La casa è stata realizzata a Poggio dei Pini, un vasto insediamento residenziale extra-urbano a bassa densità, di elevato valore paesistico, a circa 15 km. da Cagliari, inglobando una preesistenza costituita da un piccolo elementare corpo monopiano.
Nel progetto viene marcata la virtuale divisione tra giardino architettato (attraverso il quale avviene l’accesso alla casa) e verde naturale (caratterizzato dalla presenza di macchia e frutteto), ponendo il fabbricato stesso a segnare il passaggio tra le due parti. Questa idea del rapporto tra edificio e giardino ha informato la definizione del nuovo corpo di fabbrica e del suo attacco a quello preesistente, dando luogo a un fronte che definisce il verde naturale e, contemporaneamente, rende esplicito l’attraversamento, il percorso che dal giardino costruito, passando per lo spazio domestico, arriva al verde naturale.
E’ chiara pertanto l’importanza che assume l’asse di attraversamento, e la necessità di articolarlo, prolungandolo all’esterno con le sistemazioni a terra e incernierandolo, all’interno, su uno spazio singolare come la serra. Questa, punto di accumulo e di mediazione, molteplice negli usi e importante dal punto di vista distributivo, definisce il rapporto tra le due parti della casa. Il corpo a valle, confermando con le quote di spiccato quelle del terreno ed essendo definito da una copertura che ripropone specularmente la geometria del corpo preesistente, dà luogo a un doppio livello su uno spazio a doppia altezza.
Nei volumi, stereometricamente definiti, la consistenza muraria è rafforzata dal rapporto tra pieni e vuoti, tra superfici compatte e scansione delle aperture, oltre che dall’impiego della pietra portante a faccia vista, dove i ricorsi orizzontali alternano differenti tonalità e grana della materia.