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Pomarance. Fraz. Montecerboli (PI), Italia - Concorso - Luglio 2009
Paolo Cogotti
Parco pubblico attrezzato nella frazione di Montecerboli. Pomarance
Progetto partecipante del concorso: Parco pubblico attrezzato nella frazione di Montecerboli. Pomarance
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Pubblicato il 04 Settembre 2009

Inquadramento territoriale e individuazione delle matrici del progetto

La Valle del Diavolo è tagliata in due dal piccolo torrente Possera che separa due realtà tra loro al tempo stesso simili e diverse, vicine e lontane: da una parte il borgo medievale di Montecerboli dall’altra le strutture industriali di Larderello e il villaggio residenziale sorto negli anni Sessanta, uno degli esempi più significativi di questo tipo di realizzazione urbanistica. La Valle custodisce perciò nel suo seno aspetti diversi: dal paesaggio aspro ed aperto alle memorie del passato medievale alle installazioni industriali che quasi ci proiettano nel futuro. L’idea progettuale prende avvio dall’analisi del territorio di Montecerboli e della Valle, traendo spunti dagli elementi più significativi, sia del passato che della storia più recente legata allo sfruttamento dell’energia geotermica. Dall’analisi della cartografia del Catasto Leopoldino, si sono individuati i percorsi nella campagna che mettevano in collegamento il borgo medievale di Montecerboli con la fabbrica di borace, dove attualmente è situato l’impianto geotermico di Larderello. Tra questi uno in particolare si è ritenuto possa essere recuperato, per creare, a livello territoriale, una connessione privilegiata tra l’area di progetto e la zona sportiva di Larderello e di tutto il parco geotermico dove è presente il Museo della Geotermia. Tale percorrenza dovrà essere organizzata in modo da poter agevolare la percorribilità pedonale e ciclabile, con aree dedicate alla sosta, sfruttando anche la vicinanza del torrente Possera, per creare un sistema di parco a livello di territorio. Il progetto nelle sue forme asseconda l’orografia del luogo, attraverso l’introduzione di terrazzamenti che nelle loro geometrie rimandano alle tubazioni che corrono per le campagne limitrofe, le quali caratterizzano le visuali del territorio. La distribuzione planimetrica delle funzioni è regolata da un ritrovato asse territoriale orientato sulla pianta della Pieve di San Cerbone, assunta come manufatto significativo di tutta l’emergenza architettonica rappresentata dal borgo medievale. Tale operazione crea un legame tra l’organizzazione spaziale del parco ed il tessuto urbano di Montecerboli, il quale si confronta ed è ordinato in relazione all’antico borgo. Ortogonalmente a questo asse principale, il progetto ne individua un altro che rappresenta il collegamento privilegiato di tutte le parti dell’area di progetto: dalla scuola primaria a monte fino al nuovo ingresso dotato di parcheggio nell’area più a valle, collegando la zona residenziale di Montecerboli con tutti i vari livelli del parco, per poi continuare nella campagna, nell’antico percorso, fino a congiungere l’area sportiva di Larderello e del parco geotermico. Inoltre questo collegamento ha l’importante funzione di mettere in diretta relazione il complesso scolastico in via Manzoni con l’area del nuovo parco, il quale potrà di conseguenza agevolmente sfruttare gli spazi a verde per il gioco e le manifestazioni all’aperto e le strutture sportive del parco, per l’ulteriore sviluppo delle proprie attività extradidattiche. Descrizione dell’intervento progettuale

Il progetto a livello planimetrico organizza i propri spazi sulla base di alcune considerazioni legate ai sistemi delle visuali privilegiate, all’accessibilità all’area di intervento e al sistema del verde esistente.

Sistema delle visuali privilegiate

Il terreno digradante verso sud, crea naturalmente un fronte di affaccio verso la Valle. L’analisi del luogo ha individuato due coni visivi privilegiati: uno verso la Valle e le torri di raffreddamento delle centrale geotermica, delimitato a ovest da una barriera visiva costituita dalla vegetazione compatta della collina e ad est dal borgo medievale; l’altro privilegia la vista verso il borgo stesso.

Sistema del verde

La progettazione è tesa al mantenimento delle alberature esistenti da integrare a quelle di progetto, tenendo in considerazione per le loro piantumazioni alle visuali privilegiate di valore paesaggistico. Nell’introduzione delle nuove alberature si è tenuto conto delle specie arboree presenti e per il mantenimento di una unità visiva riconoscibile e coerente alle preesistenze, si sono utilizzate le stesse specie: il cipresso per segnare gli assi visivi, il pino domestico, la quercia, la roverella, il frassino, ecc…

Sistema dell’accessibilità all’area

Forti elementi di organizzazione spaziali dell’area sono legate alle scelte sull’accessibilità al parco sia veicolare che pedonale. L’ingresso veicolare principale è stato individuato nella parte più a valle, alla quota di 348/349 m slm, in primo luogo per l’esistenza del collegamento viario esistente col paese, e poi per la conformazione pianeggiante dell’area interessata dalla nuova zona per la sosta veicolare. A monte viene sfruttata un’area di sosta già esistente, da riqualificare, che però è utilizzata anche per l’area residenziale limitrofa, dal quale è ritrovato un accesso privilegiato con la zona dell’anfiteatro, in modo da facilitare il trasporto delle attrezzature necessarie per l’organizzazione di eventi e manifestazioni. Dal nuovo parcheggio una rampa permette l’accesso alla zona attrezzata a supporto delle attività di ristoro e sportive. Gli accessi pedonali al parco sono molteplici: il principale di progetto da via Manzoni (in prossimità della scuola) mette in collegamento la zona residenziale di Montecerboli con le varie parti del parco poste alle diverse quote, fino al parcheggio. Gli altri accessi sono quelli già esistenti, ovvero dal piccolo parcheggio di via della Casa, in prossimità dell’antico podere, e dalla testata di via Manzoni. Il progetto, mantenendo inalterata la posizione dell’anfiteatro, sia delle gradinate a verde degli spalti che dello spazio dove svolgere le manifestazioni, ha preso avvio dall’intento di sfruttare e consolidare l’orografia del versante collinare per la parte più interessata dal verde ed organizzare gli spazi per le attività sportive e di ristoro nell’area sottostante, in un’area intermedia tra il fronte collinare ed il parcheggio, individuando quasi due parti distinte: una più “naturale” ed una più “disegnata”. Tema principale dell’intervento è la nuova piazza circolare, posta a quota 353 m slm, al cui al centro trova posto una grande fontana attorno alla quale sono attestate le funzioni peculiari del progetto: il blocco funzionale dei servizi, i campi di calcetto, di tennis e di tiro con l’arco, tutti tra loro indipendenti. La piazza, in asse con la pieve di San Cerbone, ha la duplice funzione di divenire uno spazio di ritrovo per la comunità ed al tempo stesso essere utilizzata come pista di pattinaggio. Tale spazio domina la vista verso la valle ed è reso fruibile dai servizi che vi si affacciano. Tutte le attività di carattere funzionale sono insediate in un manufatto edilizio quasi ipogeo. Sfruttando le pendenze del terreno si è pensato ad un edificio del quale si percepisce solo il fronte con copertura integrata nel verde, nel quale trovano posto il bar con i locali dedicati alla preparazione dei pasti, i servizi igienici per i fruitori, gli spogliatoi delle attrezzature sportive. Di fronte al bar una grande pedana offre l’opportunità di portare all’esterno le attività di ristoro per l’allestimento degli eventi eno-gastronomici e delle Sagre (la “Merenda dei vignaioli, il “Congio Montecerbolino“, “Arcieri in festa”, ecc…). In questa area è collocato il nuovo campo di calcetto ed il campo per il tiro con l’arco, i quali avranno le adeguate delimitazioni e illuminazione per svolgere l’attività sportiva in sicurezza anche nelle ore serali. Alla quota sottostante, in adiacenza al parcheggio e separato dal percorso pedonale, è collocato in campo da tennis attrezzato con una piccola tribuna, che serve anche da collegamento alla zona superiore, e un piccolo blocco edificato che accogli i servizi igienici ed un deposito attrezzature. In testata al percorso si trovano le preesistenze dei vecchi lavatoi ormai in disuso. Per un loro corretto recupero applicando i principi filologici del restauro architettonico, bisognerebbe essere in possesso di una documentazione storica approfondita, per definirne meglio le antiche forme. All’attuale livello di progettazione se ne è considerato il recupero, organizzando un’area di sosta e trasformando i lavatoi in una fontana che rimane per la sua posizione la “porta” d’ingresso pedonale all’area di progetto. L’area più propriamente destinata a parco è disposta sul versante della collina. Al fine di una fruizione più facile ed all’abbattimento delle barriere architettoniche, di sono progettati dei muri a retta per creare dei terrazzamenti tra loro collegati da un percorso continuo che si articola attraverso delle rampe e mettendo in collegamento tutte le parti del parco con la zona dell’anfiteatro. I terrazzamenti saranno attrezzati con sistemi di seduta protetti dalle alberature. Nelle terrazze più a monte, in prossimità del parcheggio esistente e conseguentemente di più facile accessibilità da parte di persone anziane che accompagnano i nipoti o mamme con il passeggino, trova posto l’area del parco dedicata ai bambini, attrezzata con giochi provvisti di pavimentazioni di sicurezza. Per quanto riguarda l’anfiteatro si è previsto un ripristino delle strutture presenti, non prevedendo delle strutture fisse, per due ragioni. La prima per non ostacolare le viste verso il borgo e la valle, e successivamente per non limitare le tipologie di manifestazioni che vi si potrebbero svolgere e che possono richiedere di volta in volta strutture particolari.

Materiali e sostenibilità del progetto

Le percorrenze Per quanto riguarda i materiali impiegati nella progettazione, si è adottato innanzitutto il principio di limitare il più possibile l’utilizzo di pavimentazioni; questo ha portato a non definire le percorrenze nel parco mediante precisi percorsi, ma di lasciare sulle superfici inerbite libertà di movimentazione da parte dei fruitori. L’unico percorso pavimentato è quello principale caratterizzato dalle scale di accesso ai diversi livelli, realizzate in c.a. a vista. Questa scelta è legata ad un suo uso in ogni condizione di tempo: per questo percorso si è scelto di utilizzare tavolati lignei, opportunamente trattati per l’uso esterno, sia per gli spazi di camminamento che per quelli di sosta. Lo stesso materiale è utilizzato per la pavimentazione della grande pedana posta di fronte al bar ed ai locali predisposti alla preparazione dei pasti. Si è pensato inoltre di utilizzare nella progettazione materiali eco-logici ed eco-compatibili, di facile reperimento e manutenzione, ma soprattutto reimpiegabili. L’area destinata a parcheggio è realizzata in ghiaia. La piazza e pista di pattinaggio La piazza, per il suo utilizzo anche come pista di pattinaggio, deve offrire una superficie priva di fughe e quindi è realizzata in composito di cemento che potrebbe essere pigmentato per ottenere una colorazione o disegni particolari. I muri dei terrazzamenti Costituiscono le opere di più impatto dell’intero progetto. Per la loro realizzazione si è pensato, applicando i principi della bioarchitettura, ai sistemi in gabbioni a maglia metallica riempiti con pietrame locale a secco. Tali opere di sostegno offrono l’opportunità di inserire lungo i muri delle tasche vegetative al fine di estendere anche in verticale la vegetazione e ridurne l’impatto visivo. Inoltre essendo un sistema di muratura a secco, ciò garantisce un adeguato drenaggio del terreno. Per avere un’omogeneità visiva delle opere di progetto anche le murature in vista dei manufatti edilizi saranno rivestiste simulando i muri a gabbioni con pietre a secco.

L’illuminazione Il sistema di illuminazione è di due tipi: dei pali con steli luminosi per illuminare le aree più estese;

sistemi di illuminazione da integrare alle pareti verticali per illuminare i percorsi, le aree a verde dei terrazzamenti.

Risparmio energetico e idrico

L’area di intervento per la sua naturale esposizione a sud, si presta al reperimento di zone per il collocamento di sistemi fotovoltaici per l’approvvigionamento di energia elettrica per il fabbisogno della struttura del parco. Il progetto, per gli studi specialistici occorrenti, non determina zone specifiche, ma lascia aperto ogni possibilità di approfondimento in fase di ulteriore definizione progettuale. Per quanto concerne lo sfruttamento ed il riutilizzo delle risorse idriche presenti, il progetto prevede la raccolta delle acque piovane di infiltrazione nel terreno, mediante sistemi di drenaggio posti al piede dei muri a retta per recuperare l’acqua per approvvigionare la cisterna posizionata sotto la piazza, utilizzabile per il funzionamento della fontana e per essere impiegata nel sistema di irrigazione del parco. Il progetto inoltre prevede di convogliare il ruscello che attraversa l’area di progetto per alimentare i vecchi lavatoi.

Capogruppo
Paolo Cogotti
Immagini (11)
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Tav 01 Inquadramento territoriale
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Tav 02 Planimetria generale
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