© Studio Associato Arch. G. Lai & G. Sequi . Pubblicata il 22 Luglio 2009.
LINEE GUIDA: 1. definire un possibile scenario di “coinvolgimento” e trasformazione del tessuto urbano, in una logica di ricucitura e valorizzazione reciproca tra Fiera e città; 2. definire una proposta progettuale di nuove percorrenze interne all’area, tese a valorizzare le caratteristiche intrinseche della Fiera e a massimizzare la fruibilità e permeabilità del complesso al proprio interno e in relazione con la città; 3. progettare un organismo edilizio contemporaneo; 4. rispondere all’esigenza di organizzazione di eventi fieristici, congressuali e di spettacolo di differente portata; 5. assicurare la piena funzionalità delle sue parti anche in modo autonomo; 6. assicurare la rispondenza dell’involucro edilizio alle norme sulle prestazioni energetiche in edilizia; 7. assicurare la realizzazione, la piena funzionalità e la flessibilità degli impianti necessari per lo svolgimento della attività previste; 8. ridurre il lasso di tempo di non disponibilità della struttura per manifestazioni pubbliche, prevedendo la consegna frazionata per lotti funzionali o il possibile uso di alcuni volumi esistenti come fiera temporanea prima della loro demolizione; 9. operare in un’ottica di recupero e riciclo di materie prime e risorse; 10. valorizzare le preesistenze e favorire una loro migliore utilizzazione.
© Studio Associato Arch. G. Lai & G. Sequi . Pubblicata il 22 Luglio 2009.
In ottemperanza a quanto indicato dal bando di concorso si è optato per la demolizione di tutti i capannoni per il quali il bando stesso ne da facoltà. Dalla visita nel sito, infatti, è stata riscontrata la vetustà degli stessi e di conseguenza la possibilità di alti costi di manutenzione, nonché l’inadeguatezza per la modificata fruibilità delle manifestazioni fieristiche. Le demolizioni potrebbero avvenire in tempi graduali per garantire l’utilizzo di alcuni dei capannoni esistenti come spazi espositivi nel mentre che venga realizzata la nuova Fiera. Una sorta di “Fiera Temporanea” per non interrompere del tutto l’attività espositiva. Una volta realizzato il nuovo complesso fieristico si potrà procedere alla completa demolizione delle strutture obsolete. Sul Padiglione dell’agricoltura del Badas, su quello di Libera e sul Palazzo dei Congressi ci si è indirizzati ad interventi tesi alla conservazione e valorizzazione, inserendo funzioni di rappresentanza e relazioni pubbliche all’interno del Padiglione dell’Agricoltura, restituendo al Padiglione di Libera la sua pulizia formale con l’eliminazione delle superfetazioni e la chiusura dei prospetti con grandi superfici vetrate, mentre per il Palazzo dei Congressi si è optato per un’operazione di valorizzazione attraverso la pannellatura di parte delle superfici verticali con piante rampicanti sempreverdi che contribuiscano, nel piano generale, alla realizzazione di un microclima connesso ai sistemi di nebulizzazione previsti nelle aree di passaggio tra interno e d esterno e nelle aree di sosta. Particolare attenzione è stata rivolta nella definizione di un’ipotesi di trasformazione del tessuto urbano, nella parte alta del lotto adiacente alla piscina Comunale, in una logica di ricucitura e valorizzazione reciproca tra Fiera e città. E’ auspicabile che in un’area così centrale e strategica per Cagliari si possa insediare non un organismo fieristico di grandi dimensioni, che produrrebbe un effetto di congestionamento, bensì un complesso più agile e flessibile nel quale possano trovare ospitalità attività ed eventi a misura di città tali per cui si potrebbe parlare in questo caso non di Fiera Internazionale della Sardegna, ma piuttosto di Fiera di Cagliari, di Fiera City. L’area della Fiera non sarà più uno spazio negato alla città per gran parte del tempo, bensì un nuovo spazio pubblico pedonale fulcro delle direttrici verso il mare e il quartiere di Sant’Elia. Fiera City, ovvero un organismo edilizio flessibile e fruibile per tutto l’anno e per tutta la giornata, aperto a iniziative pubbliche e private, sportive o culturali, espositive o congressuali. Un vero quartiere fieristico aperto alla vita cittadina e ai suoi flussi. Viene ridefinito il collegamento tra la città e il lungomare di Su Siccu attraverso l’eliminazione di alcuni assi viari e il potenziamento di direttrici pedonali sostenute dal disegno del verde. Analogamente viene ridefinito il collegamento tra il quartiere Sant’Elia e la città permettendo a chi parcheggia nell’area prospiciente lo stadio Comunale di raggiungere viale Diaz attraverso l’area della Fiera e viceversa. Punto di forza di questo organismo è la possibilità di un’utilizzazione autonoma delle sue parti. La dimensione e l’articolazione del complesso permette di utilizzare gli edifici Fiera sia come insieme di sottosistemi funzionali, che come unico organismo. Il numero degli accessi e la suddivisione volumetrica per “Edifici” arricchisce le possibilità di frammentazione e integrazione. Sono stati definiti funzionalmente e individuati spazialmente dei sottosistemi funzionali minimi (tra questi anche quello costituito “solo” dagli spazi aperti – aree esterne, gallerie commerciali e percorsi interni – nell’ipotesi di fruizione degli spazi a edifici chiusi) e dei sottosistemi funzionali complessi (utilizzo degli spazi interni comuni e solo di alcune sale), fino al sistema “totale”, all’utilizzo cioè dell’intero organismo edilizio. La “geometria” degli impianti (climatizzazione e elettrico) accompagnerà questa possibile disaggregazione degli spazi permettendo un utilizzo e un controllo dei consumi in maniera assai frazionabile. L’architettura che scaturisce dall’accorpamento formale degli edifici della nuova Fiera renderà libere alcune aree, come individuate nelle planimetrie generali, che, attraverso Accordi di Programma con l’Amministrazione Comunale, potranno essere utilizzate per interventi di Terziario avanzato e Residenziale. Quest’operazione servirebbe per un parziale finanziamento per la realizzazione degli edifici della Fiera e degli spazi pubblici intorno ad essa.
© Studio Associato Arch. G. Lai & G. Sequi . Pubblicata il 22 Luglio 2009.
Al fine di incrementare e diversificare l’offerta dell’attività espositiva, è stato disegnato un bacino per esposizioni nautiche collegato con un canale al lungomare di Su Siccu. La dimensione di questo bacino permetterebbe il posizionamento di circa 300 barche di varie dimensioni. Posizionato tra l’Asse Mediano e il nuovo edificio, il bacino caratterizza fortemente il complesso edilizio e contestualmente dà un valore aggiunto alle percorrenze pedonali. Potrà essere utilizzato anche per attività sportive quali canoa-polo o canottaggio e assolverà anche le funzioni di micro termoregolazione climatica delle aree circostanti. Attraverso uno scambio termico effettuato con il pescaggio dell’acqua di mare si permetterà il mantenimento costante della temperatura all’interno degli edifici con un drastico abbattimento dei costi energetici. La viabilità intorno alla fiera viene sostanzialmente razionalizzata. Partendo dal presupposto che sarebbe impossibile soddisfare la domanda di parcheggi per tutti i visitatori all’interno dell’area e avendo oltretutto ampie aree di sosta esistenti intorno allo Stadio di Sant’Elia, si è optato per un rafforzamento dell’accessibilità pedonale. Vengono mantenuti sia il parcheggio su viale Diaz, raggiungibile anche dal lungomare, che il parcheggio sull’Asse Mediano in prossimità Palazzo dei Congressi, mentre per le esigenze degli operatori della Fiera si farà ricorso a parcheggi interrati di modeste dimensioni. Il flusso delle merci e del carico/scarico avverrà dal lato dell’Asse Mediano, dove sono state individuate anche delle aree per depositi e parcheggi temporanei per i Tir. Viene eliminata l’uscita che dall’Asse Mediano porta a viale Diaz e il collegamento tra viale Diaz e il Lungomare viene sostanzialmente declassato in favore di collegamenti pedonali. In accordo con il piano elaborato dall’Autorità Portuale si è confermato l’utilizzo del lungomare per attività terziarie legate alla nautica da diporto e al turismo. L’accesibilità a quest’area con l’eliminazione del collegamento con viale Diaz avverrà da via Caboto e dalle bretelle esistenti sull’Asse Mediano.
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IL SISTEMA DEL VERDE E DEGLI SPAZI APERTI Gi spazi aperti della Fiera rappresentano una superficie continua di spazio pubblico, risorsa per la città e per la Fiera stessa. Perimetro Fiera_ è il contorno agli edifici Fiera, permette le percorrenze lungo tutti i fronti. Dà una lettura chiara dell’edificio e dei suoi accessi grazie all’utilizzo di un materiale unico e continuo. E’ lo spazio di pertinenza all’expo, lungo il quale l’edificio si estende naturalmente tramite un outline preciso e definito. E’ l’area che unisce sul fronte interno il Palazzo dei Congressi e il Padiglione di Libera alla nuova costruzione, suggerendo continuità spaziale, visiva e percettiva dei vari scenari del sistema. Copertura praticabile_ oltre ad essere il tetto dell’edificio è passeggiata-belvedere, accessibile da più fronti (scalinata laterale e rampa fronte acqua). La riconoscibilità semantica e materica ne accentua l’essenza, mentre la permeabilità dall’interno dell’edificio ne fa un tuttuno con il sistema Fiera. Il trattamento verde (lato scalinata) sottolinea la continuità con il sistema a terra (oltre a isolare termicamente il tetto). Pensata come condensatore di funzioni, la copertura è accesso al ristorante panoramico e anfiteatro all’aperto. La possibilità di isolarla lo rende spazio adatto ad eventi particolari e temporanei quali esposizioni all’ aperto, concerti, spettacoli. I tessuti_ dai due sistemi centrali e addensatori (copetura-edificio e perimetro-edificio) si diramano superfici diverse la cui continuità è data dalla quota unica (o percettibilmente tale). La forma apparentemente frastagliata e caotica si allinea alle direttrici principali dell’edificio e del tessuto urbano, favorendo viste e scorci del contesto. Sono le aree che ospitano le zone di ombra e di sosta, trattate con tessiture e cromie diverse. Gli accenti sono ottenuti grazie al trattamento delle pavimentazioni e del verde, pensato per alternarsi nei toni e nelle zone a seconda delle stagioni. Particolare attenzione meritano le superfici ospitanti le preesistenze, che ne valorizzano la presenza e sottolineano la loro appartenenza al sistema Fiera. I percorsi sono volutamente blandi, suggeriscono un’attraversabilità quasi totale dell’ area, allo stesso tempo pensata come sfruttabile per esposizione ed eventi esterni.
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FINALITÀ ED OBIETTIVI DEL PROGETTO DAL PUNTO DI VISTA ENERGETICO E AMBIENTALE Il progetto vuole qualificarsi con interventi mirati al risparmio energetico ed alla riduzione dell’inquinamento ambientale, applicando soluzioni costruttive bioclimatiche e tecnologie rinnovabili che utilizzano il sole come fonte energetica. L’approccio progettuale è quello di ridurre i consumi intervenendo sulle prestazioni energetiche dell’edificio per migliorare le condizioni di comfort ambientale e di qualità edilizia, affinchè si riduca la necessità di ricorrere a sistemi di climatizzazione esterni. Tutti i sistemi costruttivi utilizzeranno appieno le nuove tecnologie e i materiali più innovativi in ottemperanza alle normative sulla Bioarchitettura.
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SISTEMI DI PROTEZIONE DALLA RADIAZIONE SOLARE Il sistema migliore per il controllo della radiazione solare onde evitare il surriscaldamento degli ambienti è impedire il passaggio dei raggi diretti. Per conseguire tale risultato si adottano elementi schermanti capaci di ostacolare o filtrare la radiazione solare.
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PANNELLI SOLARI FOTOVOLTAICI La progettazione architettonica che utilizza il sistema fotovoltaico integrato alle strutture edilizie rivoluziona la concezione dell’edificio, dotandolo non solo di nuove potenzialità tecnologiche ma rendendolo strumento di produzione diretta di energia. Uno dei principali vantaggi è quello ambientale, in quanto l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico sostituisce l’energia che altrimenti andrebbe acquistata dalla rete elettrica nazionale, evitando l’emissione di anidride carbonica nell’atmosfera. Altri benefici sono di natura economica e tecnologica, legati allo sviluppo del mercato nazionale in espansione. I prodotti attualmente disponibili sul mercato italiano che sfruttano le celle a film sottile in silicio amorfo, sono generalmente costituiti o da semplici lamiere grecate/ondulate oppure da pannelli sandwich costituiti da lamiera grecata con annesso strato coibente, con le celle fotovoltaiche fissate all’estradosso sotto forma di lunghi nastri. Tali soluzioni sono caratterizzate da un costo minore rispetto a quelle in silicio poli o monocristallino e da un’efficienza maggiore in presenza di nuvole o ombreggiamenti, ma presentano un rendimento inferiore di oltre la metà ed un notevole degrado delle prestazioni nel tempo. Sono quindi diffuse maggiormente nell’ambito dei capannoni industriali, dove si hanno a dispozione ampie superfici e non sono necessarie particolari caratteristiche termo-acustiche. In termini di ritorno economico, grazie al cosiddettto “Conto Energia” un impianto fotovoltaico risulta più conveniente nel caso in cui si riesca ad utilizzare al 100% l’energia prodotta dallo stesso, in quanto la legge premia maggiormente il consumo che non la vendita dell’energia prodotta.
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I benefici relativi all’installazione di un impianto fotovoltaico possono essere riassunti sinteticamente come segue:
• Economici: i tempi di rientro dell’investimento sono accettabili e l’impianto fotovoltaico diventa anche una fonte di guadagno sia in termini attivi (incentivazione ) sia passivi (risparmio in bolletta) come descritto successivamente, fattore quest’ultimo oggi assai importante visti gli incrementi costanti e ad ritmi elevati dell’energia elettrica; • Ambientali: il risparmio dovuto al mancato utilizzo di energia tradizionale si lega in maniera diretta alla non immissione di sostanze inquinanti ed in particolare CO2, causa di problemi ormai conclamati ed evidenti; • Immagine: data la sempre crescente attenzione dell’opinione pubblica e del governo verso temi ecologici e soprattutto di risparmio energetico, l’utilizzo del fotovoltaico come fonte rinnovabile di approvvigionamento energetico trasmette un messaggio positivo dell’azienda, aumentandone il prestigio e la visibilità nei confronti di tutti gli interlocutori cui l’azienda stessa si rivolge; • Sensibilizzazione verso l’analisi di una voce di costo infrastrutturale, quella energetica, che non sempre è monitorizzata ed ottimizzata.
Il fotovoltaico in Italia è particolarmente sostenuto da tutte le istituzioni governative e regionali e sarà fondamentale approfondire le modalità di gestione congiunta dei vari incentivi che sono messi a disposizione della realizzazione di impianti.