© Luigi Maisto . Published on January 18, 2006.
Legare è ciò che il bando richiede, legare la città ai giardini e allinterno di questi trovare il modo di connettere i vari padiglioni. Larea in oggetto, attualmente, sembra non appartenere alla città di Venezia, in quanto essa assume unimportanza urbana periodica, relativa al periodo delle mostre. Si è voluto quindi intervenire su tale aspetto attribuendo ad essa la valenza di giardino e non solo di contenitore di eventi culturali.
© Luigi Maisto . Published on January 18, 2006.
To_tie è stato, quindi, il perno centrale della riflessione che ha caratterizzato la fase metaprogettuale dalla quale sono scaturiti aspetti e constatazioni che hanno rappresentato la base inamovibile del progetto.
© Luigi Maisto . Published on January 18, 2006.
In primis si è pensato ad un legame/connessione rappresentato da un elemento riconoscibile sia se si legge il tutto dalla città ai giardini e da questi ai padiglioni sia viceversa. Un elemento unico in grado di dare unità ed ordine alla disposizione dei padiglioni che appare, se non disordinata, alquanto random.
© Luigi Maisto . Published on January 18, 2006.
La città è stata, inevitabilmente, un altro grande tema di riflessione. Come legare una parte dellurbis alla città stessa? Il legame deve essere inteso come un legame fisico, percettivo o in altro modo? Il progetto deve rifarsi alla città schematizzata in poli di interesse (San Marco, Ponte di Rialto, ecc.) o la si può ricollegare ad un concetto, ad unidea, una caratteristica che è a priori di quanto è stato detto in precedenza?
© Luigi Maisto . Published on January 18, 2006.
Questo è il canale scelto per la formulazione dellidea progettuale: mettere fisicamente in comunicazione i padiglioni, dare unità allarea, legare questa alla città facendo corrispondere a questa lidea della laguna. Creare un unicum con la laguna mediante un processo che parte dal sinuoso solco del canal grande e giunge fin dentro i Giardini.
© Luigi Maisto . Published on January 18, 2006.
Da qui lidea progettuale si va sempre più delineando e si va a focalizzare su quel concetto di fluidità che tanto appartiene allidea di acqua che penetra allinterno dellarea non nella sua riconoscibile composizione chimica (H2O), ma sottoforma di persone che attratti periodicamente da mostre ed altro si immettono, come un flusso, nei Giardini.
© Luigi Maisto . Published on January 18, 2006.
Quindi: Persone come massa; massa come fluido; fluido che scorre; fluido che aggira elementi di ostacolo; fluido che raggiunge i padiglioni.
Definita lidea progettuale si è passati alla definizione fisica di un elemento capace di rispondere a quanto predetto.
Inevitabile è stata loperazione di tracciamento di un percorso che, simbolicamente, nasce dalla laguna, si assesta sulla banchina e da qui indirizza il flusso verso linterno. Percorso che è anche visto come un elemento di riconoscimento dellarea, dal mare e non, così come il campanile di San Marco lo è per lintera città.
Le funzioni di biglietteria, info-point, padiglione espositivo sono viste, invece, come ostacoli al fluire delle persone come massi in un fiume, luno diverso dallaltro, ognuno in grado di creare zone a maggiore o minore pressione.
Larea biglietteria info-point è pensata come un elemento versatile e modulare che partendo da un cubo perfetto si scinde in quattro prismi a base quadrata ma con altezze diverse che non hanno una posizione imposta a priori ma casuale o dettata dalle esigenze.
Per accompagnare il flusso di visitatori si è pensato ad un doppio segno che deriva dalla biforcazione del percorso dingresso: il primo a terra che funge da pedana, il secondo che funge da copertura. Tali segni piuttosto che essere rettilinei hanno una forma ondulata che richiama quella del canale.
A rievocare maggiormente landamento ondulatorio del Canal Grande si è voluto, inoltre, caratterizzare il tragitto dei visitatori con degli opportuni percorsi coperti, la cui forma, piuttosto che rettilinea, risulta essere ondulata come quella del canale.