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Peschiera del Garda (VR), Italia

Riqualificazione di Piazza Ferdinando di Savoia

Peschiera del Garda

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DEFINIZIONE DEL LUOGOANALISI DEL CONTESTO Un vuoto urbano di grandi dimensioni interno alla mandorla fortificata ma al contempo molto “slegato” dal resto del centro storico sia per dimensioni che per funzioni. Lo studio dei vuoti e dei tracciati pedonali – veicolari costituisce un supporto a tali considerazioni. La trama pedonale è fatta di vie di piccole dimensioni interne al centro storico, di una via dell’acqua legata alla presenza del canale e di una via esterna di circonvallazione che ripercorre il tracciato perimetrale dei bastioni. Tale tracciato è percorribile anche in bicicletta e ad oggi non è rilevabile altra pista ciclabile che attraversi il centro storico. L’analisi dei vuoti induce ad affermare che esistono piazze – piazzali “perimetrali” al nocciolo storico, utilizzate in prevalenza come parcheggi e alcune “piazzette” di dimensione più intime, all’interno della trama del tessuto storico e quindi più legate alle funzioni commerciali. La piazza, pur trovandosi al limite del centro storico è assolutamente “avulsa” dallo stesso: un grande vuoto adibito a parcheggio – in certe stagioni anche poco utilizzato. La presenza di importanti testimonianze storico-culturali che fronteggiano la piazza, quali la chiesa o l’area archeologica romana non aiuta attualmente a valorizzare lo spazio; al contrario gli elementi presenti sembrano “deprezzati”e assolutamente poco valorizzati. Inoltre gli edifici che si affacciano sulla Via XXX Maggio, espressione di architettura militare di grande importanza (ex Carcere militare, Rocca) sembrano non dialogare con tale vuoto urbano. Di qui parte il progetto. Dal tentativo di mettere insieme trame, vecchi tracciati, assi visuali o direttrici di connessione e insieme funzioni e fruizioni nuove.

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VIABILITÀ E VERDE La piazza oggetto di interesse presenta una carente distinzione degli spazi pedonali rispetto a quelli carrabili. Studiando la trama dei percorsi risulta ancora più evidente l’assenza di connessione tra il centro storico e la piazza. L’arrivo nel piazzale percorrendo via Rocca risulta alquanto disorientante; una grande distesa di cemento grigia priva di riferimenti. L’assenza di un disegno di individuazione di ambiti pedonali e veicolari (ad eccezione di soluzioni temporanee costituite da fioriere) rende lo spazio difficilmente fruibile. Inoltre attualmente sono presenti parcheggi in modo indifferenziato anche nelle vicinanze degli edifici di pregio. Il sistema del verde è un altro importante aspetto del Comune di Peschiera, sia in generale che nel caso contingente della piazza: a coronamento della Piazza Ferdinando di Savoia si ergono possenti i bastioni, oggi spalti verdi utilizzati per passeggiate a piedi o in bicicletta, insieme alla presenza di alberature di varie essenze: pini marittimi, cipressi e ulivi.

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UNO SPAZIO TRA ACQUA E TERRA. Uno spazio tra acqua e terra. Così si può definire la piazza Ferdinando di Savoia. Da una parte la terra con i suoi elementi: la storia, le architetture storiche, i percorsi, i vuoti e il sistema del verde. Dall’altra l’acqua con i propri aspetti: la storia, i vecchi tracciati, l’utilizzo attuale, l’”attraversamento” e il ponte. Questo binomio terra – acqua è un valore aggiunto dell’ambito urbano in cui si va ad operare. Il legame di questo territorio con l’acqua è fortissimo; l’evoluzione strutturale e urbanistica del Comune di Peschiera è storicamente dipendente dalla presenza dell’acqua. I documenti storici ci dimostrano come l’acqua “entrasse” all’interno dell’attuale Piazza Ferdinando di Savoia fino al 1600, anno in cui compare la prima costruzione probabilmente adibita a caserma. La presenza della cinta fortificata ancora oggi chiaramente leggibile e il Canale di mezzo sono elementi di forte connotazione con cui confrontarsi.

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PROCESSO PROGETTUALE La storia è il primo elemento di forte ispirazione progettuale. La traccia del muro della darsena cinquecentesca instaura un dialogo progettuale con il segno della vecchia strada romana. La conoscenza del luogo e le sensazioni che lo stesso trasmettono aggiungono altri imput. Assi di visuale o di connessione fisico-concettuale giocano un ruolo chiave: l’asse diretto sulla porta della Rocca e le direttrici del centro storico, tra cui l’attuale via Rocca e la via adiacente il sito archeologico. Infine l’ultimo elemento da considerare è il rapporto con l’acqua, in particolare con il Canale di mezzo che si concretizza sia in passeggiate lungo il canale che in uscite in barca, in visita della città.

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DIVISIONE DI UN GRANDE SPAZIO La grande dimensione è disorientante; il grande vuoto va “compartimentato”, diviso in settori che siano più consoni alla fruizione umana. La linea del muro della darsena cinquecentesca diventa l’asse portante del progetto, elemento di divisione principale tra lo spazio pedonale e lo spazio veicolare destinato alla sosta. L’antica traccia diventa un elemento che di volta in volta assume un materiale ed una funzione differente in un continuum armonico: una spina verde, una vasca d’acqua, una passatoia pedonale, una lama d’acqua. Con questo stratagemma si “riporta” l’acqua dentro alla piazza, facendola diventare un elemento di gioco, di allegria, di scenografia, di unione. Spesso gli spazi pubblici in cui è presente l’acqua sotto varie forme sono molto frequentati, perché suscita delle sensazioni positive, di condivisione; esempi di riqualificazione di spazi pubblici di recente realizzazione in paesi europei del mediterraneo ne sono la conferma. L’acqua potrà essere pompata dal canale stesso, filtrata con appositi sistemi e riciclata per irrigare le aree verdi della piazza. La quinta vegetale serve anche per mascherare la sosta dei veicoli, al fine di proteggere l’intimità degli spazi della piazza. Il lastricato dell’antica strada romana diventa il secondo elemento di divisione dello spazio, creando una connessione fisica molto forte con il centro storico. L’incontro tra le due direttrici fa scaturire un diverso utilizzo degli spazi; da una parte un ambito “più aulico” di fronte alla chiesa e all’area archeologica; dall’altro uno “più ludico”, connesso anche alle attività commerciali della piazza. In generale tutte le divisioni degli spazi proposte sono fatte lavorando con dislivelli minimi, spesso con la semplice differenza di pavimentazione e/o materiale, in altri casi con quinte vegetali o con sedute. Tutto si lavora con il minimo impatto, senza inserire volumi costruiti nuovi o elementi fisici di separazione invasivi.

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IL SAGRATO DELLA CHIESA Il progetto propone una nuova grande area pedonale di rispetto nei confronti della chiesa, non solo davanti ma anche lateralmente all’impianto architettonico. Lo spazio laterale attualmente interessato dal cantiere e in cui erano presenti parcheggi viene liberato e pavimentato in modo analogo al sagrato antistante la facciata. Inoltre nel disegno del sagrato si è pensato di introdurre delle sedute particolari, ovvero grandi panchine lineari che invitano alla sosta sia fisica che spirituale.

L’AREA ARCHEOLOGICA L’attuale spazio antistante il sito archeologico assolutamente privo di identità si trasforma in un nuovo ambito di interesse storico-culturale, trattato a livello materico in modo analogo all’area del sagrato, con pietre bocciardate di dimensioni regolari e forma quadrata, in modo da valorizzare l’aulicità del sito. In tale fascia di rispetto potranno trovare posto cartellonistica atta a illustrare la storia del sito stesso. Anche in questo caso le sedute sono pensate in relazione all’area specifica; si propongono panchine informative che trovano la loro fonte di ispirazione dalle basi trapezoidali degli archi del Ponte dei Voltoni. Si tratta di sedute atte ad ospitare più persone, al cui centro possono essere incassati pannelli informativi con sistemi idonei ad un’utenza ampliata (persone ipovedenti), connessi all’area storica archeologica antistante. Il progetto propone inoltre di segnare a terra il prolungamento della via adiacente il sito archeologico; tale soluzione consente una maggiore identificazione dell’area, nonché rappresenta un’ulteriore elemento di connessione con il centro storico.

L’AREA RELAXFONTANA Superato il lastricato “romano” si giunge in una porzione “più ludica”, come già antecedentemente accennato pensata come zona relax, sosta, gioco. Il tracciato del muro cinquecentesco viene interpretato ora come una passatoia in legno diretta verso la darsena, a fianco della quale l’acqua e il verde fanno da protagonisti. Tale percorso pedonale, trattato a terra come i pontili in legno presenti nel Canale, diventa un importante asse di collegamento con la darsena e con il soprastante Ponte dei Voltoni. La presenza delle alberature esistenti invita al relax, creando una zona d’ombra naturale; in questo contesto si inserisce l’acqua come fontana, come luogo di gioco, attraverso l’eventuale inserimento di sculture colorate in movimento, attirando l’attenzione di un’utenza ampliata e specialmente dei bambini. In questa area inoltre si pensa di organizzare lo spazio sosta delle biciclette e delle moto.

L’AREA COMMERCIALE La presenza di attività commerciali e di ristorazione sulla piazza fa pensare ad una vitalità molto forte soprattutto durante il periodo estivo. L’attuale struttura dei dehors fissi adiacenti gli edifici risulta incongruente e non armonica, soprattutto nel nuovo design complessivo urbano; la proposta è di rendere omogenee tali strutture, suggerendo l’utilizzo di schermature lignee orizzontali da fissare sulle strutture esistenti o su nuove strutture in ferro zincato. Tali elementi lignei costituiscono non solo una soluzione di restyling sostenibile e di piacevole impatto, ma sono anche utili per schermare il sole nel periodo estivo. Per quanto concerne i dehors temporanei si propongono pedane con assiti in legno e struttura in ferro zincato, appoggiate a terra.

IL COLLEGAMENTO CON IL PONTE DEI VOLTONI L’asse pedonale in legno invita a salire sul ponte. La lama d’acqua presente al fianco suggerisce ancora una volta il richiamo al Canale e alle origini. Si pensa che non sia necessario un collegamento verticale tramite una scala di nuova costruzione, sicuramente invasiva nei confronti di un contesto così aulico e intatto. La connessione dei luoghi può essere facilitata anche attraverso un progetto di comunicazione, che possa interessare la piazza stessa o in modo più organico l’intero centro storico. Pannelli informativi inseriti in zone strategiche possono invitare a salire sul Ponte e non solo, continuare il percorso pedonale oltre il ponte stesso. Di conseguenza si propone di ripensare in modo coerente il percorso pedonale già esistente. Di potenziare il suo utilizzo e di renderlo “comunicante” con l’ambito della piazza stessa, anche attraverso un’analoga pavimentazione.

L’AREA DI SOSTAIL PARCHEGGIO La nuova conformazione della piazza comporta ovviamente una riduzione dei parcheggi, a favore di una migliore fruizione complessiva. L’area di sosta è divisa essenzialmente in due porzioni attraverso l’identificazione a terra dell’asse diretto sulla porta aulica della Rocca. Tale materiale, differente dall’asfalto, serve anche come riduttore di velocità. Dal punto di vista tipologico si propongono per lo più parcheggi a pettine e alcuni parcheggi in linea in prossimità al percorso ciclabile. Le aree di sosta sono poi state pensate con l’integrazione di aree a verde da piantumare con essenze locali autoctone e stagionali e con alberature di bassa manutenzione, da trattare come siepi.

IL PERCORSO CICLABILE Il progetto cerca di dare una risposta alle varie esigenze dell’uomo, compresa la sua viabilità in modo sostenibile; partendo dalla considerazione che ad oggi l’unico percorso ciclabile che interessa la cittadina risulta quello perimetrale dei bastioni, se ne propone uno “dentro la città”. Ovviamente tale proposta andrebbe studiata in modo globale con l’intera viabilità comunale ma in questo caso vuole essere un suggerimento anche un po’ provocatorio. Nel caso specifico sarebbe interessante avere un percorso preferenziale per arrivare in bicicletta nella piazza, attraversare il Ponte dei Voltoni e raggiungere l’altra parte della città. Tecnicamente si propone di destinare una porzione del grande marciapiede che costeggia l’ex-carcere e proseguendo una fascia di idonea larghezza lungo le aree a verde esistenti di fronte alla Rocca.

MATERIALI E ARREDO URBANO La sostenibilità è linea guida nella progettazione degli spazi dove l’uomo risulta protagonista. L’attenzione all’uso di materiali naturali e a porzioni consistenti di suolo permeabile costituisce una priorità. Al tempo stesso le scelte devono sempre confrontarsi con le normative sulla sicurezza e con i costi di manutenzione e di gestione. L’analisi dei materiali locali e degli elementi di arredo esistenti costituisce una base fondamentale di ogni scelta progettuale. La materia principale presente nella piazza è la pietra, usata sia in verticale che in orizzontale, diventando ora rivestimento esterno degli edifici, delle lesene, ora paramento del ponte, ora pavimentazione in lastricato. Insieme agli usi si notano anche finiture diverse: grezza, martellinata, fiammata, bocciardata. La pietra locale è una forte testimonianza anche della storia del luogo e caratterizza la finitura degli edifici più prestigiosi. Il materiale a terra utilizzato in prevalenza all’interno del centro storico, insieme alla pietra è il porfido, posato a cubetti ad archi contrastanti, spesso con l’uso di fasce perimetrali o con geometrie e partiture più elaborate nel caso di spazi aperti e piazzette. Nel progetto proposto si utilizza la pietra come materiale nobile da impiegare nei tracciati e nelle aree strategiche atte a evidenziare ambiti urbani e architettonici; l’uso della diversa pezzatura e finitura della pietra può aiutare a diversificare le diverse zone. Il porfido viene impiegato per pavimentare grandi superfici in modo diffuso e per rendere la piazza armonica con le vie prossime del centro storico. Il legno viene inserito in modo simbolico per richiamare il materiale locale dei pontili e diventa il materiale idoneo per evidenziare un asse molto importante. Occorre valorizzare gli elementi predominanti del progetto anche attraverso la luce, al fine di rendere fruibile lo spazio anche durante le ore serali, soprattutto durante il periodo estivo.. Il tracciato del muro della darsena cinquecentesca sarà anche evidenziato da un progetto luminoso con luci a incasso nelle pavimentazioni (a raso) o lungo la lama d’acqua o internamente ala vasca d’acqua. Un secondo genere di Illuminazione è di tipo diffuso , che “lavi” la facciata della chiesa e l’area del sito archeologico. Infine le aree a verde possono essere illuminate sempre con sistemi a incasso a terra di luci dal basso verso l’alto, al fine di valorizzare le alberature esistenti.