Evoluzione
© Daniele Ravagni . Published on January 07, 2007.
BREVE DESCRIZIONE DELLINTERVENTO
© Daniele Ravagni . Published on January 07, 2007.
Limpressione che si ha arrivando a Bonate Sopra è di essere in un luogo potenzialmente immerso nella campagna ma dove il verde sia esploso, polverizzato, reso impraticabile dalla frammentazione delledificato e dalla contiguità-continuità con gli altri centri abitati.
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Da qui la suggestione di costruire intorno allunica traccia rimasta, il filare di alberi da frutto tutori vivi dello scampolo di vigna, vero e proprio reperto archeologico di un agricoltura che non esiste più, il complesso scolastico come continuum con la terra ed il verde.
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Qui lo sguardo del visitatore che percorre la nuova architettura-parco si alza per vedere oltre.
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I segni della memoria agricola che lurbanizzazione non ha cancellato ci offrono lopportunità di scrivere una nuova frase di pianificazione e progettazione in un testo antico, quando il rapporto tra luomo e lambiente era meno conflittuale e più intimo.
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Una frase indubbiamente di complessa scrittura, fatta di parole attuali ed antiche (cristallo e mattoni, collettori solari e terra, tecnologia e luce naturale), capace di restituire ai luoghi la memoria, consentendo alle vestigia del paesaggio agricolo di penetrare nella vita urbana ed agli abitanti di acquisire la consapevolezza di un futuro lieve.
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La forma architettonica si è nutrita di percezioni culturali e sensibili:
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il verde intenso dei filari alberati che spartiscono i confini campestri o lasta fluviale, la geometria dei campi e le direttrici delle piantagioni o seminagioni, largilla chiara della terra finemente rivoltata;
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il suono dei campanili contermini portato dal vento dei monti, il volteggiare degli stormi di uccelli che descrivono geometrie frattali, la trama delle vie urbane secondarie, il legame visuale con le montagne;
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materiali che si susseguono in ordine casuale tra finiture grossolane e raffinate: mattoni, intonaci con pigmenti colorati, pietre.
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Planimetricamente la scuola si presenta composta da tre fasce parallele distanziate collegate dal residuale volume dei percorsi. Allapparente rigidità dei blocchi aule fa da contrappunto la geometria irregolare del volume connettivo ritagliato su leggeri disassamenti, rotazioni e sottrazioni (i patio) dei volumi che ospitano gli spazi per attività collettiva (mensa, auditorium), per leducazione fisica (palestra) e per attività complementari. La disposizione dei blocchi aule è perimetrale per meglio sfruttare il rapporto diretto con lesterno ad uso di didattica allaperto e per ragioni di sicurezza in caso di emergenza (incendio o calamità naturali). I blocchi aule racchiudono i volumi destinati a funzione speciale collettiva ricreando uno schema urbanistico tipico dei centri storici. Lorganizzazione spaziale interna si articola con percorsi che attraversando i blocchi aule creano un tracciato in continuo mutamento di rapporto visivo tra interno ed esterno, pieno e vuoto, di apertura e chiusura sugli spazi, annullando leffetto corridoio monotono e triste, tipico di certe strutture collettive.
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Allingresso della scuola gli alunni sono accolti in un ampio spazio, luminoso e aperto sui giardini interni (patio), in ciascuno dei quali è ospitata una diversa scultura (opera darte).
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La volumetria tiene conto delle costruzioni circostanti e si sviluppa su un solo piano.
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Tuttavia lo sky-line, il profilo del nuovo edificio crea un nuovo orizzonte, quinta scenica se visto da Est o da Ovest, mentre è più permeabile e aperto con scorci visuali e cannocchiali ottici verso le colline se visto da Sud o verso il centro abitato se visto da Nord.
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