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Macomer (NU), Italia

Centro intermodale passeggeri di Macomer

2° Classificato del concorso: Centro intermodale passeggeri di Macomer

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I temi progettuali a scala maggiore, focalizzati tenendo conto dell’insieme delle relazioni urbane connesse all’intervento, sono stati “incorporati” nel proposta che si pone quindi non solo come soluzione di problemi circoscritti ma come innesco per processi capaci di investire la città di Macomer nel suo complesso. La nuova stazione intermodale è stata pensata come una rappresentazione architettonica capace di trasformare l’accesso anonimo a Macomer lungo la 129 bis in un nuovo nodo urbano, formato dall’intreccio e dall’intersezione tra la strada e la piazza. La necessità di caratterizzare e di segnalare l’ingresso alla città e la presenza del nuovo centro intermodale trova risposta nello sbalzo del corpo porticato superiore del nuovo edificio che si proietta su Corso Umberto con una insegna luminosa, che viene proposta anche sul lato della stazione Ferrovie dello Stato, quasi un “totem” sospeso che informa sugli orari dei vari mezzi di trasporto, sulla disponibilità di posti nei parcheggi, sulle previsioni meteorologiche e su eventi e iniziative in corso negli spazi del nuovo centro intermodale. A livello strada l’attraversamento della pavimentazione della piazza sulla sede stradale rinforza la continuità spaziale e percettiva tra le due stazioni e segnala a chi percorre Corso Umberto la presenza del centro intermodale. Il progetto, all’interno dello sfondo definito dal sistema di relazioni urbane preso a riferimento, si compone attraverso l’intreccio di logiche interagenti tra loro. Lo spazio longitudinale della piazza, che collega le due stazioni, è stato organizzato, trasversalmente rispetto al suo sviluppo prevalente, tramite elementi di misura, costituiti da fasce di pavimentazione che traggono il loro disegno, ingrandito alla scala delle lastre di pietra che la formano, dalla tradizione dei tappeti del Marghine.

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Le fasce “disegnate” intercettano i “blocchi” che ospitano le funzioni a livello piazza del centro intermodale e continuano salendo nella parete verticale e caratterizzandone il prospetto. Il sistema formato dalle fasce e dai blocchi, costituisce una struttura basamentale permeabile, fortemente ancorata al suolo, un filtro, “attivo” sia sul piano spaziale che dell’uso, tra la piazza e la stazione degli autobus, un fronte attrezzato del portico che protegge dal sole e dalla pioggia chi transita tra le due stazioni. Sopra il basamento/filtro, sostenuta da travi metalliche, una grande pergola urbana, formata dalla sequenza assiale di telai lignei rettangolari, copre la stazione degli autobus, si protende sulla piazza, formando con la sua sporgenza il portico, crea un volume virtuale disponibile ad ospitare dei volumi chiusi o, semplicemente, scherma gli spazi delle terrazze all’aperto. L’intradosso del solaio della pergola, così come la copertura, verranno percepiti in continuità con i prospetti principali favorendone la percezione come struttura equivalente su tutte le facce ed accentuando la sua caratteristica di sospensione rispetto al basamento. I lati corti si presentano come “sezioni” letterali e incorniciano, su entrambi i lati, una scultura/ display colorata che comunica tutte le informazioni relative al centro intermodale.

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Le logiche alla base del progetto danno vita a sistemi sia formali che costruttivi e spaziali allo stesso tempo riconoscibili e fortemente integrati all’interno del processo di definizione e costruzione del nuovo centro intermodale. Il sistema degli spazi interrati è caratterizzato da una forte integrazione con il muro/recinto della stazione degli autobus, di cui costituisce la proiezione. Le rampe raddoppiano e rinforzano il lato ovest del recinto, separando nettamente l’accesso veicolare alle aree di parcheggio a raso. Il sistema degli spazi all’aperto formato dalla piazza, dal basamento/filtro e dal muro/recinto è caratterizzato dalla continuità e dal forte radicamento al suolo, queste caratteristiche vengono accentuate dal disegno e dalla scelta di utilizzare lo stesso materiale, il basalto, e la stessa trama, sia per le superfici orizzontali che per quelle verticali. La piazza sarà inoltre caratterizzata dalla presenza di filari di alberi ottenuti riposizionando in parte i filari esistenti. Il sistema dalla pergola, sospeso sopra il basamento/ filtro, è formato da una serie di telai in legno che, associandosi lungo un asse longitudinale, creano uno spazio al contempo permeabile e definito, concluso e disponibile ad integrazioni e cambiamenti. I telai, variando in frequenza, creano zone più o meno trasparenti e ,variando in profondità, costituiscono il supporto per la copertura degli stalli degli autobus. La ripetizione dei telai determina, nella percezione scorciata, un parete continua ritmata in modo differente e, nella percezione frontale, un filtro che lascia intravedere il cielo o i volumi inseriti al primo livello. Il volume “virtuale” della pergola ha la capacità di mutare a seconda del passaggio della luce e della posizione dell’osservatore, inserendo nel progetto un fattore percettivo dinamico.

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