutturazione dello spazio e del territorio, mentre a nord la conurbazione si struttura intorno all’asse di Conrad von Hotzendorf Strabe con un principio di misura che determina il rapporto tra gli spazi edificati. - la definizione del tema e del luogo di concorso come nuovo caposaldo, tipologicamente determinato come un intervento che si elevi per scala ed importanza, divenendo elemento di scambio e regolazione dei flussi infrastrutturali alle differenti velocità (auto, biciclette, pedoni, tram, treno) anche per la posizione strategica. Il sito progettuale si trova infatti in posizione strategica, divenendo l’ultima soglia urbana di delimitazione della città consolidata prima di passare ad un paesaggio a scala territoriale segnato dai grandi sistemi infrastrutturali. - la connotazione urbanistica, che determina l’area di progetto come cardine del grande sistema della mobilità.

Andrea Fradegrada, Riccardo Riva, Simone Natoli, Giovanni Munafò, morfema_architects, Stefano Lamorte, Marianna Rossi — Europan 11 - Graz

Tav 02

QUATTRO MOSSE PER DEFINIRE IL PROGETTO Ai quattro grandi temi di lettura del campo urbano, corrispondono altrettante strategia, capaci di definire il progetto nel suo impianto volumetrico e nelle sue caratterizzazioni architettoniche. Sinteticamente il processo si articola secondo 4 steps : - la lettura della città consolidata, dotata a nostro avviso di maggior densità edilizia e qualità urbana come paradigma del nuovo intervento. Il progetto vuole leggere la complessità e qualità del tessuto compatto di Graz, analizzarne i principi, reinterpretarne le forme astraendole disegnando un vero e proprio tessuto edilizio che in termini di rapporti spaziali si rifaccia a spazialità consolidate nella storia. Si genera in questo modo un rapporto tra spazi edificati, spazi aperti e spazi di transizione di grande qualità architettonica, con una grande piazza centrale in cui sono ospitate le funzioni collettive come la fermata del tram, il bike sharing e gli spazi destinati al mercato settimanale; - Il disegno del sito di progetto come soglia urbana, attraverso la realizzazione come da bando di un grande segno, una torre alta 100 m ed un edificio ponte, una scatola che ergendosi al di sopra di Ulrich Lichtenstein Gasse diviene elemento di regolazione degli accessi al livello superiore dell’UPC Arena. Il tema della soglia urbana viene anche ripreso nel disegno delle connessioni trasversali all’area di progetto che scandiscono una sequenza di passaggio lungo Conrad von Hotzendorf Strabe e permettono di rendere permeabile pedonalmente l’area di progetto. - La realizzazione di un “suolo abitato”, caratterizzato da due livelli interrati di parcheggio auto, sotto una grande piazza pubblica, resi architettonicamente interessanti mediante illuminazione naturale attraverso una serie di volumi cavi che si aprono alla quota 0.00 ed alcuni volumi edilizi che radicandosi all’interrato con funzioni pubbliche regolano lo scambio tra i sistemi di mobilità veloce (auto) e quella lenta (pedoni, biciclette, tram). Al parcheggio si può accedere anche da un piano inclinato che fa parte della piazza stessa e che può essere all’occorrenza utilizzato per organizzare spettacoli all’aperto. - Il disegno di un tessuto urbano con funzioni varie complesse, attraverso l’ideazioni di volumi che andranno poi abitati e quindi conformati, pur nelle volumetrie proposte, consentendo una flessibilità di usi totale, in modo da generare un tessuto urbano vitale. . IL TEMA DELLA TIPOLOGIA Tipologicamente gli edifici pensati rappresentano un ibrido, figlio della contaminazione funzionale e delle nuove dinamiche architettoniche del terzo millennio. Secondo Wassily Kandinsky se il diciannovesimo secolo è stato il tempo della contraddizione della “o”, i tempi moderni sono quelli della pacificazione della “e”; così se in passato erano concepiti edifici monofunzionali, tipologicamente determinati e bloccati, oggi proponiamo nuovi spazi, figli della contaminazione, della trans-tipologia per dirla con Laura Thermes o della big-ness, come più recentemente postulato da Rem Koolhaas. Proponiamo quindi una rivisitazione della macchina per abitare, declinata secondo logiche proprie dei nostri tempi, e non più figlie della cultura futurista del secolo appena conclusosi,ma più vicine alla moderna concezione di ipertesto, rete, pixel. Le funzioni dei nuovi edifici, pur differenziandosi in termini volumetrici e planimetrici, oltreché spaziali, si caratterizzano per essere un tutt’uno con in nuovi spazi pubblici, declinandosi come perle differenti di una stessa collana, coniugando unitarietà del disegno e variazione degli assetti materici e funzionali. ARTICOLAZIONE FUNZIONALE DELL’INTERVENTO Più nello specifico si può rintracciare una logica insediativa che partendo dall’area di progetto si estende al sito strategico instaurando relazioni con il contesto. Più concretamente si possono individuare i seguenti elementi: - Il suolo abitato: viene realizzata una piastra interrata disposta su tre livelli in cui alla quota 0.00 si può individuare un grande spazio pubblico pavimentato che da luogo a piazze, vie pedonali, slarghi, percorribili pedonalmente ed in bicicletta, la fermata del tram e una serie di strutture commerciali e pubbliche oltreché la rampa di accesso all’ UPC Arena. Ai livelli inferiori, -3.00 e -6.00 si articolano i livelli di parcheggio per le auto in spazi organizzati da una maglia strutturale 5.00×5.00 m. i livelli inferiore prenderanno luce mediante grandi cavità a cielo aperto, che in alcuni casi verranno abitati assumendo uno spessore nel loro margine realizzando uno spazio teatro studio in cui chiunque potrà dar luogo o assistere a rappresentazioni teatrali. Le relazioni tra i diversi livelli saranno garantite dagli edifici stessi che si radicheranno al suolo e da un grande piano inclinato che metterà in comunicazione la quota 0.00 a quelle inferiori, definendo in caso di necessità una grande arena per spettacoli all’aperto. I livelli inferiore di parcheggio all’occorrenza potranno così essere direttamente raggiungibili e quindi ospitare gli spazi per il mercato temporaneo. - I volumi edilizi con funzioni miste: all’interno del progetto saranno previsti una serie di volumi con funzioni miste residenziali – commerciali – culturali che renderanno possibile un adeguato mix funzionale. Questi edifici realizzeranno prevalentemente un piano terra/interrato con attività aperte al pubblico e una serie di piani residenziali al di sopra del piano della città. Gli edifici saranno concepiti come veri e propri monoliti, reinterpretando la tradizione del fronte urbano nella città consolidata ed avranno un doppio involucro, che determinerà la divisione tra spazi serviti e spazi di servizio, secondo la celebre teorizzazione di Luis Kahn. Tale doppio involucro avrà anche una funzione legata al contenimento dei consumi energetici funzionando come una vera e propria vetrocamera. - La scatola magica: la connessione tra l’area di progetto a nord e l’UpC Arena sarà declinata mediante un manufatto architettonico, una scatola magica sospesa che si eleva dal piano dello spazio pubblico. Tale manufatto sarà caratterizzato da una grande rampa pedonale di accesso al livello superiore dello stadio e da una serie di volumi polifunzionali che ospiteranno strutture commerciali direttamente connesse all’impianto sportivo o spazi laboratorio per giovani artisti. La scatola magica avrà un sistema di connessione interno che permetterà di accedere al livello della copertura, vero e proprio punto privilegiato da cui cogliere la città. Strutturalmente l’edificio sarà costituito da due scatole determinate ciascuna da 8 grandi travi parete in cemento armato che scaricheranno il peso su setti murari o noccioli di collegamento verticale. Le scatole sospese assolveranno anche la funzione di copertura della fermata del tram. - La torre: la tipologia della torre da sempre nella storia richiama una serie di significati spaziali, sociali, culturali assolutamente unici e straordinari. La torre, elemento che tenta di congiungere la terra al cielo, segno di sfida tecnologica da parte dell’uomo nei confronti degli dei è l’ideale tentativo artificiale di propagazione della terra verso il cielo, è anche e soprattutto un elemento architettonico che designa un punto preciso, è per certi versi un paradigma dello spazio architettonico. Partendo da questo assunto si è deciso di inserire questo elemento richiesto dal bando in corrispondenza del punto di passaggio nel campo urbano dalla grande infrastruttura di Liebenauer Tangente al boulevard Conrad von Hotzendorf Strabe designando quindi in passaggio di stato tra due condizioni differenti, divenendo simbolo di ingresso alla città. La nostra torre è concepita come un grande volume decostruito, un elemento che tenta di indagare tre differenti condizioni con cui l’edificio ha a che fare. L’edificio si radica al suolo come una grande lama conficcata nel terreno, un volume che fino a 10 metri dal suolo si presenta completamente aperto, radicando solamente il nocciolo duro dei collegamenti verticali ed un grande pilastro circolare. In questo modo la permeabilità dello spazio pubblico appare pressoché totale a continua. Al di sopra di questa quota si erge il corpo vero e proprio della torre che partendo da un grande solaio alveolare, un vassoio cavo in grado di ospitare l’impiantistica dell’edificio, dello spessore di circa 2,50 metri, si costruisce con un sistema di pilastri e travi in legno lamellare che, saldati tra loro, costituiscono una vera e propria struttura spaziale. Questo sistema di travature e pilastri è saldato ad un nucleo rigido in cemento armato che ospita il vano scale ed assolve alla funzione strutturale ed impiantistica. Il reticolo spaziale in legno viene saturato da solai prefabbricati anch’essi in legno che costituiscono gli impalcati in cui la torre è abitabile. Il volume abitato è arretrato rispetto alla struttura generando uno spazio di transizione, un interstizio in cui sono realizzati giardini pensili e terrazze a doppia e tripla altezza che determinano uno spazio intermedio tra interno ed esterno. I piani centrali della torre sono destinati a servizi pubblici in modo da ottenere adeguato mix funzionale, mentre il rapporto con il cielo è risolto con un grande spazio a tutta altezza, una serra botanica – laboratorio in cui si coltiveranno colture sperimentali, alta 20 metri con solette di interpiano al proprio interno che rappresenta un ideale risarcimento verso la natura del suolo sottratto per l’edificazione dell’edificio. - Conrad von Hotzendorf Strabe: il viale urbano viene riqualificato architettonicamente nel progetto in modo da divenire un vero e proprio spazio di relazione. Nel progetto vengono recepite le indicazioni del bando per ciò che concerne limitazioni viabilistiche, aree di parcheggio, ecc. mettendo a sistema le varie richieste con quello che è essenzialmente un disegno che mediante segni minimi ricerca una nuova urbanità. Fondamentale è il ruolo dei nuovi filari di alberi inseriti e del disegno della nuova pavimentazione in pietra che disegna una texture che rielabora la misura degli edifici prospicienti il viale. La divisione tra sede del tram, aree di parcheggio, percorsi pedonali, pista ciclabile viene definita da segni minimi e piccoli elementi quali pali dell’illuminazione, alberi, piccoli salti di quota. PRINCIPI DI SOTENIBILITA’ AMBIENTALE Quando negli anni sessanta Le Corbusier viene chiamato a Venezia per elaborare una proposta per la realizzazione del nuovo Ospedale tra lo stupore generale, osservando la città lagunare elabora un efficace programma per la sua futura architettura esclamando “Il faudrait bâtir sans bâtir”. Le corbusier identificava con questo slogan in Venezia una città finita, completa, in cui nulla sarebbe dovuto essere tolto o aggiunto. Elabora quindi il suo celebre progetto strappando porzioni di terra al mare e cercando di riproporre la complessità della città lagunare nella nuova architettura. Partendo da questo aneddoto prende atto la nostra presa di contatto con il tema della sostenibilità ambientale, cercando di “costruire senza costruire”, cercando di limitare gli effetti di un’attività comunque necessaria al genere umano. Questa strategia di progetto si articola in alcuni concetti chiave: DENSIFICAZIONE: densificare non significa solamente come già espresso precedentemente fornire maggiore qualità architettonica, ma anche e soprattutto promuovere il contenimento del consumo di suolo. Il nostro progetto cercando di dare maggior densità edilizia alle aree individua una strategia alla macroscala che impone di restituire al paesaggio agrario vaste porzioni di territorio anche mediante un principio di demolizione di parte delle nostre periferie urbane eccessivamente disperse e causa di problemi infrastrutturali ed inquinamento atmosferico. ADOTTARE UNA FILIERA SOSTENIBILE NEL PROCESSO COSTRUTTIVO: l’utilizzo di materiali con filiera sostenibile, a km zero o comunque riciclabili, è un principio elementare per poter ridurre l’impatto del processo costruttivo sull’ambiente. La torre in legno rappresenta il paradigma di tale strategia, mediante l’utilizzo di un telaio e solai prefabbricati lignei. PROGETTARE CONSAPEVOLMENTE: alcuni accorgimenti progettuali proposti sono orientati al limitamento di dispendio di energia per il raffrescamento ed il riscaldamento degli edifici. Ancora una volte la nostra torre risulta essere paradigmatica di questa logica, presentando una struttura esterna al nucleo abitato che risulta arretrato di circa due metri dalla stessa in grado di schermare opportunamente le radiazione solari estive anche mediante l’installazione di tendaggi. Il nucleo rigido della torre in cemento armato viene posto a nord, in modo da limitare le porzioni di involucro vetrato disperdente. UTILIZZO DI TECNOLOGIE IMPIANTISTICHE ADEGUATE: ultimo elemento legato al tema della sostenibilità ambientale è sicuramente l’utilizzo di tecnologie adeguate. Nel nostro progetto si presuppone di utilizzare fonti impiantistiche di riscaldamento raffrescamento che utilizzino impianti geotermici in grado di soddisfare il fabbisogno di energia.

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