© Francesco Santioli . Published on October 29, 2010.
RELAZIONE TECNICA
© Francesco Santioli . Published on October 29, 2010.
Le ragioni del progetto La realizzazione delle grandi infrastrutture durante il secondo dopoguerra, in Italia come in altri paesi dell’Europa centrale, ha mostrato la grande opportunità offerta dal connubio ingegneria / architettura. In nessun’altra opera come in quelle per la viabilità è indispensabile che le due discipline “percorrano la stessa strada”. L’esperienza della grande stagione Italiana, riconducibile alla figura di Pier Luigi Nervi, si è conclusa alla fine degli anni ’60, ma riteniamo che uno dei grandi temi negli anni futuri dovrà tornare ad essere necessariamente quello della viabilità e di tutte le aree ed edifici che l’accompagnano. Le grandi opere dovranno attribuire un valore aggiunto ai luoghi che attraversano. Autostrade, viadotti, gallerie e tutte le altre opere integrate dovranno tornare ad avere un significato estetico oggi perduto. Muovendo da questi convincimenti abbiamo ritenuto quanto mai accattivante ed avanguardistico il tema proposto. Il tentativo di risolverlo nasce dalle seguenti linee guida: - forte immagine evocativa ed iconica sia del sostegno che di ciò che è sostenuto, demandando prevalentemente all’opera ingegneristica l’immagine dal fiume. Dal basso si scorgerà un vassoio in cemento le cui profonde mensole sosterranno l’intervento. - Un basso impatto visivo per chi percorre la strada, senza togliere la indispensabile ieraticità connaturata ad una realizzazione di questo tipo. La sovrapposizione apparentemente casuale dei volumi affilati, cambia continuamente prospettiva, inaspettatamente, a chi si avvicina in velocità. Si toglie cosi l’immobilismo, altrimenti difficilmente eliminabile, ad un edificio alto ed isolato. La notevole profondità potrà essere apprezzata solo a grande distanza, e quindi ad una scala paesaggistica, o dai naviganti. - Ricerca di leggerezza e trasparenza, quasi diafana, formale e materica che diluisca la torre nella frequente nebbia, grazie all’utilizzo del rivestimento il lastre di policarbonato .
© Francesco Santioli . Published on October 29, 2010.
La struttura Si conferma la prescrizione del bando prevedendo la costruzione completamente indipendente e staccata dal ponte mediante un giunto strutturale sormontato dalla pavimentazione alla quota della pista ciclabile. La soluzione scelta è stata quella di limitare al massimo la massa strutturale nella parte sovrastante l’impalcato del ponte, in modo da minimizzare le azioni inerziali derivanti dai terremoti di progetto. La parte di sostegno, invece, avrà massa maggiore e conformazione mirata a sopportare le azioni della corrente nelle ipotesi ordinarie e limite. Si è allora previsto di realizzare una struttura mista con fondazioni e pila in calcestruzzo armato di elevate caratteristiche resistenti e parte sovrastante leggera con struttura portante in ossatura verticale ed orizzontale di profilati di acciaio Il collegamento tra le due zone avviene con mensole metalliche a sezione variabile rastremata verso le estremità ed incastrate nella pila di calcestruzzo armato. Le mensole avranno andamento in pianta tale da congiungersi alle estremità limitando cosi i fenomeni di instabilità nel piano di impalcato e verranno rese collaboranti con la soletta in calcestruzzo armato sovrastante, unica del manufatto, mediante pioli di collegamento in modo tale da realizzare una struttura mista acciaio/calcestruzzo. Dal piano di impalcato così realizzato partiranno i profilati metallici di sostegno degli spazi sovrastanti e delle travi metalliche di piano sulle quali riposeranno i solai in tavole di legname maschiato e le pareti trasparenti. La struttura metallica prevede opportuni controventi in tiranti di acciaio o trefoli di dimensione ridotta in modo da garantire un comportamento spaziale dell’insieme. La parte di sostegno delle mensole, la pila, è prevista in struttura portante di calcestruzzo armato formata da colonne verticali affiancate di sezione irregolare in pianta, in modo da far defluire la corrente del fiume negli spazi interposti, collegate in sommità da un pulvino nel quale sono ancorate le mensole metalliche. Sotto la superficie del fiume si prevede che queste colonne si riuniscano in modo da formare un basamento di collegamento con la testa dei pali di fondazione. Strutturalmente il manufatto si configura come una sorta di pendolo con azioni prevalenti derivanti da vento in sommità, mentre la distribuzione delle masse abbassa il centro di azione delle sollecitazioni sismiche in modo da ridurne gli effetti sulla pila e sulle fondazioni. La struttura della pila sarà in grado di sopportare le azioni verticali trasmessegli dalle mensole metalliche e le eccentricità derivanti dalla forma degli spazi sovrastanti. La sua conformazione prevede una struttura non continua che è mirata a ridurre l’effetto della corrente del fiume consentendone il passaggio dell’acqua tra le parti verticali distanziate tra di loro. Nel complesso si è cercato di prevedere un manufatto con carichi permanenti o semi permanenti ridotti in modo da limitare l’inerzia della struttura nella parte alta e quindi gli effetti del sisma essendo questa una azione essenzialmente inerziale. Le scelte strutturali descritte dimostrano come nel progetto complessivo dell’opera si è tenuto conto degli aspetti statici e dinamici della struttura procedendo nelle scelte architettoniche con valutazioni iterative degli aspetti strutturali da queste indotti.
© Francesco Santioli . Published on October 29, 2010.