Projects
Frontcovers
Top Favorites
Latest
Competitions
Albums
Details
Newsletters
Lodi (LO), Italia

Concorso Nazionale di Idee per la Riqualificazione dell’Area Oltreadda - Lodi

Marialuisa Cipriani, Bernhard Neulichedl, Gianpaolo Villari

10449villari1_large

Planimetria

CONCORSO NAZIONALE DI IDEE PER LA RIQUALIFICAZIONE DELL’AREA OLTREADDA

10449villari2_large

Premessa:

10449villari3_large

L’area oggetto di concorso presenta una sovrapposizione di problematiche complesse per la molteplicità delle loro relazioni. Il nostro approccio progettuale prevede una messa a punto di sistemi che inneschino processi di riqualificazione e potenziamento della qualità urbana allargando il potenziale di influsso dell’area a contesti urbani e territoriali più ampi. La campagna, il fiume, la città storica, in quanto rappresentazione di un passato, sono elementi riconosciuti e riconoscibili e pertanto “rassicuranti” nel contesto della nostra vita contemporaneo, e pertanto assunti a riferimento ai principi ispiratori del progetto.

10449villari4_large

Il sistema territoriale e la percorribilità

10449villari5_large

Tema fondamentale la cui messa a punto permette di impostare le giuste relazioni tra i luoghi. Prima necessità: il quartiere oltre Adda deve assumere il ruolo di porta a nord della città senza esserne lacerato. Il traffico deve essere regolato e incanalato nei giusti contenitori, da cui tre gradi di strade veicolari: • la tangenziale sud per il grande traffico e le grandi direzioni; • un nuovo tratto della strada statale N. 239 che accolga e rimandi il traffico cittadino senza interferire con il quartiere; • l’ insieme delle strade a traffico limitato per gli abitanti e i visitatori del quartiere. A queste si sovrappone una rete di percorsi ciclo pedonali che ricoprono l’area nella sua interezza e la connettono con il suo esterno.

10449villari6_large

Fondamentale per il suo sviluppo è stata quindi, la nuova deviazione della statale N. 239 passante tra il cimitero di Riolo e l’area denominata Campo di Marte ricucendo quest’ultima all’intero quartiere Oltreadda. L’attuale tratto esistente è stato ridimensionato e riqualificato alle esigenze private di quartiere, pur mantenendo l’esigenza di penetrazione da nord-est per la nuova area artigianale, ora dislocata e concentrata lungo i bordi. La nuova deviazione, attraversa parte del parco dell’Adda lungo i limiti dell’aree goleane, costituendo il “terzo ponte” sull’Adda, e si innesta su Via Defendente permettendo così un’ agile e fluida connessione del quartiere al centro storico. Ciò ha inoltre permesso, al recupero del ponte vecchio trasformato in percorso ciclo pedonale e ai collegamento pubblico urbano.

Il sistema urbano

Si è interpretato il carattere sostanziale dell’area come quello di un quartiere residenziale costituito da piccole unità edilizie prevalentemente uni e bifamiliari. Era perciò impossibile ripercorrere la strada della costruzione di isolati densi come nel pur vicinissimo centro storico. Si è invece preferito esaltare e purificare da interferenze il carattere quasi di città giardino immersa nel verde e privilegiata dalla vicinanza del fiume. Quindi nessun intervento che preveda una massiccia edificazione ma piccoli puntuali interventi di ricucitura che riconnettano il tessuto esistente nella sua qualità a trama rada che interseca gli edifici al verde. Un grande ruolo si è dato alla presenza costante del verde privato ed al suo intersecarsi e sfumare nel verde attrezzato di quartiere. Una particolare attenzione è stata concessa alla creazione di un polo di ricucitura tra il Campo di Marte e il quartiere sud, inserendovi una nuova Piazza delimitata da strutture pubbliche.

Le volumetrie previste di nuova edificazione sono: • Residenza 90.000 mc con max due piani fuori terra • Terziario 65.000 mc con max tre piani fuori terra • Aree Sportive 20.000 mc • Area Artigianali 125.000 mc includendo parte dei fabbricati rimossi dall’area residenziale Via Cavallotti

L’asse principale di via Cavallotti è posto al centro della riqualificazione urbana, trasformandosi in un viale di quartiere attrezzato, che attraversa tutta l’area fino a Campo di Marte, per poi proseguire senza interferenze, grazie ad un viadotto che scavalca il nuovo tratto della statale n. 239, nella campagna lodigiana, connettendosi con la statale n. 472. Il sistema connette due importanti piazze; piazza Crema, posta all’ingresso del ponte vecchio, quale tradizionale porta al centro storico, riqualificata con dei nuovi edifici pubblici che la delimitano e la caratterizzano, con piazza Nuova, posta a cerniera tra Campo di Marte e l’area di completamento residenziale. Quest’ultima è formata da quattro nuovi isolati residenziali, in cui si incunea un parco cittadino adibito a luogo per le consuete attività cittadine di svago, commercio e gioco, piccole manifestazioni, esposizioni ed altro. Tra questi due poli pubblici, il viale opportunamente alberato (tiglio e salici) si snoda attraverso tre piccole piazze, ricavate negli spazi intermedi dell’abitato e dai nuovi vuoti lasciati dai fabbricati artigianali, rimossi e dislocati più a est vicino ai raccordi della tangenziale sud. Questi aree aperte di sosta, sono attraversate trasversalmente dalle strade locali che conducono agli isolati retrostanti, permettendo quelle pause intermedie necessarie alle attività commerciali. Il traffico lungo il viale sarà prevalentemente locale e di tipo leggero, attrezzato per i collegamenti delle linee pubbliche con i paesi limitrofi e il centro storico.Gli arredi urbani, le alberature (tigli e salici), i parcheggi e i materiali per le nuove pavimentazioni si conformeranno alle risorse e alle esigenze locali, avendo come riferimento la qualità del centro storico.

Il sistema del verde

Si sono immaginati tre livelli di utilizzazione degli spazi aperti che circondano l’area: • una fascia di fruitori direttamente connessa con gli abitanti del quartiere, (dunque necessità di avere luoghi di ritrovo, spazi per il gioco per i bimbi, orti per gli anziani, parcheggi verdi per i visitatori), che ha portato alla creazione di una fascia di cinta che circondi l’abitato in cui concentrare queste funzioni. Per la realizzazione e la manutenzione di questo spazio si è pensato di suggerire una formula di coinvolgimento diretto dei cittadini • una fascia di fruitori a raggio urbano che possono essere attratti dalle qualità del lungofiume, dunque la creazione di spazi in cui concentrare attività ludico ricreative legate allo sport e al tempo libero ( piscine, campi di calcio, tennis e pallacanestro, affitto canoe e barche per gite sul fiume…) Questa area è pensata come un luogo che possa diventare una meta per le gite e i momenti liberi di tutti i cittadini di Lodi. Per la costruzione e la manutenzione si è pensato di utilizzare delle formule di convenzione pubblico privato. • una fascia di fruitori a raggio extraurbano che siano interessati alle bellezze naturali dei luoghi. Il fiume e il suo intorno interpretati come aree di potenziale interesse naturalistico. Quindi la creazione di un’area che tuteli ed esalti le qualità naturalistiche del lungofiume.

Il lungofiume

La presenza del fiume ha costituito storicamente un limite fisico all’espansione della città verso nord; il fatto di creare una percorribilità degli argini ed una connessione di scambio fra la parte nord e la parte sud permette di sviluppare un sistema di trasfusione tra le due zone che ricuce anche le aree di loro influenza.

L’intera area ex S.I.C.C. è stata completamente trasformata, demolendone quasi totalmente l’edificato e riconvertendola ad uso pubblico con attività ludiche e sportive. Questa, posta a filtro tra il nuovo parco attrezzato dell’Adda (attualmente area “morta”) e la nuova sistemazione di piazza Crema, si collega attraverso una promenade lungo la riva sinistra del fiume, all’area sportiva club Canottieri posta più a sud. Lungo la passeggiata vi sono dei punti di sosta panoramici realizzati grazie a piattaforme pavimentate con doghe in legno trattato per esterni e un nuovo piccolo ponte pedonale di collegamento tra l’isola e le due sponde in modo da chiudere e rendere fruibile l’anello dei percorsi.

La campagna

Della campagna abbiamo voluto esaltare l’immagine più legata alla tradizione: • Valorizzare le cascine come elemento architettonico di grande valore storico simbolico nel rappresentare l’immagine della campagna lombarda; • tutelare la presenza di fossi e rogge attraverso la loro costante manutenzione; • ripristinare e risanare la rete dei percorsi che disegnano il paesaggio agricolo.

5