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Chiasso, Switzerland

Concorso per una palestra doppia a Chiasso

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La palestra è collocata tra il nuovo “campus” culturale ed il quartiere delle scuole. Essa deve essere un elemento di collegamento tra le due parti di città, non di separazione. Il volume è stato parzialmente interrato, per ridurne l’impatto, e l’ingresso è stato collocato lungo il percorso che mette in comunicazione il “campus” con la piazza alberata. La lunga vetrata dell’ingresso si piega, per favorire la relazione, anche visiva, tra la spazio del campus e quello della piazza, la cui alberatura proponiamo di estendere per farne il luogo centrale del quartiere delle scuole. La copertura a shed, oltre che essere funzionale all’illuminazione della palestra, evita alla sua volumetria di assumere il carattere “scatolare” che spesso distingue le palestre. Per il posteggio delle biciclette, la tettoia in aggetto prevista sul fronte nord supplisce alla demolizione di quelle esistenti.

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“Untitled”, di Donald Judd, è esposta sulla terrazza per illustrare il senso di questo spazio, finalizzato ad integrare le funzioni puramente ginniche della palestra con le altre attività sociali, che caratterizzano una aggiornata attività didattica. La terrazza è uno spazio polifunzionale che può essere utilizzato per incontri, mostre, feste ed altre iniziative di relazione tra le scuole e la città.

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La terrazza è direttamente accessibile dal parterre esterno, ed è la sua estensione coperta. I servizi della palestra sono collocati al piano interrato, il loro spazio di disimpegno prende luce dalla vetrata dell’ingresso, attraverso la depressione situata intorno alle scale. Una piattaforma elevatrice favorisce l’accesso ai motulesi. Gli spogliatoi sono distribuiti in modo da separare il percorso “sporco” di accesso, dall’area “pulita” delle attività. La trave doppia consente l’alloggiamento della separazione mobile tra i due spazi della palestra. La parete attrezzata (roccia artificiale, pertiche, quadri, ecc.) è prevista sul fondo, al di fuori dei limiti dei campi di gioco, e può essere occultata da pareti mobili di arredo.

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I serramenti a shed rivolti a nord dotano la palestra di illuminazione naturale ottimale. La lunga vetrata dell’ingresso, rivolta a sud, illumina la terrazza e lo spazio di disimpegno dei servizi.

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piano palestra +230.92 m

Il rivestimento esterno di rame ossidato artificialmente (in scandole sulle pareti verticali ed in lastre sul tetto) vuole assicurare la durata nel tempo e l’assenza di costi di manutenzione. Il particolare colore verde arricchisce la gamma cromatica degli altri fabbricati, lasciando al Max Museo la preminenza nel paesaggio cittadino, determinata dal suo materiale traslucido e brillante, oltre che dalla facciata luminosa. Tutti i pavimenti, salvo quello del campo di gioco, sono previsti in beton, i serramenti in metallo, le pareti perimetrali in beton a vista.

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planimetria

La struttura corrisponde al concetto spaziale, è tripartita da travi in cemento armato, che delimitano le due palestre e la terrazza, ed è coperta da una orditura in acciaio con profilati laminati e lamiere grecate fonoassorbenti. La fondazione è a platea, con muri e solette in cemento armato. La presenza delle falda freatica, verificata nell’episodio eccezionale del 2002, condiziona il progetto imponendo l’ottimizzazione delle quote sulla base di ulteriori approfondimenti, così da garantire la necessaria sicurezza contro il galleggiamento dell’edificio.

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piano +234.32 m

L’impermeabilizzazione delle parti interrate è concepita per assicurare la tenuta stagna contro l’acqua in pressione, dovuta all’escursione massima della falda. È prevista la posa di un doppio manto di teli al bitume polimero, protetto con malta. Con le quote indicate dal bando, l’esecuzione del progetto é possibile senza abbassamento della falda.

Il piano schematico della struttura illustra il concetto, senza indicarne i dettagli. La platea è dimensionata per sopportare gli sforzi generati dal livello massimo della falda. I muri perimetrali sono realizzati in cemento armato con uno spessore di 25 cm. Le palestre sono delimitate da travi, pure in cemento armato, ed hanno la struttura di copertura composta da travi in acciaio, poste nella direzione della larghezza, e lamiere grecate. Gli shed sono quindi dei semplici serramenti di chiusura. La doppia trave che delimita le palestre è chiusa sulla sua parte superiore da una tavola di compressione, pure in cemento armato. La copertura dell’area della terrazza è tipologicamente simile a quella delle palestre, con travi in acciaio posate nella direzione opposta, perpendicolare alla parete di ingresso.

Il progetto adempie ai requisiti Minergie, con particolare riferimento ai seguenti elementi: - isolazione termica di pareti, tetto e pavimento secondo gli spessori indicati, in prima ipotesi, sui piani; - impianto di resa del calore a bassa temperatura; - impianti di ventilazione controllata per la palestra e separatamente per gli spogliatoi; - produzione di acqua calda sanitaria con collettori solari (almeno il 20% del fabbisogno di acqua calda viene prodotto quindi con energia rinnovabile), a meno che questo compito venga direttamente assolto nella esistente centrale termica a distanza; - illuminazione secondo le esigenze SIA 380/4; - obiettivo generale: fabbisogno energetico per riscaldamento, elettricità e ventilazione inferiore a 25 kWh/m2. La corretta definizione degli spessori e dei materiali isolanti risulterà solo dal bilancio energetico, che verrà allestito in una fase successiva, quando saranno meglio definiti gli aspetti tecnici legati, per esempio, alla produzione di acqua calda sanitaria.

La superficie ed il costo sono leggermente superiori al minimo previsto, per via dello spazio della “terrazza” che costituisce una qualità aggiuntiva. Il costo determinato dal dimensionamento e dalla impermeabilizzazione della platea di fondazione, è compensato dalla minore superficie dei fronti fuori terra. Inoltre, l’adozione della copertura metallica è motivata dalla sua economicità, superiore a quella delle coperture in cemento e di quelle in legno.

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