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La Spezia (SP), Italia

Riqualificazione architettonica e artistica di piazza Giuseppe Verdi a La Spezia (1a fase)

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La lettura del tessuto urbano per stratigrafie è la principale linea guida di sviluppo del progetto che si prefigge il fine, attraverso il recupero di segni e presenze storiche di sviluppare una continuità tra presente e futuro. Nella storia della piazza rimane, come suggestione, il tema dell’assenza: assenza della scomparsa dell’edilizia popolare che seguiva l’andamento curvilineo della costa al di qua del promontorio cancellato; assenza di quello sperone collinare affacciato sul mare che conteneva in sé le ragioni spaziotemporali dell’antica Spezia; assenza di quel teatro massimo che distrutto al centro dell’antipiazza avrebbe dovuto risorgere nell’isolato a monte.

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Da questa considerazione è nata la convinzione di volere far riaffiorare dalla memoria di ciò che la piazza non è più la consapevolezza e la coscienza collettiva verso un luogo che si è connotato più come vuoto, che come spazio urbano.

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È proprio da questo input che siamo partiti a progettare la Piazza Giuseppe Verdi. Principalmente i temi utilizzati sono tre: il tema del ricordo del teatro, l’omaggio agli edifici storici su fronte strada, e la vicinanza del mare.

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IL RICORDO:

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Il Teatro: Le foto dell’epoca rivelano uno spazio diverso da quello attuale… La presenza al centro della piazza del teatro politeama dimensionava con proporzioni molto ridotte rispetto a quelle attuali lo slargo urbano. Il progetto vuole recuperare tale assenza rielaborando un segno che possa rievocare la presenza di tale spazio all’interno di Piazza verdi. Il segno continuo disegna un profilo che vuole ritracciare e rintracciare il vuoto lasciato dalla demolizione del vecchio teatro. Tale segno circoscrive uno spazio “altro” rispetto al resto della piazza. Luogo questo in cui il pubblico vuole avvicinarsi al privato e dove l’esterno si fa più intimo. Luogo di aggregazione, scambio, documentazione e svago, vero cuore del progetto. Nel ponte ideale tra teatro e spazio polifunzionale si colloca l’idea di ricreare anche compositamnte una proporzione persa al “..fine di ripoter rimisurare quello spazio che allungato dall’asse viario attualmente disperde nella forma e nella reale destinazione quella sua funzione socio/aggregativa che apparteneva al passato..”

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Si ricerca la creazione di un Landmark artistico totalmente giustificato dalla storia, un gesto che non e’ altro che lo Skyline dello spazio occupato in passato dal teatro e riproposto in veste moderna come un punto di riferimento, come una piazza all’interno di una piazza, con molteplici funzioni sia di ricordi, emozionali che funzionali. Lo spazio vuol essere punto di aggregazione sociale dove poter allestire un mercatino invernale coperto grazie ai teloni oppure un cinema sotto le stelle in estate, oppure un dibattito o delle manifestazioni cittadine… La struttura si presta da una parte a circoscrivere lo spazio e dall’altra a configurarsi a supporto di elementi come schermi, coperture provvisorie a tendone attraverso uno sistema d’illuminazione e di diffusione del suono. In questo senso trasfigura la sua essenza meramente estetica per divenire “machine de repprèsentation” quinta teatrale di supporto di iniziative aggregative anche mondane sia pubblica che privata. Inoltre la sua superficie può essere, per esempio, ricoperta da sistema cellulare fotovoltaico. Il fine è quello di supportare il consumo energetico almeno della piazza per sistemi di illuminazione e di supporto di eventuale attrezzatura elettrica.

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L’installazione a porta e l’asse viario: La scelta viabilistica e’ dovuta ad una professionalita’ ormai acquisita nella progettazione stradale ventennale da cui deduciamo la miglior viabilita’ in termini di inquinamento, di sicurezza stradale e pedonale e di percorribilita’ giornaliera. L’ingresso alla piazza e’ rallentato da un attraversamento pedonale rialzato in entrambe le direzioni, la carreggiata e’ stata dimensionata in base alle corsie precedenti e la possibilita’ di inserire delle fermate dei mezzi di trasporto pubblico verra’ studiato e dimensionato nella seconda fase del concorso, in base anche a rilevamenti e interviste da fare in luogo. L’obiettivo del progetto è stato quello di inserire una struttura a cielo aperto in memoria, appunto, del Teatro cittadino. Attraverso una struttura rigida e molto maestosa si vuole dare il giusto riconoscimento a quello che doveva essere il principale punto nevralgico per la ricostruzione della città. All’interno del perimetro si presentano delle sedute che rompono un po’ la continuità e la geometria del piazzale ricavata dalla pavimentazione. La presenza di tale segno serve anche ad identificare e tracciare “una porta” che esalti prospetticamente l’asse d’attraversamento orizzontale.

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Si identifica come segno forte e visibile da chi proviene in entrambe le direzioni. Un segno che racconti e testimoni anche il passaggio storico di espansione della città Si inserisce come una porta di ingresso verso il centro storico e la zona a traffico limitato e pedonale. L’installazione assume non solo un valore intrinseco ma anche uno spazi polifunzionale di aggregazione.

L’OMAGGIO AGLI EDIFICI STORICI:

La pavimentazione : In quest’ottica la pavimentazione regolare riprende un tema “marinaio” delle righe. La pavimentazione si pone come un “tappeto pregiato” a supporto degli splendidi edifici che si affacciano sulla piazza. Inoltre il trattamento diffuso omogenizza e caratterizza la piazza nel suo insieme. Includendo anche la fascia carrabile mimetizzata che attenua l’impatto del taglio viabilistico che si è dovuto conservare. Tale tema favorisce la possibilità di “trasformazione progressiva e totale verso la pedonalizzazione con interventi minimi di adattabilità come la rimozione di dissuasori o altri elementi di piccolo ingombro e di facile rimozione.

IL MARE:

Verde a macchie: La proposta del verde ricalca la volontà di riproporre un elemento presente nella storia della città. Ai tempi d’oggi il verde rappresenta il punto d’unione tra la città e il mare. Consciamente ed inconsciamente il giardino rappresenta per La Spezia il luogo dove avviene la vita sociale della città. Attraverso quest’ottica si è voluto presentare una citazione dei giardini che coronano il lungo mare. La forma inorganica si sovrappone dialetticamente alla regolarità dello sviluppo a strisce regolare della pavimentazione quasi a volere rappresentare la dicotomia formale che caratterizza l’intera città, ossia : la regolarità dell’assetto ottocentesco a maglia quadrata degli isolati e l’irregolarità nel disegno informale dei giardini e dei rioni “popolari” che contraddicono o meglio disobbediscono a tale ordine. Ma anche il segno curvilineo il colle su cui è nata la piazza dopo lo sbancamento della collina stessa “L’idea di demolire il promontorio dei Cappuccini per rimuovere ciò che si riteneva essere ostacolo all’espansione nelle pianure ad est del colle nasce sul finire dell’Ottocento e si può leggere, nella sequenza dei progetti e delle azioni messe in atto, come una conseguenza, fra le diverse possibili, del rapido ingrandimento della città civile a seguito di quella militare.” La tensione tra queste due forme compositive testimonia lo spirito profondo di questa città che ne ha dettato la genesi.

Barche: L’inserimento delle barche sparse in mezzo alla piazza vuole evidenziare ancor di più il tema della vicinanza al mare. L’idea è stata quella di inserire delle barche che ricordassero le vecchie “imbarcazioni dei pescatori” in commemorazione di un tempo in cui la presenza del mare si faceva forte all’interno della città. L’idea e’ quella di suggestionare il passante ricostruendo una scenografica spiaggia con le barche arenate, come se il mare si fosse appena ritirato dopo l’alta marea…