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Sappada (BL), Italia

Centro polifunzionale di Sappada

Davide Olivieri, Luca Cerullo, JUAN CARLOS HERRERA PUEYO

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INTRODUZIONE

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Il sontuoso paesaggio dolomitico che circonda Sappada ne rappresenta l’immagine molto piú della sua giá bella configurazione urbana. Per questo motivo per costruire in questa vallata bisogna prendere coscienza che non si sta intervenendo semplicemente in un tessuto urbano bensì nel piú ampio contesto della natura.

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La nostra proposta evoca nella sua geometria l’imponente conformazione geografica che circoscrive Sappada. Si potrebbe dire che il progetto traduce le condizioni geomorfologiche del luogo. Allo stesso modo questa geometria organica, topografica e discontinua permetterá una relazione piú stretta e intensa tra l’architettura e il territorio, ridisegnando i limiti dell’edificio dissolvendo il confine tra l’architettura e lo spazio pubblico, tra l’architettura e il paesaggio.

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I riferimenti che ci hanno permesso di configurare formalmente la nostra proposta trovano le loro radici nell’architettura locale della borgata Bach (Pòch) fortemente condizionata dalle condizioni climatiche e dai materiali autoctoni.

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Il progetto risponde alla singolare localizzazione del lotto che confina a est con un forte declivio che sia apre verso la valle, a ovest e a nord (dove la topografia raggiunge la sua quota massima ) con residenze private e a sud con via Milpa.

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Un nuovo edificio polifunzionale che voglia essere punto di riferimento per la cittadinanza, necessita un’ immagine rispettuosa e cosciente del contesto ma al tempo stesso contemporanea. Il progetto rifugge l’architettura spettacolo e autoreferenziale, ma anche il pastiche storicista e la riproduzione mimetica. Un edificio di queste caratteristiche non deve ergersi a protagonista del paesaggio, al contrario deve fondersi con esso offrendo però un’immagine onesta verso le proprie intenzioni, un’immagine attuale ed opportuna.

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Per questa ragione siamo daccordo con la decisione di demolire la scuola attuale, con nessuna qualità estetica aprezzabile e la cui permanenza avrebbe impedito un intervento chiaro e sicuramente più economico.

INSERIMENTO

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La proposta del bando prevedeva uno slittamento delle funzioni in blocchi di due piani (da una parte il parcheggio ed il centro diurno e dall’altra la scuola materna e i locali per l’amministrazione pubblica) prevedendo così il giardino della scuola sul tetto del centro diurno. Il nostro progetto propone una variazione di questo schema.

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Approfittando della topografia abbiamo preferito slittare tra di loro i livelli appoggiandosi così alla pendenza del terreno. In questo modo riduciamo l’ occupazione in pianta della parcella al 50% e otteniamo due giardini senza piani interrati sottostanti permettendo così la impiantazione di alberi o il mantenimento di quelli esistenti.

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Il primo di questi giardini, alla quota di acceso del centro polifunzionale, è una piazza pubblica e al tempo stesso un vestibolo naturale aperto al paesaggio per gli usuari dell’edificio e per la cittadinanza in generale. Il secondo giardino anch’esso alberato e senza usi sottostanto é alla quota della scuola materna che prevediamo di spostare all’ultimo piano anche per isolare il rumore e disperdere la sua propagazione senza arrecare disturbo agli altri usi dell’edificio. In questo caso il giardino si apre sia verso est per ricevere il sole mattutino sia verso sud essendo qui l’edificio solo di un piano.

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TOPOGRAFIA E ACCESSI

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Una delle idee generatrici del progetto è stata quella di utilizzare le pendenze del terreno a nostro vantaggio ai fini di ridurre il costo economico (meno sbancamenti) e l’impatto ambientale (fragmentazione di facciata e migliore isolamento) senza perdere però l’ unitá formale e funzionale.

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A questo riguardo abbiamo proposto uno spazio comune di entrata nel lato ovest, una sorta di vestibolo diagonale che unisce i tre livelli fuori terra permettendo la separazione delle destinazioni d’uso senza rinunciare a un punto di incontro, aprendo le viste sul paesaggio e sul cielo.

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Una successione di scale e piattaforme, che si adattano alle quote del terreno, produce interessanti viste incrociate. La superficie in pianta del vestibolo corrisponde alla distribuzione tradizionale sovrapposta (sbarchi ascensori e accessi) che in questo caso viene fatta slittare moltiplicando la sensazione spaziale.

Parallelamente al vestibolo, a ovest dello stesso, manteniamo la strada che permette l’accesso alla prima casa e che nel progetto si converte in una zona ci scarico merci, via di evacuazione e acceso al giardino superiore.

L’ accesso al parcheggio rimane invece interrato, sempre per sfruttare la topografía della parcella, in maniera che si potesse entrare in quota da via Milpa senza necessità di rampe.

PIANO TERRA QUOTA 0.00 (+1253) LIVELLO 2

CENTRO DIURNO

Si sceglie come quota di acceso quella che coincide con la quota +1253 di via Milpa. A questa quota si apre uno spazio verde, in parte alberato, che propone prospettive sul paesaggio a valle. Questo spazio pubblico è sia a servizio dell’ edificio che della borgata in generale, favorendo l’integrazione dei cittadini. Entrando nell’edificio incontriamo il vestibolo già descritto, con le sue scale, ascensori e piatteforme, mentre sulla destra l’accesso al centro diurno che si apre totalmente verso sud. Incontriamo una zona di caffetteria con la possibilità di collegamento con il resto dell’edificio, e non solo con il centro diurno, e successivamente il cuore del centro diurno ovvero la sala di intrattenimento con le bocce e ampi spazi che danno acceso alla sala TV e alla sala polivalente. Questo spazio fortemente condizionato dalla presenza del campo da bocce risolve la sua profondità grazie a un gran spazio a triple altezza che prende la luce dal sud e diventa oltre che utile per portare luce a vari spazi dell’edificio anche fondamentale come accumulatore del calore. A questo piano si prevede uno spazio per la sosta del personale delle ambulanze, proprio al lato dell’ascensore che li collega con il parcheggio.

PIANO PRIMO QUOTA 3.50 LIVELLO 3

LOCALI PER AMMINISTRAZIONE COMUNALE

Salendo al piano superiore incontriamo l’accesso ai locali dell’amministrazione comunale che si dividono a loro volta in due aree una più pubblica con due ampie sale polivalenti, sempre orientate a sud, e, al fondo, l’accesso alla zona delle stanze. Le dieci stanze doppie hanno una dimensione generosa e permettono il soggiorno di utenti di versi che possono necessitare di un adeguato spazio di lavoro. Nel caso di necessitare un numero maggiore di stanze si potrebbero ridurre in superficie per ottenerne un maggior numero. Ogni stanza si apre sul paesaggio e hanno tutte terrazze proprie che, dove lo permette la topografía, si aprono al giardino che serve anche come via di evacuazione.

PIANO SECONDO QUOTA 7.00 LIVELLO 4

SCUOLA MATERNA

Continuando l’ascesa e sfruttando degli scorci sul paesaggio incontriamo la scuola materna situata all’ultimo piano. Come già detto la decisione di scalonare l’edificio permette di usufruire di un giardino alberato, aperto verso le montagne sempre senza rinunciare al sole mattutino e a quello del sud. L’acceso ai vari spazi si produce attraverso un ampio corridoio ampiamente illuminato che porta alle aule, ai dormitori e alla sala professori. Alla fine di questo percorso si incontra un ampio refettorio aperto a sud con viste sulla valle. La cucina del refettorio tiene un acceso indipendente dallo spazio pubblico e si trova vicina all’ascensore in maniera da permettere, come richiesto dal bando, il suo possibile uso da parte del centro diurno.

PIANO INTERRATO QUOTA -3.50 LIVELLO 1

AUTORIMESSA

Come già detto l’acceso all’autorimessa interrata si trova a raso sulla strada sottostante. Il parcheggio garantisce una capienza di 31 posti auto (uno per utenti in sedia a rotelle). Qui è previsto il box di sosta per la ambulanza, il servizio igienico e spogliatoio. Lo spazio di sosta per il personale è stato spostato al piano terra per grantirgli una migliore qualità ambientale. In questo piano sono previsti anche il magazzino e la caldaia per la biomassa.