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siena (SI), Italia

fotosintesi

concorso di progettazione nuovo istituto agrario, loc. scacciapensieri, siena.
Sara Lastri, Marta Tanzini, Laura Monti, LASTRIEASSOCIATI s.r.l.

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Estratto dalla relazione tecnica: “Carattere di risparmio energetico e biocompatibilità dell’edificio” Elementi passivi: organismo edilizio Nel predisporre un organismo edilizio che si confronti in maniera produttiva e sostenibile con l’ambiente circostante, il primo passo e stato quello di orientare gli edifici nel senso della facciata principale rivolta a sud. L’orientamento ottimale dell’edificio permette il maggior accumulo termico durante la stagione invernale e, allo stesso tempo, limita il surriscaldamento estivo. La distribuzione degli ambienti predilige la disposizione lungo la facciata sud degli ambienti maggiormente vissuti, mentre colloca nella porzione settentrionale tutti gli spazi di servizio, al fine di creare un filtro per il freddo della stagione inverale. Nella predisposizione delle nuove alberature si è tenuto conto della provenienza dei venti freddi, che spirano per lo più da nord est. Come cortina protettiva contro il raffreddamento causato dalle masse di aria gelida, si collocano lungo il lato settentrionale le specie arboree sempreverdi, che fanno da barriera la chioma perpetua e le grandi dimensioni. Lungo le facciate meridionali si sono previste file di alberi da frutto, che ben si accostano all’orientamento degli studi della scuola e rispondono bene alle necessita del versante meridionale: nella stagione calda ombreggiano la facciata, mentre in inverno, spogliatisi delle foglie, non ostacolano il soleggiamento della stessa. La facciata sud assume le caratteristiche di un esteso e complesso dispositivo di modulazione e utilizzazione della luce solare. Dove l’involucro è trasparente si collocano frangisole orientabili e manovrabili in altezza, che soddisfino qualsiasi esigenza di illuminazione naturale e di protezione dal surriscaldamento degli utenti. Il sistema a frangisole si ritrova anche in disposizione orizzontale, a oscurare il grande lucernario che costituisce l’atrio vetrato d’ingresso al direzionale. Nelle porzioni opache della facciata meridionale si trovano le serre solari, che consentono un grande risparmio di energia per il riscaldamento invernale, come si desume dai dati riportati nella tavola B5. Nella stagione invernale la serra, con le vetrate (vetro singolo, no taglio termico) completamente serrate, si surriscalda cedendo calore alla parete posteriore, che possiede grande inerzia termica e quindi grande capacità di accumulare tale calore. La parete posteriore andrà a cedere, lentamente, il calore accumulato, per irraggiamento, alla stanza al suo interno. Oltre a questa soluzione che ritarda fortemente il tempo di escursione termica dell’esterno, tramite due aperture effettuate nella parete, in alto e in basso, si mettono in circolo dei moti convettivi d’aria, tali che l’aria calda, più leggera, tende ad entrare nella stanza dalla bocchetta superiore, spinta dall’ingresso dell’aria fredda, pesante, dalla bocchetta inferiore. L’aria fredda, una volta penetrata nella serra, si surriscalda di nuovo e il ciclo ricomincia. Nella stagione estiva le serre sono predisposte per aprirsi il più possibile, così da non surriscaldare la facciata, mentre la loro copertura diventa dispositivo di ombreggiamento, dal momento che il sole compie una parabola più ampia nella volta celeste e nelle ore più calde è più alto sull’orizzonte. Anche la copertura partecipa attivamente alla definizione di organismo edilizio passivo, cioè che richiede la minor energia possibile per il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti, ricavando il più possibile le prestazioni attese dall’ambiente circostante. Parte delle coperture si configurano come giardini pensili, che hanno ovviamente grande mssa e formano un manto protettivo contro le dispersioni di calore. La restante porzione, che tra l’altro ospita collettori solari e pannelli fotovoltaici, si definisce come copertura ventilata con tutti i vantaggi che ne conseguono. In questo caso si crea uno spazio in cui possa filtrare l’aria tra il manto di copertura e l’isolamento sottostante, così da consentire che il surriscaldamento della superficie esterna possa innescare il moto ascendente d’aria nell’intercapedine, che sale così verso il colmo, aspirando aria dalla gronda. Con questo accorgimento si può diminuire notevolmente il calore trasmesso dal manto di copertura alla sottostante struttura, sia per effetto della ventilazione, sia perché non c’è diretto contatto fra gli elementi. Elementi attivi: soluzioni impiantistiche

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