Europaconcorsi

Cagliari (CA), Italia - Concorso - Gennaio 2009
Simbiosi Architects, Arch. Theodora Mpalnta, Arch. Nikos Xantos
Fiera Internazionale della Sardegna
Riqualificazione del quartiere fieristico
Progetto partecipante del concorso: Riqualificazione quartiere fieristico. Cagliari
Copertina
Pubblicato il 20 Luglio 2009

1. L’AREA DELLA FIERA INTERNAZIONALE DELLA SARDEGNA OGGI

INQUADRAMENTO URBANISTICO DELL’AREA L’area è localizzata a Sud-Est del centro storico di Cagliari, all’interno di una zona della città che presenta una particolare vocazione per grandi eventi fieristici ed espositivi. Nell’area interessata dal Concorso, ma soprattutto in tutte le aree adiacenti, sono presenti altri grandi spazi, come lo Stadio S. Elia, il sito su cui sorgerà il nuovo Museo dell’Arte Nuragica e dell’Arte Contemporanea, gli impianti sportivi del CONI, etc.; tutti spazi che generano una superficie estesa quanto il centro storico. Tutte queste strutture fanno di questo quartiere il centro “Grandi Eventi” della città di Cagliari.

(immagine da tavola)

ASSETTO URBANO DELL’AREA L’area presenta caratteristiche proprie molto rigide e forti. Infatti, la struttura della città cambia radicalmente una volta che si oltrepassa Viale Armando Diaz, passando da cluster urbani tradizionali a cluster di grandi dimensioni che difficilmente si relazionano con la città. Inoltre la rigidità dei suoi confini crea problemi di scarsa porosità di questo quartiere e rende difficile il collegamento della città con il mare. Infatti, sul lato Sud-Ovest del quartiere, l’Asse Mediano si presenta come limite invalicabile, se si escludono i piccoli ed effimeri sovrappassi presenti, di scarsa qualità architettonica.

GLI EDIFICI ALL’INTERNO DELL’AREA DELLA FIERA Gli edifici sono stati realizzati in periodi differenti tra il dopoguerra e gli anni ’80 circa, e, come delle stratificazioni storiche, hanno creato una diversità e una scarsa unitarietà all’interno dell’area. Agli edifici che presentano una qualità architettonica da valorizzare, sono state fatte delle addizioni, senza rispettare, sempre, lo stile architettonico originario. Complessivamente gli edifici si presentano, oggi, in un cattivo stato di manutenzione, come scatole prive di valore, utilizzate sporadicamente.

2. L’AREA DELLA FIERA INTERNAZIONALE DELLA SARDEGNA DOMANI. IL PROGETTO

A livello urbano, si è pensato che l’area della fiera dovesse rappresentare uno spazio aperto al pubblico durante tutto l’anno in modo da fungere da zona filtro e di collegamento tra la città e il mare. Il progetto parte da alcuni obiettivi prefissati: · l’intervento deve presentarsi come un segno forte nella città, un landmark, riconoscibile dalla città e dal mare, ma allo stesso tempo uno spazio a dimensione d’uomo; · all’interno della fiera le persone devono potersi orientare facilmente; · restituire un senso di unitarietà all’area; · dare maggior importanza agli spazi aperti, vista la posizione geografica e climatica di Cagliari che permette un uso di questi spazi esterni per la maggior parte dell’anno; · conservare le alberature presenti; · rispettare l’esistente e mantenere la fisionomia dello spazio.

Partendo da questi punti, il progetto scaturisce da due concept che coesistono e lavorano insieme per assolvere ai requisiti del bando e agli obiettivi prefissati.

CONCEPT 1_IL TAPPETO Si è creato un “tappeto” rosso che nel suo dispiegarsi, invita il pubblico all’ingresso per proiettarlo all’interno della fiera e guidarlo alla visita dei padiglioni, indirizzandolo tra gli edifici esistenti senza alterarli o toccarli, partendo dal presupposto che sia meglio mantenere gli edifici esistenti che presentano qualità architettoniche, piuttosto che demolirli e costruirne altri ex-novo. Per questo si è ritenuto di ripulire lo spazio da strutture con scarso valore architettonico, come i padiglioni H e O, il centro servizi e altre piccole strutture e liberare alcuni edifici da addizioni in modo da riportarle al disegno originale, come ad esempio il padiglione P, opera di Adalberto Libera, di grande pregio architettonico. Il “tappeto” si presenta come una nuova struttura autonoma che, composta da una superficie “mutevole”, assume diverse conformazioni: di pavimentazione, di facciata, o funge da ingresso o tettoia, o altro ancora. Inoltre nelle parti verticali del “tappeto” si è pensato di creare dei fori nella lamiera in modo tale da scrivere la lettera di identificazione dei padiglioni. Si ricrea così un nuovo spazio unitario ma non banale. Il “tappeto” è formato da una struttura metallica che supporta una griglia prefabbricata, atta a sopportare carichi considerevoli e a rendere possibile il passaggio anche di autoarticolati. Al di sopra della griglia è stesa una lamiera con tacche antiscivolo. La superficie mostra i suoi assi principali grazie ad alcuni tagli che indirizzano con maggiore chiarezza il visitatore ed assolvono le esigenze funzionali di raccolta delle acque piovane e di illuminazione a pavimento. Il “tappeto”, sopraelevato rispetto al piano originario ma opportunamente raccordato alle soglie esistenti, presenta diversi vantaggi in quanto non prevede rilevanti scavi e può accogliere/nascondere tutte le canalizzazioni necessarie alla fiera. La struttura, grazie ad alcuni accorgimenti architettonici, racchiude in se una serie di dettagli tecnologici e di arredo urbano: le panchine costituite dalla stessa griglia metalliche che si solleva dalle canalette di scolo delle acque piovane fino ad arrivare ad una quota di seduta, o i tagli nella lamiera per accogliere le alberature.

CONCEPT 2_I CONTAINER Attualmente la fiera utilizza, per alcune esposizioni all’aperto, dei gazebo. L’idea prevede la sostituzione dei gazebo con dei container, inseriti in un sistema che possa rendere facile il loro sviluppo e il relativo dislocamento nell’area. I container sono raccolti in due strutture metalliche (gabbie), con piattaforme mobili, come i primi parcheggi pluriplano meccanizzati, i container, equipaggiati da ruote, possono muoversi orizzontalmente sul terreno grazie a delle rotaie. Le strutture si presentano come muri interattivi in continua trasformazione grazie al meccanismo e ai colori dei container, e possono essere utilizzati anche come sfondo scenico per concerti ed eventi in genere. La struttura si presta particolarmente a successive implementazioni, qualora fosse necessario. Gli stessi container, opportunamente adattati, saranno dislocati in altre zone della fiera per assolvere le funzioni di bar, punto informativo, biglietteria, o anche solamente come tettoie.

(immagine parcheggi new york + schema tavola)

IL SISTEMA DI ILLUMINAZIONE Anche l’illuminazione svolge un ruolo fondamentale nell’idea progettuale. Infatti, per dare al “tappeto” un senso di leggerezza, di corpo quasi fluttuante nell’aria, sono state collocate al di sotto del “tappeto”, idonee lampade al neon, opportunamente rese stagne, che illuminano i bordi del “tappeto” e le canalette di scolo delle acque. Queste fasce luminose segnano i contorni del “tappeto” alla base delle facciate creando una piacevole prospettiva rispetto agli edifici esistenti. Questi apparecchi illuminanti generano, già da soli, una buona luce ambientale, che, tuttavia, viene integrata da ulteriori apparecchi illuminanti a palo, sparsi per l’area della fiera. I corpi illuminanti di questi ultimi possono essere sostituiti con proiettori per creare effetti scenici sia sul terreno che sulle facciate.

ACCORGIMENTI SULLA SOSTENIBILITA’ DELL’INTERVENTO Al giorno d’oggi risulta indispensabile realizzare dei sistemi che possano in qualche modo risparmiare o riutilizzare energia, per questo si è pensato che, viste le grandi dimensioni di superfici impermeabili che si vengono a creare nell’idea progettuale, si possa creare un sistema per il risparmio idrico, scelta necessaria dal punto di vista sia ecologico che economico. Il sistema consiste nel convogliare le canalette di raccolta delle acque piovane in vasche di stoccaggio completamente interrate, dotate di filtri. La soluzione prevede due possibilità di utilizzo dell’acqua meteorica, l’irrigazione delle aree a verde e l’riutilizzo combinato anche per le cassette WC e la pulizia delle superfici. Per questo sono stati predisposti dei serbatoi ispezionabili che tramite una centralina di pompaggio permettono il riuso di questa risorsa naturale. E’ stato preso un altro accorgimento per migliorare il comfort dei visitatori, tramite la piantumazione di altre alberature che vanno ad integrare quelle esistenti in modo da mitigare il microclima dell’area grazie alla capacità delle piante di accumulare CO2.

ACCESSIBILITA’ ALLARGATA Si è cercato di risolvere il problema dell’inclusività e della fruizione, conciliandoli con la necessaria tutela del patrimonio e del paesaggio. La fruizione degli spazi pubblici da parte di persone con disabilità necessita di una serie di opportunità di accesso che permetta a tutti di scegliere, decidere ed organizzarsi in totale autonomia. Il problema maggiore, infatti, che ancora ostacola la piena integrazione dei disabili nella vita della comunità è la mancanza di tale autonomia negli spostamenti a cui essi sono costretti. Tuttavia, la possibilità di accesso al patrimonio dovrà essere attuata anche con un sistema informativo, grazie al quale, tramite l’uso di Internet consente di conoscere il sito ancora prima della reale visita in loco. Per questo motivo sarà opportuno prevedere un sistema informativo, al fine di incrementare la qualità della fruizione dell’area da parte di persone con particolari necessità. L’idea progettuale tiene conto delle diverse forme di disabilità (temporanea e permanente, motoria, sensoriale e psicocognitiva). In particolare si parte dal presupposto che rendere accessibili gli spazi e le strutture pubbliche, non vuol dire solamente abbattere le barriere architettoniche che impediscono l’accesso ai disabili, ma, in senso più esteso, migliorare l’accessibilità di tali spazi per tutti i cittadini, in qualsiasi situazione fisica o psichica, temporanea o permanente essi si trovino. Per tutti gli interventi si è prestata una particolare attenzione all’accessibilità degli spazi per persone con disabilità. Gli accessi all’area sono tutti a raso per permettere un agevole passaggio tra il piano stradale e il “tappeto”. La distanza tra gli arredi urbani, è stata mantenuta in misura minima di 1.20m così da permettere il transito tra di essi. I pannelli informativi dovranno essere posizionati tutti ad un’altezza tale da consentirne la lettura anche a chi è costretto su carrozzelle e tradotti in linguaggio Braille, per i non vedenti saranno previsti auricolari (richiedibili all’Ente Fiera o ad alcuni gestori autorizzati) che permettono di avere informazioni tramite un sistema wireless. Le pavimentazioni sono antiscivolo. Alcuni siti sono dotati di rampe estraibili che permettono la discesa delle carrozzelle dal tappeto al livello del terreno. (immagine schema di salita e discesa????) Gli edifici saranno dotati di piattaforme servo scala e/o ascensori per l’accesso ai piani diversi dal piano terra. Infine in tutti i percorsi è stata prevista la fascia a pavimento per guidare i non vedenti. PARCHEGGI E INGRESSI Nell’intero quartiere “Grandi Eventi” sono presenti numerose aree parcheggio che possono assolvere alla complessiva richiesta. Si è ritenuto – tuttavia – di dover realizzare alcuni parcheggi per gli addetti ai lavori e le persone diversamente abili, oltre ad un parcheggio per accogliere T.I.R. e autobus. L’area è predisposta per permettere l’avvicinamento a tutti gli edifici, di T.I.R. grazie alle superfici in orsogrill. (immagine schema aree carrabili)

L’area presenta 4 ingressi pedonali ben distribuiti nel perimetro per rendere più facile l’accesso per i visitatori che arriveranno da ogni parte della città. Uno sul Viale Armando Diaz, uno sul lato del Piazzale Marco Polo, uno sul lato degli impianti sportivi del CONI su Viale Cristoforo Colombo e una passerella pedonale che collega l’area del porto con l’area della fiera.

FATTIBILITA’ TECNICA, AMMINISTRATIVA ED ECONOMICA La fattibilità tecnica ed amministrativa non richiede la ricerca di particolari soluzioni procedurali, in quanto la proposta non evidenzia, complessivamente, specifiche difficoltà, né di tipo urbanistico, né di tipo ingegneristico. Le apparenti difficoltà di definizione e di sviluppo dell’idea progettuale, appaiono facilmente superabili nelle successive fasi di progettazione. Si ritiene, invece, maggiormente meritevole di attenzione, per le risorse finanziarie da impiegare, lo studio della fattibilità economica. La scelta di contenere al minimo gli interventi sugli edifici, consente il risparmio di ingenti risorse, difficilmente reperibili nel breve e anche nel lungo termine. La somma preventivata per la realizzazione dell’intervento di riqualificazione, si ritiene possa essere reperita, attraverso un opportuno mixer di risorse di diverso tipo, appositamente dedicate: finanziamenti comunitari; investimenti compatibili con le capacità di indebitamento dell’Azienda – mutui, etc.; capitali privati. Il coinvolgimento dei soggetti privati, tramite la procedura della finanza di progetto (Project Financing), nella realizzazione, nella gestione e soprattutto nell’accollo totale o parziale dei costi dell’investimento, appare quanto mai opportuno, in ragione delle peculiarità proprie della “Fiera”, che, per il potenziale richiamo di utenti/consumatori, può costituire, giustificano lo sfruttamento economico dell’intera struttura, attraverso le varie fonti di entrata (biglietti di ingresso, contributo espositori, gestione grandi eventi quali concerti – manifestazioni sportive – mostre, etc., spazi pubblicitari, bar/ristorante, sito internet, etc.), consentendo il ritorno economico dell’investimento nel lungo termine.

Capogruppo
Simbiosi Architects
Progettisti
Arch. Theodora Mpalnta, Arch. Nikos Xantos
Consulente
Altri consulenti
George Avramis
Immagini (7)
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