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Siena (SI), Italia

Nuova sede dell’Istituto Agrario di Siena

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L’architettura é un oggetto materiale che si muove fra le differenti realtá fisiche, immaginarie, sensoriali che compongono un luogo. L’architettura diventa reale attraverso lo specifico processo di assorbimento, di ‘essenzializzione’ e intensificazione di tutte le sopracitate realtá. Pertanto il progetto per la nuova sede dell’Istituto Agrario di Siena nasce dall’intenzione di creare un oggetto architettonico intonato al luogo nel quale si inserisce. La proposta progettuale é frutto di una appassionata ricerca di quella specificitá, che potremmo identificare con l’assonanza delle cose con il loro intorno capace di trasmettere quel senso di appropriatezza, di adeguatezza dell’architettura al suo contesto, fisico o immaginario che sia.

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In un contesto geografico tanto prezioso si é cercato di stabilire una relazione con l’intorno il piú adeguata possibile, plasmando un edificio semplice, peró al contempo intenso, in grado di albergare un programma esteso e complesso in maniera non invasiva. Il risultato é un elemento puro, quasi solo un profilo orizzontale che si offre come conclusione della valle e che, come alter ego del prospetto adiacente della Basilica dell’Osservanza, stabilisce con quest’ultima una relazione paritetica.

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Per preservare il carattere del sito, invece di disgregrare il programma si é preferito compattarlo in un unico elemento che chirurgicamente si adagia sulla topografia ondulata della collina. Si tratta di un oggetto architettonico estremamente consono all’orografia senese e si rifá a tipologie tradizionali, come quelle compiutamente espresse dagli antichi conventi –vedasi la vicina Basilica dell’Osservanza- o dagli atavici acquedotti, elementi lineari capaci di marcare nuovi orizzonti all’interno del paesaggio.

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L’evocazione e il recupero della tradizione si completa nella scelta del materiale per il rivestimento dell’intero edificio: il laterizio. Si é optato per un mattone pieno di colore scuro, un materiale nobile, antico e qui riutilizzato in maniera contemporanea, in grado di marcare un continuum con la tradizione architettonico- paesaggistica senese.

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Il nuovo Istituto Agrario cosí concepito non si presenta ‘gridando’ nel contesto, bensí si configura quasi come un nuovo frammento geografico attraverso cui si compie un’ulteriore fase di antropizzazione. Un edificio pensato non solo per essere visto, ma per offrire ai fruitori un nuovo spazio da cui godere il paesaggio naturale che lo circonda. La scuola si presenta come un giardino verde, un balcone privilegiato sulla Basilica dell’Osservanza e –all’orizzonte- su Siena.

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Questo nuovo belvedere –all’interno di una consolidata tradizione toscana, come gli spazi belvedere di Firenze, Recanati, Pienza e la stessa Siena- costituisce lo spazio d’accesso all’Istituto. Un giardino fiorito che, come logica continuazione del piano della strada, oltre a definire l’entrata alla nuova sede della scuola, costruisce un nuovo spazio pubblico, generatore di socialitá, aperto verso la cittá di Siena.

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La scuola incomincia proprio nello spazio pubblico, luogo privilegiato d’incontro, di scambio, capace di generare proficuo confronto e di dissipare contrasti.

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