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Vercelli (VC), Italia

Lo Sport In Vercelli

Studio Albini Associati, Roberto Vancetti, Germana Corradino, Elena Filippi

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vista a volo d'uccello sull'area di interesse per il progetto

Il progetto si pone come principale obiettivo quello dell’inserimento di un complesso sportivo di moderna concezione e fruizione all’interno di un tessuto urbano consolidato e connotato da architetture di pregio ed interesse storico-culturale per la città di Vercelli.

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tavola n.1 di presentazione

Porsi dunque in stretta relazione con l’ambiente costruito del centro storico di Vercelli, in particolare con il parco urbano e l’area dell’impianto sportivo esistente è rappresentata la sfida principale e, per questa ragione, maggiormente stimolante da affrontare e vincere in perfetta sintonia con lo spirito di sportività che avrebbe dovuto contraddistinguere l’atteggiamento del progettista verso questo concorso.

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tavola n.2 di presentazione

Il progetto prevede la realizzazione di un complesso sportivo atto ad ospitare attività di rilevanza nazionale ed internazionale integrato con il museo dello sport dedicato alla disciplina schermistica. Per i requisiti e le peculiarità connesse al tipo di attività da insediare, l’area destinata per la realizzazione di questa struttura appare strategica ma di non semplice trattazione.

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planimetria dell'area

Tale area, direttamente confinante col centro storico di Vercelli e delimitata dal parco Camana e dalla confinante area verde dello stadio Piola, architettura moderna, vincolata, risulta infatti inserita all’interno di un contesto urbano ad essa contemporaneo in gran parte anch’esso vincolato. Tale contesto rappresenta di fatto una parte importante del tessuto urbano cittadino riferito ad un primo ampliamento della città avvenuto a partire dalla fine dell’Ottocento, e proseguito sino all’epoca moderna.

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prospetti principali

Parco Camana, area già appartenente alla città ottocentesca, sebbene oggi appaia “disegnato” secondo un progetto più recente, viene vissuto ancora intensamente dalla popolazione vercellese, come un elemento centrale e catalizzante della vita sociale cittadina. Allo stesso tempo l’area dedicata allo Stadio Piola, confinante col parco, ospita la struttura sportiva più frequentata ed allo stesso tempo più ricca di storicità e tradizioni sportive della città di Vercelli. Il perimetro dell’area così delimitata, è caratterizzato prevalentemente da palazzine residenziali private di pregio di fine Ottocento ed inizio Novecento, la più parte vincolata, tutte in affaccio al parco. Unica struttura emergente, ancora legata alla tradizione architettonica ottocentesca, risulta essere la massicciata in laterizio a vista del palazzo dell’ex distretto di Vercelli, in affaccio a via XX settembre, in vista sul fronte opposto dell’area interessata dal progetto, separata da quest’ultima dall’attuale parcheggio pubblico posto ad una quota ribassata (–1,00 m ca.)

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sezione sull'area del patio ove sussistono i cedri

Visto il contesto nel quale viene inserito il nuovo complesso, il progetto deve necessariamente commisurare le proprie potenziali caratteristiche estetiche, funzionali e costruttive, con una realtà complessa e ben radicata nella cultura storica cittadina.

Per questa ragione alcune presenze quali, parco Camana dai disegni organici, così come lo Stadio Piola col suo campo ribassato a quota –2,00 m, così pure come la presenza del parcheggio anch’esso ribassato, costituiscono da un lato un importante elemento di raffronto ed ispirazione, dall’altro lato un forte vincolo, sia culturale che strutturale ed architettonico, per le scelte e gli indirizzi da operare al fine di una progettazione sostenibile e compatibile con l’ambiente costruito.

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sezione sulla palestra

Il complesso edilizio proposto si vorrebbe porre in stretta connessione con l’ambiente costruito ad esso adiacente. Esso inoltre mira a rispondere a quelle caratteristiche di polifunzionalità, intese come possibilità di utilizzare l’impianto per sport diversi (scherma, pallavolo, basket, pallamano, calcetto) e come capacità dello stesso ad ospitare iniziative che rappresentino possibilità di sviluppo socio culturale (museo dello sport, biblioteca e sala multimediale, palco per spettacoli di intrattenimento), nonché ampliamento e tutela occupazionale (attività di studio e ricerca nel campo sportivo ed in particolare dell’attività schermistica, spazi dedicati al fitness e wellness, ecc.), tutte richieste dall’ente banditore.

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vista con particolari del progetto

La proposta progettuale prevede anche la risistemazione dell’attuale parcheggio, ripensandolo come una struttura pluripiano (la cui altezza complessiva non supera i 5.00 m ca. dal piano strada di via Derna) in affaccio diretto su via Derna ma coperto con un tetto verde, degradante verso “parco Camana”, in totale capace di circa 300 posti auto. Sulla copertura dello stesso si delinea il tracciato di un percorso pedonale che collega, attraverso una passerella posta ad una quota di 5.00 m, il parcheggio con il complesso edilizio.

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vista con particolari del progetto

Il complesso avrà il suo accesso principale sul passaggio pedonale tra via Tripoli e via Derna, in corrispondenza dell’area sulla quale sono presenti i cedri deodara. La presenza di queste imponenti essenze consente di realizzare l’accesso tramite un passaggio nel verde a “Patio” valorizzando la presenza del verde ritenuto da conservare e tutelare (integrare i cedri deodara all’interno del nuovo complesso, racchiudendoli da muri bassi in continuità con i muri dei prospetti, in modo da farli diventare parte integrante dell’edificio).

Il complesso (avente una superficie coperta complessiva di ca. 4300 mq) si presenta in definitiva costituito da due nuclei , ciascuno servito da una hall dedicata, ospitanti rispettivamente:

- Il “palazzetto dello sport” (scherma, pallavolo, basket, pallamano, calcetto) con tutte le attività ad esso correlate, l’area fitness e wellness (con relativi spazi di servizio per spogliatoi, depositi, ecc.). Tali spazi potrebbero essere anche utilizzati per manifestazioni e spettacoli, attraverso l’inserimento di un palco removibile.

- Il “museo dello sport” (con caffetteria, biblioteca e sala multimediale, nonché sala di sumulazioni e prove, uffici e servizi dedicati) mantenendo l’edificio esistente, soggetto a vincolo, su via Massaua come memoria del passato e come testata della nuova costruzione, insediandovi all’interno l’attività di maggior pregio, il museo dello sport, che assumerà in tal modo una connotazione particolare e un’identità chiara.

L’intento è stato di attribuire chiare e ben distinte identità al museo e al palazzetto dello sport e allo stesso tempo unificare i due spazi da un’unica copertura, che in corrispondenza delle due halls diviene trasparente per segnalare la presenza dei 2 punti focali dell’edificio. Oltre a questo, si è voluto perseguire l’obiettivo di ottenere la massima trasparenza visiva tra interno ed esterno sul fronte verso il parco e maggior chiusura sul fronte strada per rapportarsi alla cortina edilizia della città (di conseguenza, massima trasparenza visiva anche tra gli spazi interni, tra campo gioco e sale per la scherma, tra halls e sale per la scherma e sala stampa, ecc.)

Al fine di soddisfare i criteri fondamentali della progettazione integrata, adottati in questa fase progettuale ed adottabili eventualmente e con sempre maggiore rigore anche in tutte le successive, sono divenute forzatamente necessarie alcune soluzioni di tipo architettonico-distributivo, impiantistico e di scelta dei materiali, quali, ad esempio:

- il nuovo intervento si relaziona con il parco urbano e l’area verde del campo sportivo: parco Camana è un’isola verde al centro della città e il nuovo edificio si integra con esso senza alterare la natura dell’area individuata quale spazio verde. Forma e materiali (legno, rame ossidato e verde) della copertura, così come dei tamponamenti e di tutti gli elementi architettonici correlati, sono pensati in quest’ottica

- si è realizzata la massima trasparenza visiva tra interno ed esterno sul fronte verso il parco e maggior chiusura sul fronte strada per rapportarsi alla cortina edilizia della città. Massima trasparenza visiva anche tra gli spazi interni (tra campo gioco e sale scherma laterali e tra halls e sale per la scherma).

- si sono integrati i cedri deodara all’interno del nuovo complesso, racchiudendoli da muri bassi in continuità con i muri dei prospetti, in modo da farli diventare parte integrante dell’edificio: essi si troveranno infatti in un giardino interno di fianco alle vetrate della hall, attraverso cui il pubblico dovrà necessariamente passare per accedere alla hall principale d’ingresso del palazzetto.

- si sono attribuite chiare e ben distinte identità al museo e al palazzetto dello sport e allo stesso tempo si sono unificati i due spazi attraverso la realizzazione di un’unica copertura. Le due halls corrispondenti ai due ingressi sono chiaramente individuabili e distinti sebbene collegati tra loro da un passaggio in quota (a +6.50 m ) parallelo a via Derna e posto in affaccio alla stessa via.

- si è mantenuto l’edificio esistente, sottoposto a vincolo, su via Massaia (attuale sede degli uffici della Pro Vercelli) come memoria del passato, conservandone in particolare la facciata principale e trasformandolo come parte preponderante ed integrante del prospetto del nuovo complesso edilizio sulla stessa via Massaua, insediandovi all’interno l’attività di maggior pregio, il museo dello sport, che assumerà in tal modo una connotazione particolare e una chiara identità.

- totale assenza di barriere architettoniche nonostante i diversi livelli e le differenti attività presenti: gli ascensori e le scale nelle 2 halls raccorderanno tutti i livelli per consentire una totale fruibilità sia per il pubblico che per gli atleti.

- utilizzo di soluzioni impiantistiche, che consentono un ottimale livello di confort ambientale per le diverse utenze dell’intero complesso garantendo allo stesso tempo autonomia gestionale delle varie attività. Le scelte impiantistiche hanno inoltre perseguito aspetti di contenimento dei consumi energetici con:

- utilizzo razionale della risorsa “acqua” massimizzandone il riuso (recupero, trattamento e riutilizzo delle acque grigie e delle acque meteoriche) e minimizzandone i consumi (l’installazione di componenti a basso consumo di acqua);

- utilizzo di energia solare per la produzione di acqua calda sanitaria e ad integrazione dell’impianto di produzione acqua calda per il riscaldamento degli ambienti;

- utilizzo di componenti impiantistiche ad alti rendimenti e basse emissioni inquinanti in atmosfera.

Quindi la progettazione seguirà passo dopo passo le esigenze complessive poste dalla destinazione d’uso e sarà svolta rispettando le qualità dell’architettura concepita.

Le scelte operative saranno comunque segnate dalla volontà di assicurare efficienza di funzionamento ed economicità di gestione, garantendo un regime di sicurezza a chi dovrà lavorare all’interno di questo complesso edilizio, come a quanti lo frequenteranno, e saranno dettate dal rispetto delle indicazioni previste dall’attuale strumentazione legislativa.

L’impiantistica di un volume così ampio ed architettonicamente complesso, richiede l’applicazione di sistemi appropriati, e dotati di un elevato grado di flessibilità, per poter essere adattati alle diverse esigenze d’uso delle differenti utenze previste.