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© Boeri Studio (Stefano Boeri, Gianandrea Barreca, Giovanni La Varra) . Pubblicata il 01 Giugno 2004.
A Caserta, la graduale dismissione dell’area militare del Macrico, iniziata negli anni novanta, ha liberato, a poche centinaia di metri da piazza Carlo III e dalla Reggia Borbonica uno spazio di 33 ettari, che rappresenta una occasione unica per lo sviluppo della città e dell’intera area metropolitana.
Reggia MACC - Click sull'immagine per ingrandire
© Boeri Studio (Stefano Boeri, Gianandrea Barreca, Giovanni La Varra) . Pubblicata il 01 Giugno 2004.
Un muro continuo lungo oltre due chilometri separa questa ampia area in abbandono dalla vita quotidiana dei casertani.
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© Boeri Studio (Stefano Boeri, Gianandrea Barreca, Giovanni La Varra) . Pubblicata il 01 Giugno 2004.
L’area del Macrico, attualmente occupata da costruzioni militari, caserme, officine, depositi di mezzi meccanici per un totale di oltre 500.000 mc, è per lo più sconosciuta ai cittadini di Caserta.
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© Boeri Studio (Stefano Boeri, Gianandrea Barreca, Giovanni La Varra) . Pubblicata il 01 Giugno 2004.
Tra i depositi e le caserme, una fitta vegetazione spontanea di siepi e alberi ad alto fusto sembra già oggi anticipare quello che sarà il futuro del nuovo Macrico, destinato a diventare un grande parco urbano per la città di Caserta.
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© Boeri Studio (Stefano Boeri, Gianandrea Barreca, Giovanni La Varra) . Pubblicata il 01 Giugno 2004.
Il futuro dell’area del Macrico è di diventare un parco con grandi aree boschive, radure, prati, giardini con essenze mediterranee ed esotiche.
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© Boeri Studio (Stefano Boeri, Gianandrea Barreca, Giovanni La Varra) . Pubblicata il 01 Giugno 2004.
Il Parco del Macrico sarà una grande area verde attorno alla quale si andranno ad insediare spazi ed edifici con funzioni di eccellenza, con l’obiettivo di creare un nuovo polo di riferimento per l’arte, la cultura, il turismo e il tempo libero per la Regione Campania e per l’area metropolitana di Caserta.
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© Boeri Studio (Stefano Boeri, Gianandrea Barreca, Giovanni La Varra) . Pubblicata il 01 Giugno 2004.
Il nuovo grande Parco Urbano di Caserta di 33 ettari – pari circa a tre volte piazza Carlo III – svolgerà una molteplicità di ruoli, sia a scala della città che a quella del territorio.
Logiche - Click sull'immagine per ingrandire
© Boeri Studio (Stefano Boeri, Gianandrea Barreca, Giovanni La Varra) . Pubblicata il 01 Giugno 2004.
Il parco del Macrico avrà innazitutto una valenza urbana, perchè diventerà un nuovo polmone verde di connessione tra il centro storico di Caserta e i quartieri della città moderna.
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© Boeri Studio (Stefano Boeri, Gianandrea Barreca, Giovanni La Varra) . Pubblicata il 01 Giugno 2004.
Ma il parco del Macrico avrà anche una valenza a scala territoriale, diventerà un punto di riferimento per quella popolazione di 600.000 abitanti che da Capua a Maddaloni, compresa l’area aversana, gravita sulla città di Caserta.
Viabilità - Click sull'immagine per ingrandire
© Boeri Studio (Stefano Boeri, Gianandrea Barreca, Giovanni La Varra) . Pubblicata il 01 Giugno 2004.
Inoltre, il parco del Macrico sarà uno straordinario volano per potenziare e organizzare i flussi turistici nazionali e internazionali su Caserta. Il turismo che oggi si rivolge solo alla Reggia, potrà in futuro contare su un altro importante polo di attrazione artistica e culturale, valorizzando così l’intero centro storico e, in prospettiva, il recupero ambientale delle cave.
Il Parco del Macrico avrà un disegno unitario e sarà organizzato secondo tre tipi di spazi attrezzati:
- le bande vegetazionali
- Il grande occhio del MACC
- l’isola dei pini.
1. Le bande vegetazionali
Ogni banda, disposta in direzione est-ovest, ospiterà un particolare gruppo di essenze e piantumazioni e una prevalenza di attività compatibili con il verde, in modo da suggerire modi diversi di usufruire dello spazio aperto, dei boschi, dei prati.
Tra le tre principali bande, si alterneranno fasce di verde più ristrette, comprendenti macchie di essenze di erba mediterranea e di alberi da frutta.
1.1 La banda sportiva: l’hangar dello sport e gli spazi per le attività agonistiche
La banda vegetazionale posta a nord, conterrà prevalentemente spazi sportivi: campi, piste e palestre sia all’aperto che coperti, in parte pubblici e in parte gestiti da società sportive. Macchie di lecci si alterneranno ai nuovi spazi sportivi, costituendo così, insieme al contiguo stadio, un nuovo distretto per lo sport di interesse metropolitano e regionale.
1.2 La banda dei servizi: la casa della Città aperta ai cittadini
La banda centrale del Parco ospiterà sul lato di via Unità d’Italia la Casa della Città e un albergo. Nei due edifici della Casa della Città saranno ospitate le funzioni di rappresentanza come la nuova grande sala consiliare dell’amministrazione comunale e le attività aperte al pubblico degli utenti del Comune.
1.3 La banda dell’abitare: le case-studio nel bosco di querce
La banda più a sud sarà prevalentemente coperta da una bosco di querce da sughero.
Al suo interno, affacciate su via Sud-piazza d’Armi, tre volumi sospesi dal suolo ospiteranno spazi per la residenza temporanea di artisti e studenti, oltre che laboratori per l’arte e l’artigianato.
2. Il MACC – Museo d’Arte Contemporanea di Caserta
Su via Unità d’Italia, poco sopra il Monumento ai caduti, nascerà un nuovo luogo centrale per Caserta e la regione Campania.
Il MACC – Museo d’Arte Contemporanea di Caserta – sarà un laboratorio per la produzione, la diffusione e la fruizione dell’arte contemporanea.
Ma soprattutto il MACC sarà il fulcro di una rete internazionale di scambi culturali, di esposizioni, di circolazione di opere e idee nel mondo dell’arte contemporanea, spingendo Caserta a acquisire un ruolo nella rete delle città d’arte nel mondo. Una mèta obbligata per il turismo culturale che già gravita attorno alla reggia.
3. L’isola dei pini
L’anello degli ulivi
Al centro del Parco, tra le diverse bande vegetazionali, un grande bosco di pini domestici sarà perimetrato da un percorso pedonale e ciclabile piantumato ad ulivi, di larghezza variabile dai 6 ai 12 metri.
L’anello degli ulivi disegnerà un circuito ampio quanto quello che oggi delimita piazza Carlo III.
Un’isola al centro del Parco
All’interno del grande bosco centrale non vi saranno funzioni e attività specifiche. I grandi pini domestici – alti fino a 15 m – costituiranno sotto le loro fronde una grande spazio aperto e permeabile alla vista. Il bosco diventerà così un nuovo grande spazio collettivo per la città di Caserta; un luogo dove incontrarsi, giocare, preparare il pic nic.
Quando le chiome dei pini domestici si saranno infittite, si realizzarà un ambiente di circa 12 ettari di ombra, un tetto verde sotto il quale riposarsi ed oziare, un luogo dove estraniarsi dalla frenesia e dai rumori della città.
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