Europaconcorsi

Cagliari (CA), Italia - Concorso - Gennaio 2009
Clemens Kusch, Luca Dal Cerro & Associes
Il nuovo parco delle esposizioni a Cagliari
Progetto partecipante del concorso: Riqualificazione quartiere fieristico. Cagliari
Padiglione_05
Pubblicato il 21 Luglio 2009

Il nuovo Parco delle Esposizioni di Cagliari

1. Premessa Il progetto di riqualificazione del quartiere fieristico di Cagliari ha l’obiettivo di realizzare: • un nuovo luogo urbano integrato nel contesto che si rapporta in maniera aperta e funzionale ai diversi ambiti circostanti urbani e di lungomare; • un parco espositivo caratterizzato e flessibile che può essere utilizzato per manifestazioni espositive di diversa dimensione, manifestazioni all’aperto, eventi musicali e sportivi e che sia anche un luogo di incontro ed aggregazione durante tutto l’anno; • una moderna struttura espositiva con un alto grado di flessibilità per potersi adeguare alle diverse destinazioni ed esigenze; • una caratterizzazione precisa e definita e un’identità chiaramente riconoscibile legata al sito e alla Sardegna in generale;

2. L’inserimento urbano Il nuovo complesso espositivo è caratterizzato da 5 padiglioni di nuova realizzazione disposti in maniera libera parallelamente o ortogonalmente ad un ideale asse di prolungamento di Viale Armando Diaz. Questa scelta di orientamento deriva da una duplice esigenza: da una parte dalla necessità di cerare attraverso il nuovo complesso espositivo un luogo che sia di passaggio e collegamento tra il tessuto urbano e il lungomare e non rappresenti, come attualmente, un luogo chiuso con insufficienti rapporti con le aree circostanti e di difficile accesso dai diversi fronti. Dall’altra parte in questa maniera risulta più caratterizzato e definito l’ingresso principale in una posizione privilegiata verso la città, sul vertice dell’area, come elemento focale per chi proviene da Viale Armando Diaz. Da questa strada, nella sua prosecuzione verso est, sono poi previsti altri tre ingressi all’area che possono essere gestiti a seconda del tipo di manifestazione prevista. Oltre al collegamento con il lungomare esistente attraverso il sottopasso è ipotizzabile un ulteriore collegamento pedonale dal centro dell’area verso la fascia costiera. Per i parcheggi dei visitatori dovrebbero essere utilizzati i parcheggi esistenti nelle aree circostanti, in particolare quelli dello stadio, collegandoli nel caso di manifestazioni con grande affluenza, con servizi navetta ai singoli ingressi del quartiere espositivo. Per gli espositorisono invece previste aree di parcheggio all’interno dell’area.

3. L’organizzazione interna e i percorsi La disposizione libera dei padiglioni fa si che tra di essi non si formano luoghi monotoni e ripetitivi ma spazi aperti di diversa dimensione e conformazione, utilizzabili per i percorsi pedonali e per manifestazioni ed esposizioni all’aperto. La disposizione dei padiglioni permette inoltre di integrare nel complesso in maniera ottimale le strutture esistenti del padiglione “Libera” e del Centro Congressi. Il padiglione “Libera” viene esaltato inserendolo in un vasto spazio libero trattato a verde sul quale si attesta anche il Centro Congressi che ha cosi uno spazio aperto di pertinenza e una visibilità all’interno del complesso. I percorsi interni sono chiaramente distinti tra percorsi carrabili previsti “ad anello” che collegano tra di loro i diversi ingressi con i padiglioni e percorsi pedonali tra i padiglioni. In questa maniera ci sono interferenze molto ridotte e si garantisce complessivamente una migliore vivibilità dell’intera area. La disposizione dei padiglioni prevede che ci sia sempre un fronte sui percorsi pedonali interni di collegamento tra i padiglioni e un fronte di servizio collegato alla viabilità interna. In questa maniera ogni padiglione diviene una unità autonoma che può essere allestita e gestita agevolmente senza interferire con altre manifestazioni in corso e con la viabilità pedonale.

4. La flessibilità d’uso Un quartiere espositivo come quello di Cagliari deve garantire la possibilità di rispondere funzionalmente a diverse esigenze, sia per tipo che per dimensioni di manifestazioni. Le esigenze che si possono manifestare nel tempo non sono tutte prevedibili ed è quindi importante garantire spazi con caratteristiche diverse e un sistema “modulare” che può offrire diverse dimensioni di superficie. I moderni quartieri fieristici (in Italia ad esempio le Fiere di Milano o Rimini o anche quartieri più piccoli come Padova) sono ormai organizzati per moduli espositivi autonomi che possono essere aggregati liberamente. La riorganizzazione del quartiere di Cagliari è quindi concepita in maniera che possano essere allestite manifestazioni di diversa dimensione e caratteristiche come, ad esempio: • manifestazione unica che occupa tutti i padiglioni, il centro congressi e gli spazi scoperti e che utilizza tutti gli ingressi; • più manifestazioni contemporanee che occupano un certo numero di padiglioni e dello spazio aperto, ognuna attestata su un ingresso; • una manifestazione congressuale con eventuali spazi espositivi di supporto e manifestazioni diverse in altri padiglioni.

La flessibilità d’uso deve essere garantita anche in termini di gestione e pertanto ogni padiglione è concepito come entità autonoma sia funzionalmente che per quanto riguarda i servizi e l’impianti.

5. Le fasi di realizzazione Particolare attenzione è stata data alla possibilità di una realizzazione attraverso singole fasi che garantiscano sempre la continuità del funzionamento dell’attività del centro fieristico. Le dimensioni abbastanza contenute del singolo padiglione permettono la realizzazione in tempi rapidi e l’immediata integrazione nel sistema espositivo complessivo. A seconda delle disponibilità finanziarie si possono attuare le singole fasi in tempi più o meno lunghi e, procedendo contemporaneamente anche alla sistemazione delle aree esterne, avere in ogni fase un quartiere funzionante.

5. Il padiglione espositivo I cinque padiglioni espositivi sono stati previsti tutti della stessa dimensioni, ma potrebbe essere ipotizzabile anche una maggiore diversificazione dimensionale senza compromettere la funzionalità e le caratteristiche complessive. Il padiglione tipo ha una dimensione di 72×52 m e ha una copertura in campata unica grantendo la massima flessibilità di disposizione degli spazi interni. La pianta è organizzata sul modulo base adottato ormai quasi universalmente come modulo base di 4×4 m con corridoi intermedi di 4 m. Dal modulo base sono ovviamente possibili aggregazioni più grandi sino all’utilizzo di tutto il padiglione. Su un lato è previsto un blocco servizi con i servizi igienici, bar, spazi di supporto all’espositore e vani tecnici. Ogni padiglione è autonomo per quanto riguarda gli impianti: per ogni padiglione è previsto un impianto di tipo roof-toop per la ventilazione caldo/freddo che permette di garantire livelli di confort e di economicità ottimali. Per l’approvigionamento degli stand espositivi sono ipotizzate canaline a terra con un interasse di 12 m che permettono una distribuzione capillare dei media ai singoli stand secondo i moderni standard fieristici. La declinazione del tema del padiglione fieristico, tradizionalmente « muto » nella sua interazione con l’esterno, è stata fatta passare attraverso una lettura del territorio sardo, nelle sue accezioni topografiche e coloristiche, nell’intento di creare un luogo partecipe del suo contesto, vibrante di evocazioni e legami. Il risultato formale è una sorta di astrazione della frastagliata costa sarda, la « cala », che diventa limite e definizione dei confini dei padiglioni: tutte le facciate sono trattate con lastre in pietra locale, che si interrompono in maniera discontinua per lasciare spazio ad una parte lucida in lamiera forata, pixelizzata a controllo numerico, nelle parti superiori. La metafora dell’incontro tra mare e terra, così ingenuamente interpretata, diventa il motivo conduttore del nuovo parco fieristico, in cui gli elementi naturali si alternano e sovrappongono a quelli artificiali. Un altro degli elementi introdotti è infatti l’acqua, che circonda i padiglioni a ridosso delle zone pedonali e contribuisce a definire, per negazione, gli accessi ai padiglioni. La presenza dell’acqua accentua il carattere isolato e ieratico degli elementi costruiti e contribuisce ad inserire la nuova fiera nel contesto generale della Sardegna.

6. Gli spazi scoperti e di servizio Tra i padiglioni si formano spazi scoperti di diversa dimensione che possono essere utilizzati per attività espositiva all’aperto, concerti o attività sportive, oltre ovviamente per i percorsi pedonali tra i padiglioni. Il sistema di alti pali che punteggia l’area pedonale, in continuità tra le parti acquatiche e quelle minerali, è un altro rimando al paesaggio locale e alla poetica del territorio sardo; i pali delle imbarcazioni e le staccionate delle zone costiere sono infatti un segno ricorrente, qui riintrodotto per contribuire a connettere i pieni ed i vuoti creati dai padiglioni. I pali hanno in alcuni casi anche un ruolo funzionale, sostengono tensostrutture leggere, pannelli illustrati o organizzano intorno sedute e altri arredi. In questa maniera si offre un altro elemento di caratterizzazione e di flessibilità d’uso dell’area: a seconda dell’esigenza possono essere coperte determinate aree oppure possono essere creati dei percorsi o delle zone ombreggiate. La nuova disposizione planimetrica prevede una diversa disposizione del verde rispetto a quella attuale, ma data l’importanza di alcuni degli alberi presenti, se ne suggerisce la ripiantazione. Intorno dal padiglione disegnato da Adalberto Libera si è voluta intensificare la vegetazione, quasi a « sommergere » quell’eccezione architettonica di un significato naturale. Tra i padiglioni sono previste altre strutture fisse come una zona di ristorazione centrale a servizio di tutto il quartiere. La torre uffici attuale può essere integrata nel disegno complessivo del quartiere o può, in una ultima fase di realizzazione, essere sostituito con un nuovo edifici da collocare eventualmente lungo Viale Aramando Diaz.

Capogruppo
Clemens Kusch
Progettista
Luca Dal Cerro & Associes
Immagini (6)
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