© Saverio Femia . Pubblicata il 05 Ottobre 2009.
Per il progetto di via Cascia a Milano, la scommessa consisteva nel dover recuperare un edificio industriale costruito negli anni ‘70 con la logica della fabbrica multipiano: le materia prime, infatti, erano caricate al 4° piano e poi via via, di lavorazione in lavorazione, scendevano di piano fino a ad arrivare, sottoforma di prodotto finito ed imballato, al pianale dei camion per il trasporto. L’impianto della Giò Style era quindi atipico: non tradizionali capannoni industriali, ma un unico grande blocco costruito in c.a. alto quaranta metri, con solai di portata superiore a 1000 kg/mq, 3000 mq per piano e lati finestrati per due terzi a 40 m di distanza tra loro.
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Per poter frazionare adeguatamente gli enormi spazi del vecchio stabilimento industriale e renderne perciò possibile l’uso ad uffici, showrooms e loft è stato necessario lavorare con tipologie differenziate di ambienti, secondo la migliore esposizione solare, le altezze interne e le dimensioni in pianta. Dovendo immaginare le necessità dei fruitori finali dei diversi tagli, sono stati realizzati open spaces attrezzati con impianti ‘flessibili’ per permetterne un successivo rifrazionamento. I corridoi che fanno da tessuto connettivo alle unità frazionate si dipanano per più di 300 metri lineari per piano, dentro e fuori l’edificio, attraverso un sistema di corti.
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Anche per il cantiere di via Cascia sono stati utilizzati materiali industriali, riciclati o ‘prefiniti’ per sfruttarne la sincerità e facilitare la lettura delle scelte progettuali; un grande campionario di materiali strutturali e di finitura addolciscono l’imponente struttura esistente. L’uso dei colori funge, oltre che da elemento di finitura, anche da elemento segnaletico che aiuta ad orientarsi nella complessità dei percorsi; al contempo la presenza verde del nuovo manto erboso innnestato tra gli edifici del complesso industriale provoca sorpresa ed emozione. Il valore architettonico è espresso, quindi, non tanto dalle modifiche apportate quanto dall’impiego e dall’interpretazione dei materiali che vengono utilizzati nelle grandi superfici e nelle strutture portanti, così come nei dettagli d’arredo.
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Il sistema di edifici esistente aveva una consistenza di circa 18.000 mq su un lotto di 1,6 ettari: il progetto realizzato ha permesso di recuperare spazi ‘umanizzati’ per circa 30.000 mq commerciali che a fine cantiere sono già venduti sulla carta oltre il 90%. Questo inciderà profondamente sull’evoluzione del quartiere circostante degradato dalla fuga delle industrie non tamponata dalla pianificazione urbanistica: un gran numero di nuovi individui, spesso provenienti dalle zone più centrali della città, in gran parte impegnati nel settore terziario e di età compresa tra i 30 e i 40 anni, attratti dalla possibilità di contenere le spese e lavorare in un ambiente più umano ed attento alle loro necessità si trasferiranno nel nuovo complesso di via Cascia.
© m&a . Pubblicata il 05 Ottobre 2009.
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