Interview
demogo è uno studio di architettura fondato nel 2007 da Simone Gobbo, Alberto Mottola e Davide De Marchi.
Incentra il proprio lavoro sulla connessione dei luoghi e sulla ridefinizione dei temi di progetto attraverso scale differenti ed interconnesse, generando correlazioni fra l’intervento architettonico, il progetto del suolo, gli spazi urbani, il paesaggio ed il contesto sociale.
- When did you realize you wanted to become an architect?
- Difficile dirlo con precisione, probabilmente siamo sempre stati molto attratti dalla città, da questa invenzione straordinaria che fa da sfondo alla vita.
- Who was your "maestro"?
- Francesco Venezia.
- As you design, what is the first thing you do?
- Dipende dal progetto, comunque tendenzialmente ognuno in studio pensa ad aspetti differenti e si avvicina al tema secondo le proprie inclinazioni, poi avviene un processo di sintesi ed ibridazione che si evolve lentamente fino al progetto.
- Your house is on fire, what book, what movie and what works do you save?
- Tendenzialmente amiamo rimettere in discussione i riferimenti e distruggerli per ricominciare nuovamente, siamo molto critici anche con il nostro lavoro. Un incendio sarebbe una buona occasione per rimescolare i nostri schemi culturali.
- With which architect of the past would you chat?
- Troviamo più stimolanti i contemporanei, amiamo il nostro tempo la complessità che lo caratterizza.
- What is your favorite building material?
- Lo spazio è un ottimo materiale.
- Beatles or Rolling Stones?
- Entrambi, dipende dal momento. Non amiamo i dogmi, sono sempre riduttivi.
- Mac or PC?
- Indifferente, conta solo il processo mentale di rielaborazione, l’architettura è prima di tutto astrazione dello spazio fisico.
- Le Corbusier or Mies?
- Indiscutibilmente entrambi
- Mouse or pencil?
- Matita e poi mouse, plastico, poi matita, poi nuovamente mouse, dopo plastico, poi matita… ecc. ecc. (l’ordine è invertibile e soggetto a infinite mutazioni).
- Firmitas, Utilitas, Venustas. Do they still make sense today?
- Si, la concatenazione classica ha ancora un senso, andrebbe forse aggiunta alla tradizionale triade la flessibilità valore del nostro tempo.
- Is there architecture without architects?
- Crediamo esista, e chiunque compie una trasformazione consapevole e guidata dello spazio è un architetto, dunque ogni qual volta esiste l’architettura esiste un architetto più o meno consapevole.
- Is there architecture without buildings?
- Esistono costruzioni senza architettura, non dovrebbe forse esistere il contrario?
- The house you would like to live in?
- Amiamo molto le case di Pawson, Chipperfiled e Souto de Moura.
- What you most despise in contemporary architecture?
- Il senso di colpa ed il bisogno continuo di essere giustificata. L’architettura esiste ed è necessaria.
- Can architects be dangerous?
- Gli architetti possono essere solo noiosi, noiosamente pericolosi.
- Digital technology has a role in defining contemporary architecture?
- E’ stata molto importante negli anni novanta, quando ha permesso uno scarto significativo nella percezione della spazialità. Oggi non è più al centro del dibattito teorico-progettuale.
- What is your motto?
- The Sun Also Rises.