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Striano (NA), Italia

binario verde 026

Progetto per la realizzazione della stazione di Interscambio “Vesuvio Est” tra la linea a Monte del Vesuvio e la Circumvesuviana.
Corvino + Multari, Bms Progetti Srl, BMZ Impianti srl, Philippe Coignet, TSC - Transportation Systems Consulting, giovanni podestà

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© 2009 corvino+multari. All rights reserved

Menzione per “le qualità architettoniche distributive e per il suo inserimento nel paesaggio”.

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Le stazioni ferroviarie sono i nuovi luoghi della contemporaneità. Dalla stazione si parte, alla stazione si arriva, ci si incontra, si vive, si lavora, si dorme, ci si rifugia… un luogo aperto, “democratico”, di partecipazione collettiva. Sono i luoghi dell’attesa e non solo del viaggio, dell’allontanamento e non solo dell’incontro, una molteplicità di funzioni che materializzano lo spazio. Ma le stazioni possono essere importanti anche per le vision delle città e dei paesaggi italiani che vengono messi in campo, come a Napoli con la stazione sormontata dal Vesuvio. La stazione è un insieme di nuovi spazi dove gli usi definiscono le regole, ne ritmano la vita. Come il viaggio non è solo l’andare da un punto ad un altro, ma un itinerario insieme mentale e affettivo, percettivo e immaginario, che può avere infinite declinazioni, così lo spazio pubblico della stazione è un luogo in cui gli stessi limiti della stazione costituiscono un “compromesso” con l’ambiente circostante, urbano o rurale, e mutano nella giornata, nella settimana, nell’anno: tempi d’uso, attori di uno spazio mobile e dinamico. Lo spazio della stazione è dunque uno spazio pubblico per eccellenza: persone e utenti che costruiscono le regole di questo spazio, come chi è in attesa di un amico su un treno in ritardo, chi ricerca un negozio aperto per l’acquisto dell’ultimo momento, chi si sofferma a guardare chi parte… A Striano, la nuova linea a monte del Vesuvio, nella rete del sistema AV/AC nazionale, avrà una nuova fermata, alle falde del grande complesso vulcanico, nella intersezione della esistente linea Circumvesuviana, futuro Metroregionale, dove una storia millenaria stratificata da eventi naturali e dall’uomo, descrive la bellezza di un paesaggio unico, compreso tra il vulcano e la valle del Sarno e aperto verso il golfo di Castellammare. “Deposito di fatiche” in continuo cambiamento, dove il suolo definisce la regola di più lunga durata, fatto texture agricole, serre, frutteti, boschi di pini marittimi e canali irrigui, che suggeriscono la trama e l’idea della trasformazione in una relazione definita con il contesto attraverso un profondo lavoro di conoscenza. Vesuvio est sarà un nuovo layer capace di interagire con l’esistente, un suolo fertile che sostiene il rilevato verde, protetto dalle “chiome dei pini” che aprono lo spazio agli usi ed alle dinamiche della stazione, un continuum di luce e colori che descrive la storia millenaria di questi luoghi e la grande bellezza di questa terra.

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La stazione è quindi prima di tutto “luogo” in cui l’utente – viaggiatore – cittadino è in grado di muoversi in maniera autonoma all’interno dell’”edificio”, capire rapidamente dove vuole andare, come ci può arrivare, di quali servizi può usufruire. Per queste ragioni la fluidità dei percorsi, la riduzione degli elementi decorativi, il controllo-progetto dell’illuminazione naturale e artificiale, la segnaletica e l’informazione, sono elementi di progetto determinanti per la qualità e il benessere dell’utente. Il progetto per la stazione nasce da questa ricerca tipologica e compositiva integrando due elementi funzionali dell’organismo: la “stazione ferroviaria” e il piano del ferro con la “galleria dei treni”. La stazione si prefigura come emblema dello scambio sociale e commerciale, un organismo funzionale capace di organizzare e gestire i flussi che vi convergono; il piano del ferro invece è il luogo dei treni, delle macchine, della tecnica e delle tecnologie ad alta velocità. La stazione e i binari: due elementi funzionali disposti lungo assi paralleli, che si accompagnano l‘uno all’altro nel proprio sviluppo, ai quali si integra, nella semplice logica aggregativa del mix funzionale richiesto, il blocco multipiano del parcheggio per gli utenti dell’alta velocità. Il rilevato costituisce la soluzione di continuità tra la il piano della stazione e quello dei binari: modellato, interrotto in tre punti per permettere il raggiungimento del binario opposto, il passaggio al di là dei treni, la connessione con il parcheggio della stazione. Il rilevato che delinea e identifica due aree lineari di connettivo: il primo per la stazione, area di aggregazione e di distribuzione funzionale per le diverse attività presenti nella stazione e il secondo di connessione veicolare e tecnica per il corretto funzionamento e l’adeguata gestione della stazione nella sua totalità. L’intervento rispetta la topografia del luogo, accentuandone le linee principali: il binario verde. Nell’insieme, è una stazione dall’impianto nuovo, in cui le varie funzioni sono distribuite all’interno di un’area che complessivamente, tra aree disponibili e nuove acquisizioni è di circa nove ettari di cui quattro già disponibili, comprese le previste banchine, e cinque da acquisire per la realizzazione della stazione, dei parcheggi e l’accessibilità tramite esproprio. L’unico elemento che emerge è la copertura dell’intero organismo stazioni-binari-parcheggio multipiano. Gli elementi funzionali che caratterizzano il progetto e che possono essere utilizzati o percepiti anche da chi si sposta a piedi sono tre: il sistema dei blocchi funzionali che determinano l’”edificio viaggiatori” dell’AV/AC e la stazione ponte della Circumvesuviana; il piano del ferro con i quattro binari della’Alta Velocità; il sistema del parcheggio multipiano. Tutti questi elementi sono “coperti” da un unico elemento orizzontale che protegge ma non chiude, che ombreggia ma non oscura. Definita da elementi strutturali in acciaio che si elevano dal suolo come fusto unico per poi “quadri-ripartirsi” verso l’alto, come dei tronchi che “vivono” sotto la grande “chioma” della stazione insieme ai suoi utenti. La leggera struttura della copertura è semplicemente pensata per proteggere dalla pioggia e permettere alla luce naturale, adeguatamente filtrata, di illuminare: energeticamente efficiente, non intrusiva dal punto di vista ambientale del contesto rurale e strutturalmente semplice e lineare. Strutture metalliche, dalle linee dominanti verticali, che scandiscono lo spazio e che rendono possibile la “vita” all’interno dei “fluenti volumi” funzionali. Un mix di attività che affianca a quelle proprie di una stazione ferroviaria anche attività relative allo shopping ed al tempo libero, all’attesa, allo scambio sociale. La struttura portante dell’edificio, in cui le diverse forze in atto sono messe in evidenza e sottolineate dall’esile profilo degli elementi, costituisce l’elemento di continuità tra i tre differenti ambiti menzionati. Dall’attacco a terra e fino al punto più elevato, gli elementi strutturali creano un movimento continuo e controllato in ogni minima parte e rimandano a un disegno regolare in cui ogni nervatura si riallaccia alle forme e alla composizione dell’insieme. Nella sua interezza, la copertura permette di essere attraversata dalla luce naturale che ne sottolinea la plasticità delle forme. Tale struttura realizzata in acciaio e vetro prosegue all’esterno del sedime della stazione, garantendo riparo dalla pioggia e dal sole a tutti i collegamenti da e per la stazione, dai parcheggi e dalla Circumvesuviana. Ampia ma leggera, la “tettoia” suggerisce l’immagine di un bosco che appoggia senza gravità sul territorio agricolo circostante orizzontale. La stazione, in questo modo, non appare come un manufatto isolato, ma come un organismo che si riallaccia al tessuto circostante e permette di introdurre una nuova dimensione “urbana” in una zona fortemente caratterizzata dall’intensivo uso agricolo del suolo. Il tema dell’ortogonalità di questa struttura e del rapporto tra coperture modulari orizzontali e supporti verticali fa da contrappunto allo schema dei percorsi interni: la nuova stazione propone un’idea di architettura ferroviaria, che fonda le sue radici nell’immagine della piazza urbana, luogo di incontro e di dialogo, luogo pubblico “per eccellenza”. É stato infatti lo studio dei flussi, la progettazione del nuovo sistema dei percorsi che ha determinato in maniera fluida la “costruzione” dei nuovi volumi funzionali, commerciali e tecnologici. I movimenti e le direzioni dei percorsi si configurano come semplici e diretti, grazie anche ad un sistema di segnaletica localizzata in posizione ottimale, ad altezza mai inferiore ai 2,3 metri, per una rapida e chiara percezione. Anche gli ascensori, elementi tecnologici di collegamento verticale, diventano lo spunto per centralizzare le informazioni per i viaggiatori, come dei moderni totem illuminati per segnalare numero e settore del binario e tutte le informazioni di viaggio. Gli utenti e i passeggeri procedono in un movimento fluido dall’area dei parcheggi attraverso la stazione e le sue aree di servizi, da dove possono già sentire il passaggio dei treni, fino al binario. Tale sistema di percorsi è studiato in maniera tale da permettere a tutte le categorie di utenti della stazione (cittadino – viaggiatore – personale – tecnici) di raggiungere tutti i punti della stazioni, interni ed esterni, sempre percorrendo percorsi coperti e protetti. Questi nuovi spazi pubblici si trasformano in intersezioni dei flussi che percorrono quotidianamente la scena della stazione. Crocevia dei flussi e delle differenti tipologie di utenti, l’edificio stazione si configura come un ambito fluido e permeabile. Un binario verde, nel rispetto del principio di integrazione della nuova opera con il contesto territoriale circostante: in un territorio extraurbano così caratterizzato, essa diventa, un nuovo segnale, un segno che ne enfatizza le caratteristiche intrinseche. La nuova stazione dell’AV/AC protende verso sud, verso il punto di incrocio con il passaggio della linea ferrata della Circumvesuviana: anche questa oggetto dell’intervento di raddoppio della linea, rappresenta la concreta definizione funzionale e compositiva del ruolo di interconnessione tra diverse forme di trasporto, configurando l’intero sistema come polo intermodale di trasporto su ferro per soddisfare esigenze di mobilità su lunghe, medie e corte distanze. Attraverso l’”edificio della stazione” sono destinate a transitare le vite di milioni di persone e migliaia di treni, che sedimenti di memorie possono restare ed essere in qualche modo condivise con altri individui.

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Leco

Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav