Interview
"Se raccogliessero tutte le frasi che ho detto capirebbero che sono un idiota e la smetterebbero di farmi domande". Andy Warhol
- When did you realize you wanted to become an architect?
- Quando ho cominciato ad avere dei sogni.
- Who was your "maestro"?
- Credo principalmente tre: il tempo, la curiosità e la pazienza.
- As you design, what is the first thing you do?
- Coltivo il silenzio.
- Your house is on fire, what book, what movie and what works do you save?
- Lascio bruciare tutto. Col cuore in pezzi. Salvando qualcosa farei un torto imperdonabile a tutto ciò che ho scelto di condannare pur meritando parimenti.
- With which architect of the past would you chat?
- Luigi Moretti, per dirgli che è tra i più straordinari quanto scioccamente sottovalutati architetti che io conosca.
- What is your favorite building material?
- Il vuoto, l'assenza, la giusta distanza.
- Beatles or Rolling Stones?
- Rolling Stones, ho sempre avuto l'impressione fossero genuinamente allergici ad ogni forma di politically correct.
- Mac or PC?
- Direi PC. Per un architetto, oggigiorno, non possedere un Mac è indice di personalità, segno distintivo; è, per così dire... radical-chic!
- Le Corbusier or Mies?
- La sovversiva visionarietà dell'uno, la scioccante eleganza dell'altro.
- Mouse or pencil?
- Matita, ha un rapporto privilegiato con le emozioni.
- Firmitas, Utilitas, Venustas. Do they still make sense today?
- Mi pare non abbia senso alcuno dubitarne; Vitruvio non era un imbecille.
- Is there architecture without architects?
- Fortunatamente si. È quella da cui gli architetti, per quanto indaffarati a dissimularlo, traggono da secoli le "proprie" idee.
- Is there architecture without buildings?
- Nessuna pietra di cava, legno di foresta o acciaio d'altoforno è di per sé poetico. L'Architettura è prima di tutto sostanza immateriale: si annida nella magia delle relazioni, nelle intersezioni di senso, nella poesia degli avvicinamenti o di amorevoli conflitti. Così anche uno spartito di Bartók è una meravigliosa Architettura.
Quando al primo incontro confido cose simili ai miei studenti, molti, attraversati da un brivido, meditano di cambiare Corso. Poi, alla fine, ci ripensano sempre. Tutti.
- The house you would like to live in?
- Una domus. Non so cosa darei per tornare anche per un solo giorno ad una delle più corporee e minimaliste esperienze abitative di sempre.
- What you most despise in contemporary architecture?
- L'omologazione stereotipata, l'autarchia formale ed espressiva, l'imbarazzante e colpevole noncuranza.
- Can architects be dangerous?
- Come no, a volte più pericolosi di un criminale a piede libero: per 15 minuti di notorietà infieriscono per decenni sulle biografie delle persone, dormendo sonni tranquilli. È pur vero, d'altro canto, che in linea di massima gli architetti realizzano unicamente ciò che gli si concede di realizzare...
- Digital technology has a role in defining contemporary architecture?
- La tecnologia digitale costituisce oggi un formidabile quanto insostituibile strumento di prefigurazione, controllo e verifica progettuale. Ma nulla può nel dominio delle idee e degli stati emozionali; qui, fortunatamente, siamo ancora padroni a casa nostra.
- What is your motto?
- "La leggerezza è un modo di vedere il mondo".