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Maiolati (AN), Italia

La Mano Verde

Francesco Mazzoni, Michele Cannoni, Francesca Benvenuti, Alberto Pierallini, Alessandro Bisogni

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PREMESSA

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Dall’analisi del D.M. 18/12/1975, dai sopralluoghi effettuati, dalle considerazioni in merito alla necessità di permettere l’accesso diretto dei bambini agli spazi verdi e dalle conclusioni della relazione geologica, sono emerse le volontà progettuali di creare un organismo architettonico articolato e aggregato, dove si integrano le strutture delle singole unità scolastiche con le attività sportive al chiuso e all’aperto; un complesso multifunzionale che unisca sia istruzione che altre attività che realizzino la funzione della scuola come centro di promozione culturale e sociale.

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La necessità di assicurare che i raggruppamenti di alunni in relazione all’età risultino socialmente educativi, ha portato ogni elemento compositivo della struttura scolastica ad essere considerato come un continuum educativo, inserito in un contesto urbanistico e sociale, non come una sola entità autonoma.

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In questa ottica anche gli spazi per la distribuzione (percorsi, aule interciclo ecc.) sono ambienti di tessuto connettivo e interattivo, visivo e spaziale, di tutto l’organismo architettonico che sono stati progettati per consentire, nelle varie articolazioni degli ambienti, rapporti di scambio non formalizzati tra tutti i fruitori della scuola.

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IL PROGETTO

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Il progetto, per quanto premesso in precedenza, tenendo in considerazione la relazione geologica del terreno e il rischio nel versante collinare a monte in direzione nord-ovest, prevede l’organizzazione di 5 corpi longitudinali il più possibile vicini alla strada e integrati nel tessuto urbanistico morfologico come un “lenzuolo depositato sulla collina”.

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L’orografia del terreno, l’inserimento ambientale, il rispetto della natura circostante e l’impegno di non alterare in modo consistente il profilo topografico attuale, sono stati la causa principale della scelta progettuale e delle coperture verdi.

La soluzione adottata è quella dello sviluppo e organizzazione degli spazi su un unico piano in modo da evitare qualsiasi barriera architettonica e di facilitare l’utilizzo e l’accessibilità di ogni spazio della scuola, (dall’utilizzo dell’aula fino a quello della palestra, della mensa, della biblioteca); data la conseguente estensione dei corpi di fabbrica, la scelta è stata quella di fare dei leggeri terrazzamenti con un dislivello di soli 50 cm fra un corpo e quello successivo, facendo però attenzione ai rapporti fra scavi e rinterri.

L’intervento, dovendosi realizzare per stralci funzionali in cui si prevede la scuola primaria di II grado e la palestra in un primo lotto e la scuola secondaria di I grado nel secondo lotto, ha visto la volontà di suddividere gli spazi, attraverso un corpo centrale di collegamento, costituito dall’area dell’atrio, mensa e palestra, che divide il lotto in due zone distinte.

L’orientamento degli affacci dell’intera struttura scolastica sono a est o a ovest in modo tale da avere una luce né diretta e né intensa ma distribuita e diffusa omogeneamente negli ambienti.

Ad esclusione dell’entrata principale, la scelta di schermare i fronti dei corpi di fabbrica sul lato sud (via Venezia), ha molteplici significati: il primo dovuto all’illuminazione, il secondo di favorire e accentuare gli spazi verdi a diretto contatto con le aule, ed ultimo di schermatura acustica verso la strada principale.

Il corpo centrale è l’elemento di collegamento e di identificazione funzionale, perpendicolare alla strada principale e facilmente identificabile, che funge da fulcro e smistamento per le diverse funzioni poste al suo interno ed ai lati; grazie alle sue dimensioni assume anche altri ruoli:

funzionando da quinta di separazione fra i due gradi di scuole ha sia l’utilità per l’organizzazione e la gestione del cantiere nel caso della realizzazione in due stralci, sia la valenza di “stacco” fra i due diversi cicli didattici (elementari – medie)

Questo corpo è stato utilizzato come fondale teatrale per evidenziare le curve dolci caratterizzanti i nuclei contenenti le aule; la soluzione di arretrarlo rispetto al filo stradale è determinata in modo da offrire sufficiente sicurezza all’uscita degli alunni.

L’idea progettuale è stata quella di creare una zona di ingresso facilmente identificabile con una struttura che richiamasse l’attenzione, ponendosi come una forma avvolgente, nella quale la pensilina posta al centro dei due elementi pieni nella facciata del corpo principale, vuole invitare il fruitore al suo interno.

I tre corpi con diverse funzioni (Atrio, Mensa, Palestra) sono concepiti come “avvolti da un’unica pelle che li racchiude al suo interno”, uniforme volumetricamente, nel materiale e nelle aperture. Ciò consente ai prospetti laterali del corpo centrale di simulare un unico volume, quale elemento fuori terra incastrato nella collina, trattato in modo tale da creare un fondale per le fasce delle aule che si inseriscono nel verde, con un movimento armonico e non invasivo per il territorio. Le aperture sono elementi che scandiscono a intervalli regolari il profilo laterale cercando di armonizzare e compensare le superfici piene.

Dal punto di vista dell’uso dei materiali e dei cromatismi, l’intera area è stata studiata seguendo una linea ben definita. I volumi delle aule sono tamponati principalmente da strutture trasparenti alternate ad esigue parti piene previste a intonaco chiaro senza una grana definita, in modo da smaterializzarne la consistenza verticale; questo concetto si completa analizzando le coperture composte da sottili lingue di verde, atte a simulare un figurativo sollevamento del manto erboso e conseguente inserimento degli spazi didattici. Come già accennato, invece, la parte del corpo centrale simbolicamente e formalmente considerabile come un unico elemento parallelepipedo incastrato nel terreno a cornice visuale delle aule, è rivestita a cortina di pietra a spacco, in riferimento alla chiesa abbaziale di S. Maria delle Moje. Questa pietra disposta a corsi orizzontali è una testimonianza storica del paese, ormai inglobata nella cittadina ma originariamente posta fuori dal centro abitato.