© Antonella Pansera . Published on November 19, 2011.
Per tradizione storica l’architettura e l’arte cimiteriale sono state plasmate in modo da conferire senso di solennità e di rispetto nei confronti del defunto, enfatizzando aspetti della vita e della personalità dello stesso. L’immutabilità dello status è stato rappresentato utilizzando un linguaggio compositivo fatto di prospettive articolate, simmetrie e grandi spazi orizzontali ricorrendo inoltre alla plasticità di statue commemorative.
© Antonella Pansera . Published on November 19, 2011.
Tradurre nel linguaggio contemporaneo la concezione neoclassica della tomba di famiglia ha comportato l’utilizzo, quasi antitetico, di linee definite, semplici geometrie e rimodulazione degli spazi. In questo modo il cimitero diviene un luogo in cui la commemorazione di chi non c’è più è un gesto sereno e naturale da vivere in intimità e raccoglimento.
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Il progetto si compone di elementi modulari che consentono di ospitare combinazioni da tre, sei, otto loculi con ossari. Tali elementi modulari possono essere allestiti per contenere tombe di famiglia di varia dimensione con minore economia di spazio e con ampia possibilità di personalizzazione (sia nel numero di loculi, che nei loro arredi), pur rispettando l’involucro standard.
© Antonella Pansera . Published on November 19, 2011.
Elemento di unione tra i moduli ed i blocchi è un “nastro” il cui andamento dà vita ora ad un frontone (modulo da 8), ora ad uno scalino (modulo da 6) ed infine ad un elemento verticale (modulo da 3). Con l’intento di armonizzare l’architettura dei moduli con quella del paese, si è scelto di caratterizzare il nastro con l’utilizzo del Ceppo di Grè, pietra ornamentale di colore grigio-azzurro tipica del luogo.
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Le caratteristiche meccaniche della pietra hanno consentito il suo utilizzo sia come rivestimento che come pavimentazione; infatti se levigata mantiene la caratteristica di non essere scivolosa, anche sotto la pioggia, avendo anche una buona resistenza al calpestio e all’abrasione. Si affiancano a questa materiali “poveri” (calcestruzzo ed intonaco civile) che esaltano il fascino della pietra. La proposta progettuale presentata consta di due blocchi costituiti ognuno da tre moduli (3 – 6 – 8 loculi) e area giardino annessa. I volumi si sviluppano tutti fino ad un’altezza di 3,60 m.
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Il modulo da 8 loculi si sviluppa in pianta quadrata su un’area di circa 13 mq. I loculi, a gruppi da 4, sono disposti ortogonalmente al suo interno e gli ossari sono affiancati ad una fila di essi. L’accesso esclusivo, sullo spigolo della “cappella”, offre intimità alla stessa e l’illuminazione naturale filtrante dall’apertura a croce conferisce un ulteriore senso di raccoglimento agli spazi. Il nastro trova spazio come frontone del prospetto principale.
© Antonella Pansera . Published on November 19, 2011.
Il modulo da 3, racchiuso tra i moduli da 6 e da 8, è caratterizzato dalla sovrapposizione dei loculi fino ad un’altezza di 2,70m, sui quali sono posti gli ossari. Il nastro lo avvolge completamente per l’effetto del passaggio da frontone a scalino e conferisce allo stesso un senso di raccoglimento.
© Antonella Pansera . Published on November 19, 2011.
Il modulo da 6, anch’esso in pianta quadrata, ha la peculiarità di presentarsi come uno spazio aperto: una piccola piazza in cui i familiari dei defunti possono rendere omaggio o soffermarsi a riflettere. I loculi, sovrapporti a gruppi di 3, sono disposti ortogonalmente gli uni agli altri, mentre gli ossari trovano spazio superiormente a questi.
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L’elemento nastro, in questo modulo, si snoda fino ad assumere la configurazione di gradino.
© Antonella Pansera . Published on November 19, 2011.
Per la realizzazione dei moduli si sfrutta come tipologia strutturale quella dei setti. Questo sistema strutturale permette di avere estrema libertà in termini di composizione architettonica: di fatto è possibile modellarli nelle forme più articolate, garantendo elevate caratteristiche strutturali, affiancate ad una limitata difficoltà esecutiva.
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I sistemi che ne scaturiscono presentano un’elevata rigidezza e sono generalmente in grado di sopportare notevoli azioni sismiche. In fase di verifica strutturale si è tenuto conto dei sovraccarichi presenti sulle solette orizzontali per come prescritto dalla Normativa (250 kg/mq); le verifiche preliminari eseguite sono state di tipo statiche lineari e dinamiche modali.
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A livello impiantistico si è scelto di utilizzare lampadine a led per l’illuminazione votiva dei loculi. I vantaggi di questa tipologia di impianto consistono nell’avere una maggiore durata con conseguente diminuzione della manutenzione, una maggiore efficienza luminosa con una sensibile riduzione dell’energia consumata, un ottimo funzionamento anche a basse temperature tale per cui il flusso luminoso rimane invariato. Come previsto dal D.P.R. 285 del 10/09/1990 si è tenuto conto che le pareti dei loculi, sia verticali che orizzontali, dovranno avere caratteristiche di impermeabilità ai liquidi ed ai gas ed essere in grado di mantenere nel tempo tali proprietà. I piani di appoggio dei feretri dovranno essere inclinati verso l’interno in modo da evitare l’eventuale fuoriuscita del liquido. Pertanto, nell’analisi economica sono stati inclusi i costi per i materiali e per i dispositivi (canali di scolo) necessari per attuare queste prescrizioni.
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Anche se non oggetto di questo intervento si è proceduto alla progettazione di uno spazio adibito a giardino che completi lo sviluppo delle cappelle e renda l’area più armoniosa. L’organizzazione prevede l’inserimento di alberi posti lungo il sentiero di accesso alle cappelle, una fontana ed un elemento decorativo raffigurante un angelo. L’intera area è pavimentata in Ceppo di Grè.
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La specie arborea è stata scelta per il suo significato simbolico: Acer Palmatum Japonicum (acero giapponese) che rappresenta l’impermanenza delle cose. Cosi come l’albero in autunno perde le sue foglie per rifiorire in primavera, allo stesso modo la morte altro non è che la speranza di una rinascita.
© Antonella Pansera . Published on November 19, 2011.
L’opera utilizzata, scelta per il pathos che trasmette a chi la osserva, è una copia dell’”Angelo del Dolore” di William Story collocata al Cimitero Acattolico di Roma. Si tratta di un modello di monumento funebre riprodotto in tutto il mondo per il suo notevole realismo.