© Rolando Pisuttu . Pubblicata il 03 Settembre 2009.
L’intervento progettuale proposto si pone come obiettivo la creazione e lo sviluppo dell’idea di unione fra gli spazi. L’idea deriva, infatti, dalla prima sensazione percepita dall’osservatore sulla piazza: stando su p.zza IV Novembre, ci si ritrova ad osservare p.zza R. Piras dal basso verso l’alto, come se i due spazi fossero centri di aggregazione separati. Il fronte in muratura che si affaccia sulla strada risulta come una barriera fisica e di separazione concettuale. La necessità di unire concettualmente e quindi fisicamente le due aree sarà lo spunto progettuale di partenza. Lo stato attuale evidenzia problematiche relative alla comunicazione tra gli spazi, alla scarsa funzionalità delle attività svolte attorno ai due centri, condizioni queste che sembrano oscurare le potenzialità delle due piazze. La finalità del progetto è dunque quella di portare i due piani alla stessa quota, rendendoli comunicanti ed identificandoli in un’unica filosofia architettonica. Gli spazi, ora separati dalla sede viaria principale (via Alghero) e dalla muratura perimetrale che delimita p.zza R. Piras, diventeranno idealmente uniti e senza vincoli comunicativi. Dalla nuova sistemazione proposta si origina quindi uno spazio polifunzionale coperto, di circa 60 mq, che riprende il percorso e le funzionalità della piazza, completando la riqualificazione dell’urbano. Un servizio aggiuntivo alle attività ricreative e sociali. La configurazione architettonica suggerita sarà ideale per ospitare eventi, manifestazioni e spettacoli. Maggiore importanza verrà data al sistema pedonale, accompagnato dal verde e dalle attività che faranno da cornice all’intero complesso, ma non mancheranno zone destinate ai parcheggi. Il pedone sarà l’attore protagonista del nuovo scenario, potrà vivere interamente il nuovo cuore di Montresta, partecipando attivamente alla vita del Paese. Gli edifici che circondano le piazze si trovano attualmente in uno stato di parziale degrado urbano, poco curati e, fatta eccezione per il monumento ai caduti, non si rilevano elementi di particolare pregio architettonico. Questa particolare situazione è la stessa che si percepisce nell’osservare le due piazze. Prive di sentimento, anche se con tanta storia alle spalle, sembrano non riuscire ad esprimere la loro importanza ed il loro valore artistico. Liberare gli spazi da questi vincoli sarebbe pertanto un valido input per la riqualificazione ed il ringiovanimento delle attività che, affacciandosi sulla “Nuova Piazza”, cercheranno una nuova giovinezza senza mai dimenticare la storia ed il passato che li ha caratterizzati. Gli edifici che si affacciano su quest’area si preparano ad accogliere nuove funzioni, diventando parte integrante del sistema urbano ed aumentando il valore del nuovo spazio ricavato dall’unione. Un unico centro di aggregazione, un’ “Unica Piazza” in cui saranno ben distinti i percorsi pedonali, veicolari, le aree di sosta, quelli destinati al verde ed ai parcheggi. Gli eventi potranno essere organizzati e vissuti liberamente nel medesimo ambiente, adatto ad ospitare ed accogliere in modo dignitoso quanti vorranno partecipavi. Questa unione sarà evidenziata da un leggero nastro che percorrerà il perimetro della piazza indicandone la congiunzione e quindi la consacrazione di un unico luogo al servizio dei cittadini di Montresta. Il nastro sarà attrezzato con delle sedute in legno, con del verde e con corpi illuminanti idonei a delimitare il perimetro all’imbrunire. Gli abitanti di Montresta ed i turisti saranno attratti da questo luogo in cui si respirerà uno stato di benessere psicofisico, adatto all’aggregazione e alla valorizzazione del lato umano dell’abitare. L’obiettivo sarà quello di Immagine 2 definire uno spazio sociale, nel recupero di una memoria e di una tradizione che a volte sembrano incerte, sottomesse dal traffico veicolare e da uno sfruttamento non sempre ragionevole delle risorse. La Nuova Piazza potrà diventare veicolo di una rinnovata e più intensa aggregazione sociale all’interno di Montresta: le attività quotidiane degli abitanti in primo piano, le feste e gli avvenimenti più attesi, così come la presenza del verde lungo tutto il perimetro e la rinascita dei fabbricati che si affacciano sulla piazza, potranno finalmente diventare elementi partecipi e armonici della vita del Paese. Nuove tipologie di arredo urbano andranno a completare e mettere in evidenza l’insieme degli spazi indicandone le diverse funzionalità: elementi di arredo urbano dai volumi puri come cilindri o parallelepipedi che svolgono il proprio compito in maniera rigorosa, ma senza sfidare l’importanza data al pedone. L’illuminazione sarà assicurata da semplici elementi a forma cilindrica, alti e snelli in acciaio inox che seguiranno ed evidenzieranno il perimetro anche nelle ore notturne. Il sistema pedonale sarà garantito e protetto dal traffico veicolare attraverso dissuasori in acciaio corten a forma di cubo. Sempre in acciaio corten saranno i cestini, anche se di forma cilindrica. Le panchine interne al perimetro, invece, saranno strutturate in granito e legno esotico e richiameranno quelle su misura utilizzate lungo il confine della Piazza. Nella scelta dei materiali ha prevalso l’utilizzo di quelli locali e caratteristici del luogo: per la pavimentazione è stata scelta una trachite grigia fiammata con superficie antisdrucciolo dal formato rettangolare; la pavimentazione sarà attraversata dalle direttrici dei coni visivi che indicheranno le tre prospettive più interessanti della Piazza. Questi “segni”, formati da apparecchi illuminanti da incasso a pavimento, saranno accesi nelle ore notturne, accentuando cosi l’idea che li ha generati. Le panchine, inoltre, saranno costruite in legno esotico (Teak) trattato per esterni e realizzate in due tipologie le prime seguiranno il perimetro della piazza e saranno realizzate su misura, mentre le altre, quelle più interne, saranno prodotti della linea Metalco e quindi realizzate in serie. Il nuovo spazio servirà non solo come elemento di presentazione delle maggiori opere architettoniche, tra cui la chiesa di San Cristoforo, ma anche quale veicolo d’illustrazione della periferia del Paese caratterizzata da un bosco che giunge fino al fiume Temo. Sarà il Nuovo Centro di Unione, sede delle organizzazioni e dei movimenti del Paese, dove poter promuovere e valorizzare il turismo locale. La natura selvaggia che circonda la borgata non dovrà essere un’entità separata, bensì dovrà confrontarsi continuamente con Montresta, con i loro abitanti e con i loro visitatori all’interno di queste nuove aree di aggregazione, attraverso le quali avrà la possibilità di essere valorizzata e sponsorizzata al visitatore.A completare l’opera dei murales, di cui uno dedicato alle artiste Grazia Deledda e Maria Carta, si suggerisce l’inserimento di due busti in bronzo rappresentanti la scrittrice e la cantante di cui si allegano le foto dei rispettivi calchi, realizzati dall’artista di Siligo Filippo Canu. Il collegamento e l’accessibilità alle due parti della piazza saranno infine garantiti da dolci rampe di accesso e dall’eliminazione di ogni tipo di barriera architettonica. La Piazza sarà articolata su un unico piano e la pavimentazione continuerà la sua funzione lungo i marciapiedi adiacenti così da eliminare, perfino in questi percorsi, qualsiasi tipo di ostacolo architettonico. In ultimo, la progettazione ideata e qui proposta consentirà una manutenzione estremamente semplice e gestibile dell’intera area, sia dal punto di vista economico che tecnico, in quanto gli elementi di arredo urbano sono realizzati in serie dall’azienda Metalco. L’unico elemento su misura è rappresentato delle panchine, create in legno esotico e che seguiranno il perimetro della Piazza, ma saranno comunque ideate con elementi modulari in serie e quindi facilmente sostituibili ed intercambiabili.
© Rolando Pisuttu . Pubblicata il 03 Settembre 2009.
© Rolando Pisuttu . Pubblicata il 03 Settembre 2009.
© Rolando Pisuttu . Pubblicata il 03 Settembre 2009.
© Rolando Pisuttu . Pubblicata il 07 Settembre 2009.
© Rolando Pisuttu . Pubblicata il 07 Settembre 2009.
© Rolando Pisuttu . Pubblicata il 07 Settembre 2009.
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