© Cecchi & Lima Architetti Associati . Pubblicata il 24 Settembre 2009.
Il progetto si basa su alcune riflessioni: sia quelle sul valore contemporaneo dello spazio pubblico, sia quelle sulle ‘materie’ del contesto specifico. Gli argomenti principali sono: la mutevolezza dell’esperienza percettiva dello spazio, sempre più pervaso da flussi di mobilità e di comunicazione e la possibilità di ritrovare nel sito elementi che possono partecipare alla costruzione di un nuovo significato. La strategia di progetto è quella di operare secondo una manipolazione controllata del sito, pensando allo spazio come palinsesto sovraccarico di molteplici scritture, cioè un paesaggio urbano in cui gli usi e i segni, gli strati e i materiali, l’intensità del movimento, e il desiderio di tranquillità, concorrano tutti insieme alla formazione di un luogo. Questo spazio, che oggi appare confuso, sconnesso e opaco, si aprirà con il progetto all’esperienza della complessità e della varietà, caratteri giudicati positivi del vivere quotidiano. La seconda fase di concorso declina i temi e i modi descritti già nella prima fase rappresentandoli nella loro fattualità attraverso le operazioni sul suolo e l’invenzione di specifici dispostivi spaziali. Il suolo Il suolo è composto di tre strati: • Il primo, più profondo, è quello ‘abitato’ della stazione e delle linee di metropolitana, • IIl secondo contiene le reti impiantistiche e lo spessore utile per la messa a dimora degli alberi, • IIl terzo configura la superficie della piazza e dei tracciati viari. La piazza è una superficie leggermente incurvata e disposta secondo l’orientamento privilegiato nel progetto e ha una monta massima di 43 cm sulla quota della strada. L’incisione sulla piazza dei tracciati viari Anguissola e Antonello da Messina determina quote variabili nei punti di intersezione cosicché la superficie della piazza, per raggiungere il piano veicolare, deve ripiegarsi secondo modalità diverse: con un doppio gradino in prossimità dell’incrocio, con le rampe necessarie sui passaggi pedonali, con un singolo gradino nei punti più lontani dall’incrocio. Le quattro parti della piazza, giacendo sull’unica superficie curva, saranno percepite come parti di un unico suolo continuo. Tale percezione è rafforzata anche da: • Il disegno prodotto dalla proiezione sul suolo del tracciato a spirale ideato per il progetto, • Il disegno della pavimentazione. Con il primo si perimetrano i bordi, si incidono le superfici, e si traccia al suolo un ricamo di punti luminosi che al tramonto si accendono per restituire, anche di notte, la continuità fra le parti (i punti luminosi sono incassi a terra con led di un W ogni m. 1,50). Inoltre la traiettoria a spirale delimita sulla pavimentazione a spirale delimita sulla pavimentazione un settore a forma di luna circolare, il volume si solleva fino alla quota di 45 centimetri come per azione della forza attrattiva del movimento (Il sollevamento è evidenziato da una linea di luce portata da fibra ottica). Il disegno della superficie pavimentata (esclusi i marciapiedi, in continuità con il bordo edificato, previsti in cemento trattato antisdrucciolo) è formato da un sistema di fasce di pietra (serizzo grigio) alternate ad altre larghe 50 cm. L’orientamento delle fasce è quello delle linee guida dell’intero progetto: lastre di pietra bianca del Carso interrompono le fasce di pietra grigia secondo un disegno di progressivo addensamento verso l’incrocio accentuando così la connessione fra le parti. Dispositivi spaziali Questi sono unità architettoniche di piccola scala: gli accessi alla metropolitana, il luogo di sosta tra le vie A. da Messina e P.A. Trivulzio ed, inoltre, la fontana, la copertura e le alberature. Accessi alla metropolitana Quali elementi di transizione tra lo strato sotterraneo e il suolo, rappresentano il legame in evidente con l’intera città. Il progetto fissa per questi un ‘tipo’ che consente numerose variazioni in funzione della posizione e dei significati ottenibili. Il ‘tipo’ messo a punto comprende elementi fissi e variabili secondo combinazioni programmate nel progetto. Gli elementi fissi sono i tre piccoli portali in acciaio e la copertura di canali di lamiera alternati al vetro piegata ad angolo retto che forma la parete di fondo opposta all’ingresso della scalinata. L’elemento variabile sui lati lunghi declina il tema della superficie-diaframma. Questa è di vetro e varia nei moduli verticali per dimensione, spessori e nei gradi di trasparenza delle superfici, l’altra è di vetro serigrafato con immagini tratte dal mondo vegetale. In questo caso si ottiene un muro luminoso spesso 20 cm a vari gradi di opacità che partecipa al sistema di illuminazione della piazza e, come una scatola magica, proietta sulle sue superfici alberi, foglie e cespugli (all’interno di questa intercapedine apparecchi a ioduri metallici di 70W). Altre variazioni sono date, nel tempo, con la sostituzione di pannelli comunicativi ai moduli di vetro della parte diaframma. Il progetto fissa al 50% la superficie massima sostituibile. Il luogo di sosta sull’angolo A. da Messina-Pio A. Trivulzio È un interno attraversabile dal percorso pedonale. La parete diaframma prosegue idealmente il giardino privato lungo la via A. da Messina e con l’incisione al suolo, le sedute, il pannello informatico e i nuovi alberi, dà al luogo carattere di giardino. capogruppo: Vincenza Lima
© Cecchi & Lima Architetti Associati . Pubblicata il 24 Settembre 2009.
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