© Danilo Diamanti . Published on April 07, 2008.
Piazze al tramonto.
© Danilo Diamanti . Published on April 07, 2008.
Nelle città assistiamo oramai al tramonto dello spazio pubblico.
© Danilo Diamanti . Published on April 07, 2008.
Non tanto nella concezione del luogo quanto nel superamento dello spazio fisico come luogo dellincontro.
In effetti la fortissima competizione del web come momento di aggregazione ci induce ad una nuova concezione di piazza, di casa del popolo, di centro civico.
Trovare concentrazioni funzionali, legate al tempo libero, allorganizzazione di eventi in spazi che offrano qualità spaziali di relazione tra urbanità e natura, tra spazi chiusi e aperti è risultato lobiettivo prioritario del progetto.
Piani sospesi.
Un grande piano si libra nel vuoto divenendo appoggio per il complesso scolastico, copertura per il centro civico e passeggiata panoramica verso il parco urbano.
Il sistema naturale penetra verso la città contaminando il limite e trasformandolo in elemento distributivo delle funzioni.
Dalla città, lasciando lauto e proseguendo verso il percorso verde, si offrono occasioni molteplici, sorprese continue: la scuola materna in alto sulla destra, le morbide rampe di discesa verso il parco, i giardini tematici, lingresso basso e trasparente al centro civico, spazi dombra (sotto il piano) dove alloggiare attrezzature per il tempo libero.
La scuola materna
La collocazione dellAsilo, rispetta le indicazioni del bando, ponendosi alla stessa quota della strada appoggiato al piano sospeso. Laccessibilità veicolare coincide con la strada di collegamento adiacente alla zona indicata V14; allinterno di questultima vengono posizionati i parcheggi di pertinenza integrati nel verde.
Una lieve rotazione delledificio determina un ambito di competenza compresso tra ledificato e ledificio dove è organizzato lo spazio verde ricreativo il giardino dellavventura.
LAsilo si compone di un unica figura architettonica che contiene partizioni funzionali scandite da alcune incisioni dove si attestano gli ingressi e le contaminazioni di verde.
Proprio la relazione con il verde diviene il tema principale della concezione della scuola: da un lato il verde ricreativo del giardino esterno e delle incisioni dallaltro quello dei patii interni destinati a verde didattico.
Questi ultimi hanno una tripla funzione: costituiscono fonte di luce per gli spazi connettivi dellasilo favorendo lincontro e lo scambio tra bambini e assistenti, consentono un movimento dellaria virtuoso ai fini del risparmio energetico e infine ospitano i giardini maggiormente relazionati alle attività delle sezioni, il giardino della creatività.
Un percorso distributivo taglia la figura isolando gli ambienti amministrativi e di servizio.
Infine lo spazio aperto raccorda e completa la struttura (il giardino dellavventura) consentendo così di ridurre al minimo la recinzione dellarea di pertinenza.
Questo assetto consente di dare grande rilievo agli spazi aperti e al connettivo tra le diverse sezioni, che risultano dimensionate in conformità con le richieste del bando.
Il progetto risponde alle esigenze pedagogiche indicate nel bando organizzandole secondo le intenzioni dellamministrazione. La progettazione degli spazi interni vuole tenere conto delle esigenze percettivo-conoscitive dei bambini fino ai 3 anni di età. Per questo motivo ci siamo avvalsi della collaborazione di un Gruppo di educatrici, che, seguendo un metodo denominato Malaguzzi (dal nome della persona che per primo lo applicò in Emilia-Romagna fin dallinizio degli anni settanta), applica un progetto educativo fortemente strutturato su una serie di principi di base, tra i quali due prioritari: lidea che il Nido possa presentarsi in stretta sinergia con il territorio e con il paesaggio circostante e un forte coinvolgimento dei genitori nella struttura scolastica.
Da questa angolazione vanno lette alcune scelte progettuali ed in particolare quella che include i patii, gli spazi aperti, nel concetto della forma architettonica. Il cuore dellAsilo è il suo spazio aperto-protetto interno (ameba vuota): spazio di sensi ed energia, di elementi naturali, come verde, acqua e luce. Da qui entra il massimo della luce e attorno a questo spazio plastico e dinamico si sviluppa il connettivo delle singole sezioni dedicate alla gestione delle diverse età.
Le sezioni sono trattate come spazi aperti e flessibili, suddivisi da pareti mobili, illuminate dalla grande luce che proviene dai patii, quasi un codice a barre che si adatta alle funzioni interne.
Ma cè ancora un altro spazio aperto, ancora raggiungibile con una uscita specifica, che chiamiamo giardino dellavventura, e che, soprattutto per i grandi costituisce lavvio alla scoperta del territorio degli adulti.
E limmagine analoga ma inversa dellasilo: un recinto aperto entro il quale si colloca la figura estratta dal corpo dellasilo: spazio chiuso-protetto esterno (ameba piena) che svolge funzioni di ricovero di attrezzature e giochi da impiegare nelle attività allaperto.
Il giardino dellavventura è concepito anche come spazio urbano: un giorno alla settimana si congiunge con il sistema del parco e diviene luogo di incontro dove bambini, giovani coppie, genitori, amministratori e insegnanti possono ritrovarsi per confrontarsi nellidea di scuola aperta al controllo di tutti.
Il piano sospeso: la piazza di quartiere
La necessità di rendere permeabile il parco, ha suggerito la possibilità di sospendere al di sopra un piano, la nuova piazza, che si slancia nel vuoto divenendo passeggiata panoramica che consenta il transito lungo il perimetro dellarea.
Da qui con ascensori e scale si può scendere al centro civico (di cui è parziale copertura) ed al parco.
Il centro civico
Posto al di sotto del piano sospeso, il centro civico risulta diviso in due ambiti: da un lato il centro anziani, dallaltro le sale polivalenti.
Un sistema articolato di percorsi sul parco, ascensori e tagli dal piano superiore, conduce allingresso centrale (occasione di contaminazione del verde); qui è previsto il punto ristoro (mq.100) dal quale si percepiscono i vari ambienti.
I due ambiti rispettano le indicazioni del bando ed in particolare: il centro anziani di sup. mq.650 con sala lettura 15 posti, sala attività comuni, sale informatica e uso pc, stanze uffici, piccola cucina e servizi; la sala conferenze (mq.250) e le sale polivalenti (mq.250).
Ad esclusione della sala conferenze, gli spazi interni sono concepiti per utilizzare elementi divisori movibili (pareti scorrevoli in legno o pannelli smontabili) che consentano distribuzioni flessibili a seconda delle esigenze.
Lilluminazione è garantita dalla parete trasparente sul parco e dal taglio centrale verde di ingresso anchesso completamente trasparente.
Il parco
Scelta delle specie. Il verde inteso come fattore di relazione e didentità indirizza la scelta del Quercus suber come specie che caratterizza il paesaggio circostante. Il verde come memoria dei paesaggi agricoli che troviamo nella scelta del Olea europea, pianta mediterranea che con il suo frutto può generare un momento collettivo e didattico nella sua raccolta. Il Cercis siliquastrum che rompe i filari dei Quercus e della Olea, sottolineando il taglio obliquo, richiama le tante via romane e gli esemplari che si aprono con la loro chioma sul palatino; un albero generoso nella sua fioritura, che dona elementi di colore. LAlbizia julibrissin, originario dellestremo oriente, con il suo portamento e suoi fori piumati ci porta nella sua e nella nostra terra di origine. Il Quecus cerris, albero monumentale che simpone nella campagna romana, sottolinea e accompagna lo sguardo dallentrata fino al fondo valle. I Prunus (dulcis, domestica, avium) sono inseriti nei giardini dellasilo a scopo didattico, dettando con le loro fioriture il passaggio delle stagioni. La relazione, infine, che scaturisce tra i terrazzamenti e lelemento naturale della vallata, intende valorizzare il paesaggio della campagna romana; in particolare si vuole condurre lattenzione sul fosso, segnato dalla vegetazione igrofila, la quale oltre ad essere un elemento che caratterizza il paesaggio, riveste una fondamentale funzione di riduzione degli inquinanti e di riduzione del rischio idraulico, limitando la velocità di deflusso delle acque.
Materiali.
Per garantire il massimo della permeabilità i materiali minerali sono utilizzati in misura ridotta, essenzialmente nei marciapiedi di pertinenza della strada di accesso allarea. Le piazze sono di stabilizzato in pietrisco rullato, con un ottima percentuale di permeabilità, i percorsi sono in stabilizzato in pietrisco coadiuvato con una malta (tipo levostab) che li rende semipermeabili. Lunica piazza pavimentata ricopre una percentuale minima delle aree a verde.
Rinaturalizzazione.
Le possibilità di autogenerazione della flora presente nellarea richiedono degli interventi di salvaguardia e di incremento della flora attuale, anche in considerazione dei possibili danni che le opere di modellamento del terreno possono arrecare. In considerazione di questo sono previsti degli interventi di piantumazione di essenze autoctone. Considerando che larea ricade nella zona fitoclimatica definita Regione mediterranea di transizione, sono state scelte seguendo le indicazioni della tabella sotto indicata.
Ingegneria naturalistica.
Per superare le difficoltà che lorografia dellarea impone è prevista la modellazione del terreno con una serie di terrazzamenti. Il contenimento delle terre è garantito da una serie dinterventi di ingegneria naturalistica, concentrate lungo la pendenza del parco. Sono previste opere di ingegneria naturalistica quali la grata viva e palificata via semplice. La grata viva è composta da una struttura in tondame ottenuta mediante la posa di tronchi verticali e orizzontali disposti perpendicolarmente tra loro. I vantaggi sono limmediata stabilizzazione della sponda. Leffetto di stabilizzazione aumenta una volta che le specie vegetali inserite hanno cominciato a radicare. Le specie vegetali svolgono anche unazione drenante in quanto assorbono lacqua necessaria al loro sviluppo. La palificata viva semplice è composta da struttura in tronchi costituita da unincastellatura di tronchi a formare camere nelle quali vengono inserite fascine e talee di salici. Il pietrame e le fascine poste a chiudere le celle verso lesterno garantiscono la struttura dagli svuotamenti, le talee inserite in profondità sono necessarie per garantire lattecchimento delle piante che negli ambienti mediterranei soffrono per le condizioni di aridità. I vantaggi sono un rapido e robusto consolidamento della scarpata.
Ciclo delle acque – recupero e riuso.
Il recupero e il riuso delle acque meteoriche e usate, è ottenuto mediante dei sistemi di stoccaggio e depurazione. Il sistema del recupero e del riuso delle acque meteoriche comporta una depurazione delle acque di prima pioggia mediante un disoleatore e un filtro a sabbia. Successivamente lacqua è sversata in un impianto di fitodepurazione, il quale è utilizzato anche come bacino di accumulo. Limpianto di fitodepurazione è a servizio dellasilo nido per depurare le acque grigie e nere, queste dopo il trattamento saranno utilizzale a scopi irrigui. Il flusso proveniente dalle fontanelle del parco sarà stoccato in una cisterna la quale mediante sistema di pompaggio sarà utilizzata per lesigenze idriche dellasilo nido. Il sistema prevede degli impianti di soccorso per qualsiasi eventuale interruzione del funzionamento di uno degli impianti. Lacqua di supero sarà sversata nel fosso contribuendo così allo stato di umidità del terreno, particolarmente importante nel periodi aridità estiva.