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Migliaro (FE), Italia

Teatro Severi

Recupero e rifuzionalizzazione di un contenitore culturale

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Il criterio-guida con il quale è stato affrontato il progetto, descritto nella sua totalità, risponde alla volontà di rendere flessibile e adattabile lo spazio a diverse destinazioni d’uso. La sala conferenze a piano terra, dimensionata per 35-40 posti a sedere, mediante l’impiego di pannelli scorrevoli (in questa fase sostituiti da parete fissa facilmente removibile), si apre verso la sala principale costituendone la naturale prosecuzione in profondità e permettendo l’ampliamento della sala stessa per una ricettività fino a 132 posti. Le sale riunioni collocate al piano primo, separate dalla cabina regia, diventano le gallerie del teatro, garantendo altri 16 posti a sedere in aggiunta ai 32 del piano terra, mediante lo stesso sistema di pannelli scorrevoli; tale sistema permette la totale apertura delle sale verso il doppio volume della sala principale condizionandone la percezione, a richiamo della configurazione originaria di teatro tradizionale. Si ricorda, anche se già sottolineato, che i lavori al 1°piano non fanno parte del presente primo lotto. Anche il foyer può assumere diverse configurazioni spaziali a seconda dell’evento che si intende privilegiare: si è quindi optato per un sistema di teli avvolgibili alloggiati nel controsoffitto, e posizionati in modo da formare percorsi preferenziali in grado di guidare ed informare l’utenza, mediante proiezioni o serigrafie sui teli stessi. Infine il blocco servizi centrale viene rivestito da pannellature che, a seconda della funzione che si intende privilegiare, ne modificano la percezione da parte del fruitore. Nella progettazione architettonica si è avuto, come obiettivo, la volontà di creare un ambiente nel quale siano rispettate, non solo le norme per la sicurezza e l’accessibilità, ma che sia “pensato” per facilitare lo svolgimento delle attività e per rendere gradevole la permanenza degli utenti. Ogni scelta progettuale scaturisce dalla volontà di “svuotare” l’edificio esistente affinché costituisca una sorta di involucro per il nuovo costruito (l’attuale galleria è frutto di un intervento degli anni ’60, come già citato nei cenni storici, ed è realizzato con un sistema misto di legno, travetti ‘bausta’ e pignatte, e profili in ferro) sia per esigenze normativo-strutturali, per non aggravare con nuovi carichi le murature portanti esistenti, sia per enfatizzare il dialogo tra preesistenza e nuovi contenitori. In quest’ottica la facciata acquista maggiore rilevanza, quasi fosse una quinta teatrale retroilluminata; le partizioni orizzontali di nuova costruzione rimangono scostate dalle murature perimetrali in modo evidente, proprio per dichiarare la propria autonomia, e sono ‘portate’ dal blocco servizi centrale che costituisce l’elemento-filtro tra ingresso-foyer e le sale realizzate per le diverse funzioni. Anche per quanto riguarda il nuovo costruito in esterno, il volume destinato ad ospitare la centrale termica, il locale VVF ed il magazzino di scena, viene realizzato sul sedime delle superfetazioni esistenti, ma leggermente scostato rispetto al muro perimetrale e, perciò, completamente autoportante.

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Impresa costruttrice 1° Lotto _ GeoCostruzioni srl Formignana (FE)

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Walk

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