© Ernesta Caviola . Pubblicata il 01 Luglio 2009.
Il progetto “Docks light box” è una scatola di luce e colore che individua una serie di servizi per i turisti in attesa di imbarcarsi dalle banchine del porto di Genova: un sistema di risalita (scale e ascensore), i servizi igienici e un punto di presidio informativo della Grimaldi.
© Ernesta Caviola . Pubblicata il 01 Luglio 2009.
Per capire esattamente l’iter elaborativo del progetto bisogna considerare alcuni elementi fondamentali: • Il tema generale che sottende l’intero intervento è quello del viaggio, della partenza e/o del ritorno, tema fortemente legato alla visione che di Genova e del suo Porto si ha nell’immaginario collettivo. • Il territorio su cui ci si muove è quello delle banchine del Porto di Genova, dinamico, mutevole e caotico per definizione.
© Ernesta Caviola . Pubblicata il 01 Luglio 2009.
Con questi presupposti la soluzione proposta dal nostro studio mira a realizzare un oggetto capace di diventare “land mark” nel territorio caotico delle banchine.
© Ernesta Caviola . Pubblicata il 01 Luglio 2009.
Particolarmente nello studio di “Dock’s light box”, si è cercato di lavorare, con gli strumenti propri dell’architetto, su gli elementi capaci di enfatizzarne la riconoscibilità di un opera di architettura:
© Ernesta Caviola . Pubblicata il 01 Luglio 2009.
I materiali La scelta dei materiali è andata verso quelli più brutali e resistenti, tipici del contesto portuale, in grado di resistere all’usura del tempo, soprattutto nelle zone più a contatto con il pubblico. Così l’acciaio per le strutture, la lamiera stirata in alluminio, materiale rude che dona però imprevedibili giochi di opacità e trasparenze se abbinata con l’uso sapiente della luce, e ancora il cemento, le resine e gli smalti per le finiture contribuiscono a raggiungero lo scopo.
© Ernesta Caviola . Pubblicata il 01 Luglio 2009.
La grafica L’uso intenzionale di una macro-grafica “urlata” e di una gamma di colori forti tende a molteplici obbiettivi: 1. sdrammatizza ironicamente con un linguaggio elementare la forza dei segni, volutamente “puri” nel caos delle banchine e ne aumenta al contempo la riconoscibilità. 2. evidenzia le diverse componenti degli oggetti e nega una lettura degli stessi in chiave meramente “funzionalista”.
© Ernesta Caviola . Pubblicata il 01 Luglio 2009.
L’illuminazione Un cenno infine merita l’uso della luce, elemento troppo spesso trascurato o relegato alla mera funzionalità. Grazie anche alle precedenti nostre esperienze con lo studio Castiglioni e alla attiva collaborazione in vari progetti con i team tecnici di Philips Lighting e de I Guzzini, è stata attentamente studiata l’integrazione fra i corpi illuminanti e il dettaglio architettonico, con l’obbiettivo di connotare fortemente gli oggetti nella visione notturna e da distante. La luce, scenografica e dal grande potere evocativo, si esprime in questo progetto a pieno titolo quale materia prima della composizione architettonica. “Dock’s light box”, è divenuto, con il corretto utilizzo della luce, soprattutto nella visione notturna, un involucro trasparente, inondato di luce, smaterializzato e presente. Attraente come un faro e coinvolgente. Capace di rendere unica l’esperienza di transito all’interno della scatola luminosa per scendere dal livello della città a quello della banchina.
© Ernesta Caviola . Pubblicata il 01 Luglio 2009.
© Studio 4 . Pubblicata il 01 Luglio 2009.
© Ernesta Caviola . Pubblicata il 01 Luglio 2009.
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