© Sandro Rolla . Pubblicata il 24 Settembre 2009.
“Piazza Parrocchiale Il progetto di concorso prevede la realizzazione di un grande spazio pedonale legato alla chiesa che per carattere e definizione di limiti si rivolge verso gli spazi aperti di contesto. In tal modo si sottolinea l’unica presenza volumetrica e architettonica significativa dello spazio, la chiesa appunto, attraverso una relazione diretta, ma nello stesso tempo si disegnano i limiti come ulteriori spazi aperti gerarchizzati nei loro usi.Il grande spazio così ottenuto è pressochè vuoto, con pochi elementi che per posizione e significato diventano loro stessi “architetture” che organizzano e disegnano il luogo.In tale contesto anche i materiali si identificano per la loro essenzialità: la pietra in blocchi per le panche e i gradoni (lastre di serizzo bianco), il legno per gli alberi esistenti, l’acciaio per i due supporti di illuminazione, l’acqua naturale per i canali di scolo.La grande piazza è intesa come un piano pressochè orizzontale e quindi leggermente sopraelevato rispetto al contesto. Essa è accessibile solo ai pedoni e ai veicoli collegati con le celebrazioni religiose principali. L’accessibilità delle auto “speciali” è prevista esclusivamente in prossimità dell’ingresso della chiesa e nella fascia tra i quattro alberi e la strada pubblica.Gli spazi laterali, di collegamento e ingresso alle attività connesse con la chiesa e l’oratorio, è lasciato alla quota attuale ed è pavimentato con cubetti in porfido posti in filari nelle due direzioni prevalenti. Su tali fasce e in prossimità dei confini recintati con le proprietà private vengono posizionati filari di alberi tipo prunus pissardi a sottolineare la profondità della chiesa e il possibile tessuto verde della città. Piazza S. Giacomo Il progetto riconosce e sottolinea la centralità urbanistica del luogo evidenziando i seguenti temi: • l’apertura verso la città (soprattutto in termini visuali) l’attraversamento e la fruizione pedonale • la accessibilità veicolare verso gli spazi privati la presenza dei grandi alberi • l’incontro e la possibilità di vivere la spazio pubblico. Nel tentativo di sintesi, l’idea progettuale è quella del “salotto urbano”: per ottenere questo, si conferma l’idea del terrapieno esistente a compensazione delle differenze di quota naturali utilizzando limiti che nell’irregolarità dell’impianto planimetrico trovano riferimenti precisi nella visione a scala “urbana”. La lunga scalinata verso la via A.da Giussano, apre senza compromessi la vista alla parte pubblica del centro abitato, nell’intento di accogliere le persone. Questa apertura trova conclusione in una lunga panca, a limite di un leggero dislivello, costruita con proporzioni (è larga circa 1 metro) e materiali (doghe di legno naturale) che consentono un’uso informale dello spazio. Infatti su di essa è possibile coricarsi o giocare come su un grande tavolato. Ciò non preclude la coesistenza di altri arredi convenzionali per consentire la più ampia fruibilità possibile. Il concetto di integrazione e centralità emerge dall’analisi del contesto esistente: il tessuto “storico” irregolare, la facciata precisa della “casa Mazenta”, i grandi alberi, le strade di attraversamento, i percorsi pedonali. Su tale riflessione il progetto assume un proprio carattere: un’unico spazio su più livelli con ambiti e usi particolari.” Capogruppo: arch. Sandro Rolla
© Sandro Rolla . Pubblicata il 24 Settembre 2009.
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