© Alessandro Cariello . Pubblicata il 14 Settembre 2009.
L’area di intervento interessa parte di un grande vuoto urbano oggi adibita a parco. Il progetto intende conservare la presenza dell’area verde potenziandola con l’inserimento del nuovo programma funzionale posizionato al di sotto della superficie vegetale che, come un tappeto, lo ricoprirà quasi completamente. L’involucro completamente vetrato e la presenza di quattro grandi patii rende completamente permeabile l’edificio, esaltando la continuità tra l’ambiente e gli spazi interni: alcun diaframma o recinto segna un limite fisico o di senso tra scuola e città. La scuola ha un rapporto osmotico con l’esterno: apprendere direttamente dalla realtà era uno dei fondamentali requisiti che, secondo la psico–pedagogista Maria Montessori, l’istruzione infantile necessitava. L’alternanza delle stagioni con i loro differenti colori, con le loro differenti caratteristiche climatiche, con i loro differenti “protagonisti” divengono materiale didattico cosi come qualsiasi materiale didattico generico. L’articolazione dello spazio interno fornisce uno scenario ludico e liquido, composto da nuclei costruiti da pannelli translucidi (le aule) e nuclei cavi che ospitano i servizi e la struttura. L’edificio ha due livelli, di cui quello superiore è dedicato alle aree amministrative e quello basso agli spazi dell’apprendimento; gli spazi comuni e di ristoro sono centrifugati verso l’esterno per massimizzare lo scambio con l’esterno. L’edificio è una macchina altamente flessibile. Diviene, quindi, rilevante l’asse ‘tempo’, lungo il quale immaginiamo un’architettura che lavora come un sistema vivo, liberato dalla stati di immagini finali ed immutabili. Sono due le dimensioni temporali della flessibilità; la prima insegue le esigenze sempre differenti dell’apprendimento: la possibilità di modificare la configurazione delle aule per ‘colonizzare’ la facciata e guardare direttamente all’esterno, di unire più aule per attività comuni, di appropriarsi dei patii interni in quanto luogo sicuro e controllato di gioco all’aperto. Tale grado di flessibilità ha una dimensione quasi giornaliera: attraverso uno sforzo minimo l’insegnante può decidere quale deve essere la configurazione dell’edificio confacente alla docenza. Una dimensione più dilatata nel tempo insegue l’esigenza di utilizzare l’edificio, nel futuro, anche per altri programmi molto differenti dalla scuola: centro civico, museo, culto, uffici. Il sistema tecnologico a pannelli giuntati soddisfa questa esigenza, supportata da un adeguato sistema impiantistico che segua da vicino tali necessità.
© Alessandro Cariello . Pubblicata il 14 Settembre 2009.
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