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Teramo (TE), Italia

“un Ritmo Naturale”

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VEDUTA DAL PORTICATO

L’area di progetto è caratterizzata da forti segni naturali (i gradoni e la valle) che la segnano fortemente conformandola in maniera univoca; l’azione progettuale deve sviluppare un’architettura capace in qualche modo di adattarsi a queste forme naturali già costituite rispettandole e, quindi, cercando di diventare parte integrante del territorio stesso.

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TAVOLA 1

La proposta affronta la questione sviluppandosi in una parte edificata che è concentrata in una fascia intermedia tra la collina e l’area relativamente pianeggiante. Così, se da un lato costituisce il “naturale” arrivo a valle della collina sovrastante, quasi come un ulteriore gradone, dall’altro abbraccia la valle aprendosi completamente verso di essa, sfruttando in tal modo tutta l’area pianeggiante a disposizione per i servizi collettivi.

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TAVOLA 2

La struttura si estende, quindi, in maniera longitudinale su due piani, parallela alle curve di livello e ai gradoni esistenti, con un asse di sviluppo est-ovest.

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TAVOLA 3

Un complesso che privilegia lo sviluppo planimetrico per non invadere, con altezze eccessive, il paesaggio circostante; i volumi si inclinano assumendo una conformazione che segue le pieghe e la naturale pendenza del terreno terminando, sotto un giardino pensile, nell’edificio che contiene le strutture comuni.

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VOLO D'UCCELLO

Un progetto così strutturato non poteva avere che un carattere unitario, ottenuto da un accurato studio dei prospetti.

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VEDUTA DA VALLE

Il fronte principale si sviluppa con un portico su due livelli che, a partire dall’edificio delle strutture comuni, da vita ad una progressiva smaterializzazione che si riflette nella parete vetrata interna.

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PARTICOLARE DEL PROSPETTO

Un portico esposto a sud che assume un ruolo di moderatore climatico e che non compete con ordini classici monumentali, ma piuttosto viene organizzato come una serie numerica ripetuta (senza mostrare simmetrie) attraverso i ritmi modernamente variati ( “UN RITMO NATURALE”).

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VEDUTA DAI PERCORSI PEDONALI

Ne deriva uno spazio porticato che, insieme alla rappresentazione della vita della città, costituisce la riunione degli elementi a formare un tutto organico con la natura circostante, sfumando e dilatando la linea di confine tra il costruito e l’ambiente naturale.

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VEDUTA DEL TEATRO ALL'APERTO

Il prospetto a nord, invece, si presenta in modo più riparato. Tutti i fronti sono composti non secondo un ordine prospettico ma piuttosto secondo un ordine “paesaggistico” per dar rilievo al rapporto con l’ambiente circostante. Per questo la composizione è variata con aperture di dimensione e posizione diverse.

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VEDUTA DA VALLE

Lo spazio interno forma un organismo articolato, vivo, capace di far partecipare l’utente alla complessità delle relazioni che in esso si intuiscono cercando di rendere gli alunni e gli operatori scolastici maggiormente partecipi della vita scolastica nel suo insieme.

E’ l’idea della scuola laboratorio.

Tutta la struttura utilizza accorgimenti bioclimatici di tipo passivo (usando cioè esclusivamente mezzi architettonici) mirati al risparmio energetico assicurando una notevole differenza di temperatura tra interno ed esterno e, di conseguenza, influendo notevolmente sui costi di gestione di tutto il manufatto.