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Canicattì (AG), Italia

Riqualificazione urbana, paesaggistica ed ambientale dell'area di Largo Aosta - 3° classificato

Enzo Rosario Mazzola, Antonino Di Bella, Mario Chiavetta, Francesco Paolo Filizzola, Carmelo Lo Curto

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RELAZIONE TECNICA ILLUSTRATIVA

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Planimetria

IL PROGETTO

2.1 Le richieste del bando

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Il Bando richiede una “proposta progettuale che preveda la riconfigurazione spaziale e funzionale di Largo Aosta, dall’attuale ruolo di area di risulta utilizzata prevalentemente come parcheggio di superficie, come un sistema strutturato di spazi aperti in grado di ospitare molteplici funzioni quali mercato. manifestazioni culturali, mostre, luoghi di intrattenimento, di aggregazione sociale ed altre funzioni compatibili”. Il progetto qui presentato traduce tali richieste, pur con le precisazioni anzidette in premessa, attraverso una proposta che attribuisce valore e dignità urbana ai luoghi, per la significativa appartenenza, di fatto, al centro.

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Vista da Sud

L’idea progettuale

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Vista da Nord

Dall’analisi del contesto da un punto di vista qualitativo e quantitativo (si vedano i disegni nella tavola di rilievo), oltre che dall’analisi diretta dei luoghi, si è pervenuti all’acquisizione di quegli elementi che hanno determinato le scelte progettuali. Leggerezza, trasparenza, permeabilità, attraversamento hanno costituito l’imperativo categorico durante tutto l’iter progettuale considerati i numerosi vincoli esistenti legati alla natura morfologica, al rischio esondativo, allo smaltimento delle acque meteoriche ed eventualmente esondate, all’impatto ambientale ed alla necessità di avere strutture leggere in considerazione delle scarse proprietà fisico-meccaniche dei terreni di sedime. Tali considerazioni hanno indotto gli scriventi ad assumere scelte formali e tecnologiche congruenti, come ad esempio l’adozione di carpenterie metalliche, l’adozione di rivestimenti in rame e o alluminio, la sospensione da terra di tutte le strutture al piede (il pilastro si costituisce al piede di profili binati distanziati e incastellati tra loro) rendendole puntiformi; da qualunque punto dell’intervento ad altezza al di sopra di quella umana si può traguardare l’intera area senza nessuna occlusione o barriera, inoltre non si crea nessuna barriera fisica atta a trattenere le acque o creare bacini e ritenzioni idriche, o sensazione di compressione e deformazione degli spazi a livello percettivo e quindi di impatto. L’attento rilievo dei luoghi e dei fronti in fase pre-progettuale insieme alle numerose viste di contesto tendono a dimostrarlo. Pertanto l’idea progettuale trae dal luogo le indicazioni per esprimere pochi e chiari principi insediativi, ribadendo nei valori figurativi: 1) la memoria torrentizia del vecchio corso d’acqua rievocato dal grande impluvio (con la maxicaditoia) e dall’impianto della pavimentazione che evidenzia un flusso in direzione Nord-Sud attraverso i corsi guida che ne scandiscono prospetticamente lo spazio; 2) l’attribuzione al Largo del valore urbano di Piazza con le intrinseche qualità che la determinano, (si pensi agli innumerevoli spazi urbani presenti nella città quale ad esempio Piazza Dante con San Domenico) attraverso la definizione formale e l’organizzazione al perimetro della nuova Piazza, con i segni architettonici del “mercato coperto”, del sistema “parete megaschermo mediatico – pensilina stazione fermata autobus attesa biglietteria – bar caffetteria”, della “fontana – vasca d’acqua” oltre ai relativi spazi di intrattenimento ed il sistema di spazi aperti che ospitano le molteplici funzioni richieste; 3) la concentrazione e l’organizzazione lineare di un grande parcheggio a raso in direzione nord-sud su via Ten. Col. La Carruba con due testate, una che funge da porta di accesso alla nuova configurazione architettonica, al bivio tra le vie Ten. Col. La Carruba e Regione Siciliana, con l’inserimento di una scultura in bronzo che rappresenta il simbolo della notorietà e del benessere canicattinese (l’Uva), ed una che funge da cerniera nell’innesto tra la Piazza Aosta e la via Ten. Col. La Carruba con il mantenimento dello spazio votivo dedicato a Padre Pio, fortemente voluto e sentito dalla cittadinanza, riconfigurato oltre che per le motivazioni religiose anche per la riqualificazione dello spazio con gli elementi d’arredo ed architettonici indicati in progetto; un lungo telaio piano, in parte metallico sul percorso coperto ed in parte rivestito in marmo nelle due anzidette testate, funge da diaframma ordinatore tra l’area di parcheggio ed i fronti su via Ten. Col. La Carruba e gli spazi sfrangiati dell’irregolare tessuto delle vie adiacenti a via Regione Siciliana (via Calabria, via Campania, via Puglia, via Friuli, via Piemonte ecc.), riqualificati con degli spazi legati alla sosta in ombra ed al riposo con fontane, specchi d’acqua, grandi sedili ed elementi naturali come il carrubo (autoctono), le palme dactilifere (presenti negli spazi della città), oleandri potati ad alberello ed aranci amari. Il nostro progetto si presenta come la costituzione di una distanza critica (che è poi condizione di ogni dialogo) dal contesto. Il modo con cui è colmata architettonicamente questa distanza è la qualità del progetto di architettura. Quindi il progetto è anche modo di riconoscere l’impossibilità della conciliazione, è la qualità della non coincidenza. E’ il progetto, con le proprie nuove esigenze, che rifonda luogo e contesto, che ne rinnova le risorse e la lettura, che lo modifica attraverso il luogo.

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2.2.1

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Il Largo Aosta e la definizione formale come piazza Come già brevemente tratteggiato nel par. precedente, dalla definizione di Largo si passa alla definizione di Piazza con tutti gli impliciti valori qualitativi ad essa attribuiti. La Piazza diviene luogo civile di incontri e di scambio, di relazioni, di comunicazione di massa, di celebrazione di eventi; diviene principio ordinatore dello spazio di un Largo oggi privo di significati e gerarchie. Chi giunge a Largo Aosta da una qualunque direzione prova un fortissimo senso di smarrimento a causa della totale mancanza di indicazioni formali e di gerarchie, tranne qualche cartello segnaletico stradale che mal si percepisce in uno spazio ampio e indefinito come il nostro. Risulta inevitabile rivolgere il nostro pensiero all’agorà greca o alle piazze civili medievali e rinascimentali oltre che alle piazze presenti nella città di Canicattì. Gli elementi architettonici che definiscono formalmente gli ambiti della Piazza vengono illustrati al par. successivo.

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2.2.2 Gli elementi di definizione della Piazza Aosta

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Il sistema integrato della grande parete: pensilina, megaschermo mediatico multimediale La grande parete, sita ad est della Piazza, oltre a definire il fronte sulla strada di deambulazione (rivestita in pannelli di alluminio e/o rame) costituisce di fatto un sistema strutturale metallico integrato al quale si integrano e/o connettono gli elementi appresso descritti: – La pensilina carrozzata in rame, nell’area per la sosta di almeno cinque autobus, tirantata e sorretta da una trave reticolare a becco di civetta; – Un maxischermo di tipo multimediale di 5,00×15,00 metri sul fronte prospiciente la piazza con il quale potere realizzare grandi kermesse con la collettività, tale elemento ad alta tecnologia assume un grandissimo valore mediatico nel tempo in cui si registrano repentini mutamenti comunicazionali e relazionali attraverso i media elettronici nella comunicazione di massa (videoconferenze, grandi eventi, concerti, comunicazione istituzionale, informazioni legate ai servizi urbani, pubblicità). Il maxischermo sarà posto nella parte centrale della grande parete ampia mt. (10,00×80,00) che sarà ulteriormente dotato di spazi pubblicitari fissi e organizzabile a settori. Lo schermo fullcolor sarà adatto per installazione all’esterno, per proiezioni di manifestazioni in diretta e/o in differita, sia sportive e/o canore, che di qualsiasi altro genere, di gradimento e a giudizio dell’Amministrazione, alla quale verrà demandato il controllo e la gestione. Il sistema utilizza infatti la trasmissione in rete DSN e con radiocomando. L’utilizzo di tali schermi in stadi e piazze, oggi consente di assicurarne i risultati sia in termini di efficienza che di durata, con grande ritorno d’immagine per l’amministrazione, anche in termini economici se utilizzati per scopi di pubblicità; - La biglietteria e l’attesa per gli autobus, parte integrante anche strutturalmente alla parete ed alla pensilina, è costituita da un volume disposto sotto la grande parete ed i suoi ambienti sono climatizzati;

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Il bar caffetteria ed il rapporto con la piazza. Il bar-caffetteria si costituisce formalmente di un grande cubo, anch’esso hi-tech, a struttura metallica e rivestimento in lastre pressopiegate di alluminio preverniciato e lastre di acciaio inox su pannelli coibentati, sospeso su pilastri con copertura e fronte a vetrata strutturale affacciante sulla piazza, con una vista estremamente efficace e spettacolare. Si sviluppa a doppia altezza ed è dotato di un avanzato sistema di climatizzazione. Costituendo l’eccezione formale sulla grande parete definisce di fatto il fronte sud della Piazza ed il fondale alla via Ten. Col. La Carruba.

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LO SCHERMO MULTIMEDIALE - Stralcio

Copertura antistante il Bar-Caffetteria e sistemazione esterna Una copertura metallica carrozzata in rame e sostenuta da esili pilastrature composite, è posta a servizio del Bar-Caffetteria, ove disporre sedie e tavoli all’aperto godendo del nuovo aspetto formale della Piazza che viene arricchita di un palmeto, di due piani convessi sporgenti dal suolo e di uno concavo nel quale ha sede uno specchio d’acqua che con la sua riflessione attribuisce alla Piazza una qualità ambientale di leggerezza estremamente suggestiva.

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Il mercato dell’ortofrutta e la sua definizione formale in rapporto alla piazza Sito nella posizione prescritta dal Piano, il suo porticato assume il valore della stoà greca in seno all’agorà, attribuisce valore aggiunto alla costituenda Piazza Aosta. Si compone di 20 campate strutturali con la possibilità di allestire 40 stands. Le strutture sono metalliche e la campata si realizza con il sistema “pilastro binato – doppia capriata – pilastro circolare – copertura metallica con rivestimento in rame nell’intra e nell’estradosso”. Lo sviluppo lineare e longitudinale si conclude a nord e a sud con due elementi di testa pieni rivestiti in marmo con grande architrave di collegamento lato Piazza, mentre il lato ovest lungo la strada di deambulazione si caratterizza formalmente dalla copertura a botte rampante e con la scansione prospettica delle capriate metalliche trasversali. I due volumi a nord ed a sud accoglieranno, uno i servizi igienici, l’altro la foresteria ed i materiali a servizio del mercato (materiali per le pulizie, quadro elettrico, valvole e saracinesche di controllo utenze idriche ecc.). L’intero organismo assume carattere polivalente e plurifunzionale negli orari in cui non si pratica il mercato ed il sabato e la domenica, essendo planimetricamente funzionale ad allestimenti, mostre, manifestazioni di associazioni, iniziative di raccolta fondi, fiere del vino e di prodotti locali, fiere informatiche e quant’altro possa realizzarsi a livello sociale e cittadino.

La parete-vasca-fontana terminale e cerniera figurativa con il Largo Savoia e la chiesa di S. Diego La parete-fontana, posta a chiusura del cono ottico ove convergono il mercato e la grande parete sospesa, definisce il fondale a nord e con il suo significativo piano d’acqua verticale esalta e valorizza sul fondo la settecentesca chiesa di S. Diego e la gradevole situazione ambientale urbana in adiacenza al ponte con le alberature poste sul terrapieno che sale in direzione di Via Regina Elena, tangente al modernista edificio delle poste che rappresenta forse uno dei pochi esempi di edilizia recente con qualche valenza architettonica. A est l’organismo edilizio della S.M.S. Verga con la sua forte autonomia linguistica prende, allo stato attuale, le distanze dallo squallore del contesto nella parte prospiciente il Largo Aosta.

2.2.3 Il sistema lineare del parcheggio, la qualificazione delle aree adiacenti, la testata di accesso al sistema.

La scelta di organizzare linearmente un grande parcheggio a raso in direzione nord-sud di via Ten. Col. La Carruba nasce, oltre che dalla volontà di riqualificare lo spazio con elementi significativi d’arredo ed architettonici, dalla riflessione di concentrare in un unico sistema un parcheggio organizzato in ingresso ed in uscita, anche al fine di prevederne l’accessibilità autorizzata su pagamento evitando l’attuale situazione di anarchia e disordine. Come già accennato, le due testate terminali dell’impianto del parcheggio assumono rispettivamente una la funzione di porta di accesso alla nuova configurazione architettonica al bivio tra le vie Ten. Col. La Carruba e Regione Siciliana, l’altra la funzione ed il valore di cerniera nell’innesto tra la Piazza Aosta e la via Ten. Col. La Carruba. Il lungo telaio piano, in parte metallico ed in parte rivestito in marmo, diviene diaframma ordinatore tra l’area di parcheggio con i fronti di via Ten. Col. La Carruba e gli spazi sfrangiati dell’irregolare tessuto delle vie adiacenti a via Regione Siciliana e pretesto di riqualificazione con la creazione di spazi legati alla sosta ombrata ed al riposo con fontane, specchi d’acqua, grandi sedili ed elementi naturali come il carrubo, le palme dactilifere, oleandri potati ad alberello ed aranci amari.

2.3 La viabilità e la circolazione stradale

La soluzione progettuale non altera la vocazione dell’area al suo attraversamento per l’adiacenza al centro commerciale e d’affari, anzi ne asseconda l’attitudine ad area di smistamento dei flussi principali e delle direttrici di marcia. Le uniche due variabili previste rispetto a quanto previsto dall’attuale piano della viabilità e che non alterano l’anzidetta vocazione dell’area sono nell’ordine: la carrabilità autorizzata ai residenti, ai mezzi dei servizi pubblici ed ai titolari di attività commerciali sul lato ovest della Piazza ove ha sede il mercato ed ai soli mezzi pubblici ed agli autorizzati all’interno della Piazza; l’organizzazione lineare del parcheggio a raso lungo la via Ten.Col, La Carruba (confermata a doppio verso di circolazione) senza alcun attraversamento trasversale con la via Regione Siciliana, ciò al fine di qualificare il tessuto sfrangiato in stato di abbandono ed irregolare delle vie adiacenti a via Regione Siciliana (via Calabria, via Campania, via Puglia, via Friuli, via Piemonte ecc.), in modo da far defluire gli interessati ad uscire dal centro dalla via Reg. Siciliana in direzione della via Regina Elena o se intendono rientrare in centro attraverso la via Kennedy o le altre vie in direzione di Piazza Aosta, chi invece dalla via Ten. Col. La Carruba intende proseguire per la classica passeggiata può procedere in direzione di Viale Regina Margherita attraversando la Piazza Aosta percorrendo lateralmente per poi rientrare in via Ten.Col, La Carruba e in Piazza Aosta o uscirvi attraverso le vie ortogonali a Viale Regina Margherita (Oliveti, Sabaudia, Birago, Carilli, Augello ecc.). Di fatto si confermano nella direzione monte-valle i percorsi di marcia bidirezionali, mentre nelle direzioni trasversali si sono adottate soluzioni congruenti alle scelte progettuali e tali da tenere conto anche della circolazione viaria nelle aree circostanti a quelle di progetto. I manufatti inseriti nella proposta progettuale sono previsti con struttura in acciaio e copertura leggera con pannelli sandwich costituiti da due lamiere zincate 10/10 con interposto strato isolante in resine poliuretaniche. La scelta tipologica nasce, oltre che da fattori estetici, dalla necessità di avere strutture leggere in considerazione delle scarse proprietà fisico-meccaniche dei terreni di sedime. I montanti di tutte le strutture andranno ancorati con piastre e tirafondi a piastre di calcestruzzo incassate nel terreno. Il sistema consente di ripartire i superiori carichi della struttura elevata su una ampia superficie, riducendo in misura significativa la pressione massima d’esercizio sul sottostante terreno (da calcoli di massima la pmax non supera mai 0.5 Kg/cmq). 2.4.3.2 Bar- caffetteria e Attesa-biglietteria Trattasi di un manufatto a pianta quadrata di lato mt 10.00 con 9 montanti costituiti da scatolari 300×300x15. Gli impalcati sono previsti con profili IPE 160/100 cm, lamiera grecata 10/10 e sovrastante cappa in c.a. in opera. La scala di collegamento dei due impalcati è anch’essa in acciaio con cosciali UPN 200. La fondazione è prevista con piastra nervata in c.a. , a cui verranno ancorati con piastre d’acciaio e tirafondi i montanti scatolari della struttura elevata. 2.4.3.3 Mercato ortofrutta Trattasi di una tettoia con copertura leggera in pannelli sandwich costituiti da due lamiere zincate 10/10 con interposto strato isolante in resine poliuretaniche. Gli elementi portanti, montanti e travature reticolari, hanno interasse costante di mt 4.14. I montanti sono costituiti da profili a C calastrellati con ferri piatti. Il dimensionamento dei singoli elementi costituenti l’elemento portante unitario è stato fatto considerando la condizione più gravosa, ossia vento e neve, in base a quanto stabilito dal D.M. 16.01.96. Anche questo manufatto è previsto con fondazione diretta costituita da una piastra continua in c.a. a cui verranno ancorati i montanti della struttura elevata mediante piastre d’acciaio e tirafondi.

2.4    Il progetto strutturale

2.5 Aspetti geologici e geotecnica

Le vicende del corso d’acqua a valle della Chiesa “San Diego” hanno condizionato fortemente la formazione del complesso degli spazi e delle aree oggetto del Concorso alla stessa stregua delle vicende del tratto a monte che condizionarono l’organizzazione urbanistica che di fatto ha determinato la formazione dell’attuale centro cittadino. La scelta tipologica nasce, oltre che da fattori estetico-architettonici, dalla necessità di avere strutture leggere in considerazione delle scarse proprietà fisico-meccaniche dei terreni di sedime. In funzione di ciò e delle risultanze delle analisi geologiche si ripartiscono i carichi superiori della struttura elevata su una ampia superficie a piastre di calcestruzzo incassate nel terreno, riducendo in misura significativa la pressione massima d’esercizio sul sottostante terreno (da calcoli di massima la pmax non supera mai 0.5 Kg/cmq). Ad ogni modo, per gli aspetti specialistici e di dettaglio si rimanda alla specifica relazione geologica richiesta dal Bando.

2.6 Gli impianti

2.6.1 Obiettivi generali

Gli obiettivi che ci si propone di raggiungere con il servizio di progettazione nel settore degli impianti idrotermosanitari e meccanici sono l’efficienza del sistema, il benessere dei fruitori, le condizioni microclimatiche ottimali. L’attività di progettazione sarà altresì impegnata alla definizione delle fasi di cantierizzazione al fine di prevedere le misure necessarie a ridurre gli effetti negativi sull’ambiente circostante e sulla funzionalità delle infrastrutture interessate dagli interventi. In tale quadro si effettuerà preliminarmente la ricerca degli impianti esistenti di: - acquedotto e loro interconnessioni - scarico acque e loro interconnessioni - alimentazioni elettriche e loro interconnessioni - linee telefoniche e/o telematiche In linea generale il progetto sarà redatto considerando l’inserimento dei lavori nel contesto dei luoghi, in modo che essi non pregiudichino l’accessibilità, la funzionalità e la manutenzione degli impianti e dei servizi esistenti. Verranno altresì valutati e indicati i criteri volti a limitare i fattori di rischio per la sicurezza e la salute degli operai, degli utenti e della popolazione delle zone interessate e si terrà conto delle norme previste dal DL 626/94.

2.6.2 Obiettivi di settore

Comfort degli spazi mediante la dotazione degli impianti necessari a provvedervi (servizi, bar, commercio, etc).

2.6.3 Obiettivi nei confronti dell’utenza

Obiettivi nei confronti del personale

- Garantire anche al personale ambienti ben organizzati e attrezzati che offrano il massimo comfort; - accurata progettazione di tutti gli impianti e servizi per garantire gli standard di purezza.

Obiettivi nei confronti dei costi di gestione

Si metterà in atto la maggiore attenzione per conciliare il contenimento dei costi di gestione con la necessità di fornire buoni standard qualitativi dei servizi.

Obiettivi nei confronti della sicurezza

- utilizzo di materiali idonei; - realizzazione di impianti di protezione attiva e passiva (messa a terra).

Obiettivi nei confronti dell’ambiente

Verso l’esterno l’insediamento non presenta impatto ambientale per la scarsa produzione di effetti negativi quali: alterazione morfologica; inquinamento luminoso; materiali inquinanti; alterazione condizioni climatiche; trattenimento e mancanza di smaltimento acque meteoriche; mancanza misure di sicurezza; immanenza ed invadenza visiva ecc..

2.6.4 Flessibilita’

Sarà elaborato un progetto impiantistico che consenta l’adeguamento nel tempo alle nuove esigenze dell’organismo edilizio pur nei vincoli economici posti a base di ogni intervento.

2.6.5 Impianti elettrici, telematici e speciali – innovazioni tecnologiche

Criteri generali

La riqualificazione urbana dell’area di Largo Aosta in Canicattì, impone l’inserimento e quindi la progettazione degli impianti tecnologici che sarà eseguita secondo i più recenti criteri di sicurezza, di comfort e di risparmio energetico. La gestione di un moderno spazio, anche esterno, infatti, richiede una tale molteplice varietà di controlli e di servizi che non risulta più accettabile un’impiantistica tradizionale, sia nella costruzione che nella relativa gestione; è certamente più indicata, per non dire necessaria, una gestione globale e integrata di tutti gli impianti tecnologici che devono esservi implementati. Oggi ciò si racchiude nel concetto di building automation, cioè nella gestione integrale e automatizzata mediante telegestione e telecontrollo computerizzato. La progettazione dei sistemi tecnologici sarà inoltre redatta secondo i seguenti criteri: - facilità di realizzazione e d’inserimento; - velocità di realizzazione; - minimizzazione dei costi; Alla luce di tali criteri si effettueranno le scelte progettuali che condurranno all’individuazione delle tipologie degli impianti e alla definizione dei materiali. In sintesi i requisiti che verranno assicurati con la progettazione degli impianti sono riassumibili nei seguenti punti:

Affidabilità: requisito che dovrà essere intrinseco alle scelte delle apparecchiature che dovranno essere di primaria casa e con certificazione di qualità. Affidabilità sinonimo di selettività che consente di limitare guasti in parti o zone, evitando inconvenienti che si ripercuotono su tutto l’impianto. Sicurezza: è una cautela rivolta verso gli addetti e verso gli utenti. Particolare cura sarà posta nel ricercare la sicurezza contro gli incendi, sia con l’utilizzo di protezione passiva (compartimentazioni e materiali di classe 0 o 1), sia con l’impiego di impianti per la protezione attiva dei locali e degli impianti. Dall’affidabilità e dalla sicurezza deriverà un maggiore confort di utilizzo e un minore costo di gestione.

2.6.5.1 Descrizione

Il progetto esecutivo prevederà la redazione di calcoli illuminotecnici, che assicureranno l’esatto grado d’illuminamento da assegnare ai singoli spazi. In particolare si prevede di realizzare una illuminazione di tipo specifico per ogni zona individuabile dal progetto, come segue: zona parcheggio, illuminazione stradale a palo con doppia plafoniera sulla corsia centrale e con altezza di palo di circa 5,00 m; la zona sarà delimitata da illuminazione perimetrale di tipo ad applique da porre sui muretti. zona mercato, illuminazione del tipo da interno industriale, con sistemazione pensile o in prossimità della strutturadi copertura in acciaio; per ogni singola zona di vendita si prevede la possibilità d’installazione di un quadretto prese del tipo industriale, con una potenza massima utilizzabile di 3 kW; tutta l’area di mercato sarà alimentata da un quadro elettrico generale, da porre in zona protetta. zona opere d’arte, con illuminazione a faretti di tipo per esterno e speciali per vasche e fontane; lo spazio che delimita la statua del Santo, sarà illuminato con faretti da sottosuolo; le vasche e le fontane con faretti del tipo sommerso; ciò per dare il giusto effetto nei momenti di aggregazione di cui potrà godere la collettività. l’agorà sarà delimitata sul lato mercato da una illuminazione a pali di tipo decorativa con luce del tipo indiretta; tale soluzione evita ogni possibile condizione di abbagliamento per gli utenti, crea una zona di delimitazione fittizia della piazza, e fornisce la possibilità di armonizzare gli edifici circostanti alla piazza, senza metterne in evidenza le diversità edilizie che li contraddistinguono. zona di sosta degli autobus si prevede l’impiego d’illuminazione del tipo a parete ad applique, con luce doppia diretta e indiretta, con illuminazione della pensilina e della piattaforma di attesa; di quest’ultima il lato rivolto sulla piazza, sarà illuminato con faretti incassati nella struttura che ne costituirà il soffitto. zona biglietteria, illuminazione per interno con plafoniere a soffitto e faretti in corrispondenza del pubblico. zona bar da illuminare con plafoniere del tipo industriale per interni, con corpo brillantato e sospese a soffitto con funi in acciaio; la zona antistante il bar e a servizio dello stesso, sarà illuminata sia con pali a 3,0 metri dotati di plafoniere a luce indiretta, di forma analoga a quelli che si utilizzano nella zona antistante il mercato, che da faretti a pavimento per l’illuminazione delle piante, che costituiscono l’arredo di tale spazio.

2.6.5.2    Installazione di un megaschermo
Si prevede l’installazione di un maxischermo di tipo multimediale di 5,00x15,00 metri con il quale potere realizzare grandi kermes con la collettività.

Il pannello da porre sulla pensilina centrale degli autobus sarà ulteriormente dotato di spazi pubblicitari fissi e organizzabile a settori, per uno spazio complessivo di 10,00×80,00 metri, lunghezza pari all’intera area di attesa autobus. Lo schermo fullcolor sarà adatto per installazione all’esterno, per proiezioni di manifestazioni in diretta e/o in differita, sia sportive e/o canore, che di qualsiasi altro genere, di gradimento e a giudizio dell’Amministrazione, alla quale verrà demandato il controllo e la gestione. Il sistema utilizza infatti la trasmissione in rete DSN e con radiocomando. Lo schermo sarà costituito da pannelli modulari di 1,00×1,00 m, che utilizzano la tecnica dei led, rossi, verdi, blu, che permette di visualizzare i colori primari e il bianco con tutte le tonalità nel mezzo. Il sistema sarà ad alta risoluzione e consentirà l’utilizzo e la proiezione in qualsiasi condizione di luce sia di giorno che di notte. La luminosità e l’ampio angoli di visione sono assicurati dall’altro tecnologia ormai raggiunta nell’utilizzo di led che sono saldati esternamente, immersi in colla e silicone e protetti da alette. Il sistema sarà completo di elettronica di controllo comprendete un rack, un computer, un monitor, lettori di DVD e VHS, switcher, moduli per segnali, tastiera e quanto necessario altro al corretto utilizzo. Le prestazioni del sistema saranno tali da utilizzare grafica esistente in commercio o proveniente in real-time da periferiche esterne. L’operatore potrà impostare lo schermo per mostrare: immagini o video con scritte, anche in sovrimpressione e in contemporanea, nelle diverse velocità e rotazioni, con colori e dimensioni a scelta. Oggi riveste una grande importanza la gestione delle informazioni all’interno e all’esterno di una moderna società. Con questa premessa è opportuno suddividere i campi di interesse e le modalità di comunicazione desiderate. In ogni caso i sistemi previsti permettono di abilitare sia attraverso la rete telefonica che la rete telematica le risorse del sistema soltanto a singoli gruppi di utenti autorizzati. Il termine tecnico utilizzato è building automation, spesso modificato nel neologismo edificio intelligente. In realtà l’uso di un sistema di controllo centralizzato mediante computer porta, nell’immaginario collettivo, a pensare ad un sistema avveniristico capace di operare in tempo reale decisioni di vario genere relative alla gestione globale dello spazio. Il sistema impianti si gestisce e controlla con la logica TTL mediante trasduttori digitali AD e DA che comunicano con una serie di controller locali predisposti per il controllo di singole macchine o gruppi di macchine. I controller locali sono a loro volta collegati in rete dedicata ad anelli multipli con il computer centrale (supervisor). Per la sicurezza le macchine o gli impianti più critici dovranno essere dotati di un sistema di controllo doppio: uno elettronico digitale controllato dal sistema centralizzato ed uno tradizionale indipendente. Una opportuna scelta dei componenti di controllo può garantire entrambe le funzionalità senza costi aggiuntivi. Il largo utilizzo di tali schermi in stadi e piazze, oggi consente di assicurarne i risultati sia in termini di efficienza che di durata, con grande ritorno d’immagine per l’amministrazione, anche in termini economici se utilizzati per scopi di pubblicità.

2.6.5.3 Tipologie di corpi illuminanti

Si farà ampio ricorso a corpi illuminanti ad alta efficienza luminosa con lampade fluorescenti e agli ioduri metallici, tutte di alta tecnologia ed elevata qualità merceologica.

2.6.6 Impianti idrici e scarico

2.6.6.1 Progettazione

Lo sviluppo della progettazione degli impianti a sevizio ha l’obiettivo di conseguire: - la massima sicurezza di funzionamento nel rispetto delle condizioni di progetto per assicurare lo smaltimento delle acque meteoriche; - minimo impatto ambientale estetico per la scelta del sistema di scarico. Gli obiettivi prima esposti verranno perseguiti con: - l’adozione di caditoie in pietra e ghisa, con sviluppo lineare; - realizzazione di collettori di scarico di capacità idonea allo scopo. Particolare importanza riveste l’eliminazione di barriere che possano costituire ostacolo allo smaltimento delle acque che per la natura dei luoghi li attraversano. La soluzione progettuale quindi, tiene conto di quanto sopra e del fatto che esiste già un canale di scolo fognario che attraversa la piazza, e che sono in corso opere di realizzazione di canale di gronda a monte della stessa, che provvederanno a dare altro percorso alle acque che attualmente la attraversano. Le acque delle aree interne afferenti alla piazza e quindi che faranno sempre parte del bacino idrico della stessa, saranno naturalmente convogliate in canalette di scolo e di allontanamento, con caratteristiche estetiche e di arredo urbano tali da inserirsi nella struttura della pavimentazione, costituendone corpo unico. Il risultato è rappresentato nella grafica di progetto. La rete principale di scarico delle acque piovane sarà realizzata con tubazione in pvc pesante di adeguata sezione, o con p.r.f.v. e comunque, in fase esecutiva sarà adotterà la tubazione che meglio soddisferà alle condizioni del terreno esistente e alle tipologie di tubazioni normalmente ricorrenti tra quelle esistenti nella zona. Completeranno la rete i pozzetti per la ispezione e manutenzione, che potranno essere del tipo prefabbricato in cls, completi di gradini in ghisa sferoidale con rivestimento antisdrucciolo e botola d’ispezione pure in ghisa del tipo circolare e antifurto.

2.6.6.2 Impianti idrici e trattamento

Per le opere d’arte e arredo quali fontane e vasche, si prevede la realizzazione di idonei impianti idrici sia di distribuzione che di pressurizzazione, filtrazione e disinfezione; ciò per fornire l’acqua alle singole utenze, impedire la formazione di muffe, alghe e altro, che le renderebbero inutilizzabili. La tubazione che costituirà gli impianti avrà origine da un punto di consegna dell’acquedotto, che sarà dotato di contatore per la relativa contabilizzazione. I circuiti secondari saranno interni alla piazza, e provvederanno all’alimentazione sia delle fontane che delle vasche e degli spazi a verde da irrigare. Tutto l’impianto idrico sarà asservito, come detto, ad un sistema ad autoclave, dal quale avranno origine i diversi circuiti, che saranno in parte soggetti a sistemi di comando automatico, come ad esempio per la circolazione dell’acqua nelle fontane, e in parte con comando manuale per le irrigazioni. Allo stesso sistema si prevede di collegare il circuito di alimentazione per la zona mercato. In questo circuito saranno altresì collocati ulteriori contatori di misura, (quante saranno le possibili uscite per le singole utenze), per consentirne la contabilizzazione.

2.6.6.3Impianto di climatizzazione Bar e Biglietteria-attesa

I fattori che normalmente sono indispensabili per le condizioni di confort in ambiente, sono la temperatura, l’umidità, e la purezza dell’aria. Tutte queste caratteristiche costituiscono i motivi di scelta dell’impianto che si propone per la climatizzazione del locale bar. Le condizioni di comfort ambientale saranno raggiunte adottando un sistema di condizionamento degli ambienti del tipo a tutt’aria, mediante l’impiego di una unità di trattamento centralizzata, che sarà posta sulla copertura dell’edificio e dalla quale avranno origine le canalizzazioni per la distribuzione dell’aria trattata in ambiente, per tale motivo denominata commercialmente “ROOF-TOOP”. Le canalizzazioni per la distribuzione dell’aria saranno di tipo circolare, da porre a vista in ambiente, in acciaio zincato e con rivestimento finale in alluminio; ad esso saranno collegati gli elementi terminali di diffusione, che saranno di forma adeguata ad assicurare l’uniforme distribuzione dell’aria in ambiente. Il controllo della temperatura ambiente sarà effettuato mediante un regolatore posto a parete. L’aria come sopra immessa per il condizionamento dei locali, prima di essere definitivamente espulsa all’esterno, sarà ripresa dall’impianto di espulsione e fatta attraversare in uno scambiatore di calore, per il recupero del calore contenuto nella stessa. L’unità centrale sarà del tipo monoblocco totalmente assemblata in fabbrica e a pompa di calore (estate e inverno con la stessa macchina), con funzionamento totalmente automatico e con necessità di minime manutenzioni; esse sono normalmente limitate alla pulizia del filtro dell’aria posto all’ingresso della macchina; tale operazione è da effettuarsi preferibilmente almeno ogni quindi giorni. Il sistema che si intende adottare effettua il recupero di energia contenuta nell’aria d’espulsione, che sommata a quella prodotta dalla rete ENEL, sarà fornita agli ambienti da climatizzare. Per gli spazi adibiti a Biglietteria ed Attesa si prevede un sistema di climatizzazione con due unità autonome del tipo a espansione diretta a pompa di calore.

2.6.6 Impianti idrici e scarico

2.6.6.1 Progettazione

Lo sviluppo della progettazione degli impianti a sevizio ha l’obiettivo di conseguire: - la massima sicurezza di funzionamento nel rispetto delle condizioni di progetto per assicurare lo smaltimento delle acque meteoriche; - minimo impatto ambientale estetico per la scelta del sistema di scarico. Gli obiettivi prima esposti verranno perseguiti con: - l’adozione di caditoie in pietra e ghisa, con sviluppo lineare; - realizzazione di collettori di scarico di capacità idonea allo scopo. Particolare importanza riveste l’eliminazione di barriere che possano costituire ostacolo allo smaltimento delle acque che per la natura dei luoghi li attraversano. La soluzione progettuale quindi, tiene conto di quanto sopra e del fatto che esiste già un canale di scolo fognario che attraversa la piazza, e che sono in corso opere di realizzazione di canale di gronda a monte della stessa, che provvederanno a dare altro percorso alle acque che attualmente la attraversano. Le acque delle aree interne afferenti alla piazza e quindi che faranno sempre parte del bacino idrico della stessa, saranno naturalmente convogliate in canalette di scolo e di allontanamento, con caratteristiche estetiche e di arredo urbano tali da inserirsi nella struttura della pavimentazione, costituendone corpo unico. Il risultato è rappresentato nella grafica di progetto. La rete principale di scarico delle acque piovane sarà realizzata con tubazione in pvc pesante di adeguata sezione, o con p.r.f.v. e comunque, in fase esecutiva sarà adotterà la tubazione che meglio soddisferà alle condizioni del terreno esistente e alle tipologie di tubazioni normalmente ricorrenti tra quelle esistenti nella zona. Completeranno la rete i pozzetti per la ispezione e manutenzione, che potranno essere del tipo prefabbricato in cls, completi di gradini in ghisa sferoidale con rivestimento antisdrucciolo e botola d’ispezione pure in ghisa del tipo circolare e antifurto.

2.6.6.2 Impianti idrici e trattamento

Per le opere d’arte e arredo quali fontane e vasche, si prevede la realizzazione di idonei impianti idrici sia di distribuzione che di pressurizzazione, filtrazione e disinfezione; ciò per fornire l’acqua alle singole utenze, impedire la formazione di muffe, alghe e altro, che le renderebbero inutilizzabili. La tubazione che costituirà gli impianti avrà origine da un punto di consegna dell’acquedotto, che sarà dotato di contatore per la relativa contabilizzazione. I circuiti secondari saranno interni alla piazza, e provvederanno all’alimentazione sia delle fontane che delle vasche e degli spazi a verde da irrigare. Tutto l’impianto idrico sarà asservito, come detto, ad un sistema ad autoclave, dal quale avranno origine i diversi circuiti, che saranno in parte soggetti a sistemi di comando automatico, come ad esempio per la circolazione dell’acqua nelle fontane, e in parte con comando manuale per le irrigazioni. Allo stesso sistema si prevede di collegare il circuito di alimentazione per la zona mercato. In questo circuito saranno altresì collocati ulteriori contatori di misura, (quante saranno le possibili uscite per le singole utenze), per consentirne la contabilizzazione.

2.6.6.4Impianto di climatizzazione Bar e Biglietteria-attesa

I fattori che normalmente sono indispensabili per le condizioni di confort in ambiente, sono la temperatura, l’umidità, e la purezza dell’aria. Tutte queste caratteristiche costituiscono i motivi di scelta dell’impianto che si propone per la climatizzazione del locale bar. Le condizioni di comfort ambientale saranno raggiunte adottando un sistema di condizionamento degli ambienti del tipo a tutt’aria, mediante l’impiego di una unità di trattamento centralizzata, che sarà posta sulla copertura dell’edificio e dalla quale avranno origine le canalizzazioni per la distribuzione dell’aria trattata in ambiente, per tale motivo denominata commercialmente “ROOF-TOOP”. Le canalizzazioni per la distribuzione dell’aria saranno di tipo circolare, da porre a vista in ambiente, in acciaio zincato e con rivestimento finale in alluminio; ad esso saranno collegati gli elementi terminali di diffusione, che saranno di forma adeguata ad assicurare l’uniforme distribuzione dell’aria in ambiente. Il controllo della temperatura ambiente sarà effettuato mediante un regolatore posto a parete. L’aria come sopra immessa per il condizionamento dei locali, prima di essere definitivamente espulsa all’esterno, sarà ripresa dall’impianto di espulsione e fatta attraversare in uno scambiatore di calore, per il recupero del calore contenuto nella stessa. L’unità centrale sarà del tipo monoblocco totalmente assemblata in fabbrica e a pompa di calore (estate e inverno con la stessa macchina), con funzionamento totalmente automatico e con necessità di minime manutenzioni; esse sono normalmente limitate alla pulizia del filtro dell’aria posto all’ingresso della macchina; tale operazione è da effettuarsi preferibilmente almeno ogni quindi giorni. Il sistema che si intende adottare effettua il recupero di energia contenuta nell’aria d’espulsione, che sommata a quella prodotta dalla rete ENEL, sarà fornita agli ambienti da climatizzare.