dettaglio sul sistema di apertura della porta
Photo by Gianna Omenetto. Published on February 26, 2011.
L’edificio, occupato da una giovane famiglia con due figli, è costituito da tre livelli fuori terra, che distribuiscono e organizzano anche le principali funzioni giorno/notte. Il piano terra è adibito a zona giorno, il primo livello zona notte ed il terzo (sottotetto) inutilizzato. Il progetto mira a rendere utilizzabile l’ultimo piano e a connetterlo in modo più funzionale agli altri due livelli. Il progetto mira a trasformare il piano sottotetto in una zona giorno “di sfogo” e di servizio a quella del piano terra. In particolare una camera per gli ospiti, uno studio-biblioteca, un piccolo salottino, uno spazio per il gioco ed un ripostiglio. Le aperture sono collocate quasi esclusivamente sui lati sud ed est, e sono costituite da piccole finestre quadrate, i lati nord e ovest hanno aperture a velux poste direttamente sul tetto. Un scala “zoppa” in acciaio verniciato (bianco) e legno, recupera il dislivello e permette il collegamento con gli altri livelli dell’abitazione. La strategia generale che informa il progetto mira a ottenere il massimo, con il minimo di risorse, e soprattutto delle “azioni”. La casa ha un già un carattere proprio, per molti versi interessante, un equilibrio costruito nel tempo dalla quotidianità di piccoli gesti e necessità, e soprattutto dalla personalità dei proprietari. Si è deciso di conservare questo “spirito domestico”, e in qualche modo assecondarlo, pensando ad uno spazio neutro, uno spazio in grado di assorbire nel tempo modifiche e personalizzazioni. L’idea principale del progetto parte infatti dalla volontà di realizzare una sorta di “supporto”, usato dalla famiglia che vi abita, per ri-appropriarsi di questo piano sottotetto rimasto per molti anni chiuso e inutilizzato. Per questa serie di premesse il progetto ragiona attorno a due grandi questioni: l’illuminazione/areazione e la distribuzione.
la parete libreria che divide i diversi ambienti
Photo by Gianna Omenetto. Published on February 07, 2013.
Per ragioni strutturali ed economiche è stata conservata la struttura principale dei muri maestri, eliminando invece tutto il resto, e facendo in questo modo emergere l’impianto tripartito. L’intero spazio-struttura è stato isolato termicamente e acusticamente, e rivestito con lastre di cartongesso per ottenere una grande “scatola bianca”, un nuovo contenitore neutro (il pavimento è stato realizzato in listelli di legno 50-80cmx200-250cm in rovere sbiancato) al cui interno, circa al centro, è stato collocato un grande mobile-parete (largo 60-80cm e lungo 12,50m). Queste due “semplici” mosse ci hanno permesso di caratterizzare lo spazio-unico con la luce e la distribuzione con il mobile-parete.
dettaglio sulla parete libreria
Photo by Gianna Omenetto. Published on February 07, 2013.
MOBILE PARETE In particolare tutto lo spazio ruota attorno ad un mobile-parete, che, in modo flessibile e aperto, ne organizza le funzioni, creando continue dilatazioni dello spazio, con sucessioni e contrasti di “grandi infilate” (15mt) che permettono di godere dell’intera dimensione longitudinale del corpo di fabbrica, e micro-spazi dove fermarsi, raccogliersi, giocare, guardare la televisione, leggere, ascoltare musica, riporre o nascondere i propri oggetti, inventando ogni giorno nuovi giochi e nuovi orizzonti. E una grande parete attrezzata, con cassettoni, nicchie, vani, aperti e chiusi, a vista e a scomparsa, molto capiente, in grado di contenere e soprattutto accumulare negli anni gli oggetti della famiglia.
dettaglio sulla libreria
Photo by Gianna Omenetto. Published on February 07, 2013.
LA SCATOLA La scatola attorno al mobile-parete, ricostruisce uno spazio essenziale, fatto di superfici bianche, che seguono la rigorosa geometria della struttura portante. Grande importanza è stata data all’illuminazione. E’ stata migliorata quella naturale attraverso il ridisegno dei fori finestra, con svasature asimmetriche che seguono il percorso del sole e permettono una migliore apertura degli infissi, nonchè una complessa articolazione delle superfici verticali, in qualche modo dettata da ragioni ambientali (orientamento). Con la stessa logica, è stata pensata anche la nuova illuminazione artificiale, simulando in qualche modo quella naturale. Le fonti di luce non sono mai dirette. L’illuminazione si diffonde, “ammorbidendosi”, attraverso un sistema di tagli nelle superfici del tetto (luce più forte), disegnando così una nuova geometria dell’intero spazio(notturna) e con un sistema di fori e nicchie nelle superfici delle pareti verticali (luce più tenue), che permette di “costruire una piccola serie di micro spazi”, più intimi e raccolti. Si ha così la possibilità di avere due tipi di luce, o di combinarli nei diversi ambiti attorno al mobile-parete, che possono caratterizzare così lo spazio e creare configurazioni sempre variabili.
parete libreria
Photo by Gianna Omenetto. Published on February 07, 2013.
parete libreria e nuovo sistema di illuminazione a soffitto
© STRADIVARIE ARCHITETTI ASSOCIATI . Published on February 07, 2013.
parete libreria e sistema di illuminazione a soffitto e a raso
Photo by Gianna Omenetto. Published on February 07, 2013.