PLANIMETRIA GENERALE DEGLI INTERVENTI
© Enzo Rosario Mazzola . Pubblicata il 12 Ottobre 2009.
RELAZIONE
PROPSPETTIVA GENERALE
© Enzo Rosario Mazzola . Pubblicata il 12 Ottobre 2009.
Rapporti morfologici e quadro funzionale di progetto
CENTRO SERVIZI PER ANZIANI
© Enzo Rosario Mazzola . Pubblicata il 12 Ottobre 2009.
Il Concorso per la riqualificazione dell’area delle Piazze Trento, Trieste, e Silvio Pellico e per il riuso dell’area dell’ex-Consorzio Agrario e dell’area ex – Caselli, si pone l’obiettivo di “migliorare la qualità del Centro Storico e rendere fruibili due aree occupate da strutture di nessun valore documentario”. Tale obiettivo in realtà pone il problema della città contemporanea e della sua “vivibilità”, che necessita di progetti integrati, che implicano approfondimenti e idee in merito alle scelte di programmazione, nella speranza di ricostruire il legame tra la città e l’Architettura. Lo spazio pubblico della città contemporanea è un ambito in cui si integrano in modo compatibile le varie esigenze dei suoi abitanti, esigenze che sono sempre in divenire. Spesso, oggi, la riqualificazione degli spazi pubblici della città passa attraverso progetti dominati da un “pensiero debole” che spaccia semplici interventi di manutenzione per Architettura. Noi crediamo, invece, che la qualità di uno spazio fisico possa essere realizzata solo attraverso la costruzione di manufatti significativi e significanti, che contengano principi ordinatori esemplari e che posseggano forti valenze estetiche. Per compiere questo programma il nostro progetto prevede la creazione di due “poli forti” che assumano identità di “luogo”, il cui carattere racchiuda diverse valenze in una sintesi di simboli, definizioni fisiche, formali e d’uso tali che comportino un’alta frequentazione da parte dei cittadini (da 0 a 99 anni) di Chieri e del suoi dintorni. Uno di questi poli sarà il “Giardino d’Arte” nell’area ex Caselli. Il Giardino d’Arte prenderà il posto dell’attuale parco pubblico e non avrà barriere fisiche in quanto entrerà a far parte dello spazio cittadino; sarà illuminato di notte e ospiterà concerti e fiere e sotto i portici, la Domenica, si farà il mercatino dell’antiquariato e quello dei prodotti biologici, tipici ecc ecc…. Sarà un ambiente sorprendente e spettacolare. “Un prato dove poter passeggiare, correre, ascoltare musica o suonare, leggere un libro, fare uno spuntino, giocare a pallone, meditare ed aspettare, praticare tai-chi, portare a spasso il cane, i bambini o i nonni, fare capriole e girotondi, ballare, festeggiare, fare nuove conoscenze o stare da se ad osservare gli insetti, le nuvole, saltare la corda, andare in bicicletta, fumare un sigaro, recitare il corano, ragionare di calcio o di politica, stendersi al sole, dipingere, abbandonarsi nell’erba e aspirarne l’aroma, rilassarsi o dormire.” Il centro giovanile sarà trasferito nei vicini fabbricati industriali da espropriare per essere trasformati in “Casa della cultura”, cioè un luogo dove sia possibile conoscere, al di là di facili stereotipi le potenzialità insite nei fenomeni culturali. Mostre, concerti di musica classica e contemporanea, rassegne cinematografiche e festival gastronomici potranno essere le attività di politica culturale da perseguire. In esso troverà posto un museo virtuale della città, una biblioteca, un’emeroteca ed un cinema d’essai. Il capannone industriale dove attualmente ha sede il centro giovanile sarà mantenuto per essere trasformato in uno spazio espositivo attrezzato per l’allestimento di mostre temporanee. Esso sarà prolungato da una costruzione, che, ribadendo la forma voltata della copertura, destinata ad atelier con annessa abitazione riservata ad ospitare temporaneamente l’artista che, di volta in volta, l’Amministrazione vorrà invitare per la realizzazione di installazioni, sculture, performance etc. Accanto allo stesso edificio una lunga galleria, anch’essa voltata a botte, costituirà un ampio spazio porticato che formalmente definirà il lato meridionale del Giardino d’Arte che è pensato come una grande corte verde ove prenderanno posto temporaneo le opere che i vari artisti produrranno nell’Atelier (per esemplificazione sono mostrati negli elaborati di progetto, come citazione, opere di Consagra, Giacometti e Long) e che successivamente troveranno collocazione nei vari luoghi della città. Tale intervento persegue l’obiettivo, più generale, di inserire Chieri, già ricca di beni culturali pubblici e privati, in un più ampio e integrato circuito turistico con il territorio non solo comunale ma anche regionale. Oggi, che non ci si vergogna più di parlare di bellezza, è di nuovo possibile pensare che la qualificazione dello spazio possa essere realizzata attraverso l’Arte, intendendo per Arte ciò che, ancora oggi, riesce a suscitare un’emozione, un sentimento di stupore, una reazione istintiva dei sensi. È anche per questo che il nostro progetto prevede che gli spazi oggetto del concorso abbiano una sistemazione al suolo tale da consentire di collocarvi delle installazioni e degli interventi artistici che formino un vero e proprio percorso d’Arte, un percorso arricchito dalla presenza di opere contemporanee che con il loro carattere estraneo, surreale, ludico o concettuale facciano discutere, criticare, accendere la fantasia dei bambini e degli adulti, dei turisti e di chi si trova a passare per caso. Anche sul lato orientale del giardino un portico, di dimensioni più modeste, collegherà il giardino agli edifici scolastici. A Nord il confine con le scuole sarà limitato da un alto muro di recinzione che potrà essere ancora oggetto di performance dei graffitari del luogo. Un filare di pioppi, parallelo ad esso, definirà un lungo viale che condurrà verso il contesto più naturale delle rive del Rio Tepide, dove dei percorsi ludici e ricreativi saranno ombreggiati dalle alberature rimosse dall’attuale parco pubblico e qui ripiantate Nella piazza antistante allo spazio espositivo, vero luogo di cerniera del progetto, vi sarà l’edificio “hi-teach” della caffetteria che assumerà valore di segnale di richiamo con le sue pareti dotate di schermi per la comunicazione multimediale che si illuminano la sera , proiettando immagini relative alle manifestazioni in corso o in programmazione. L’altro intervento che riconfigura una parte della città è il recupero ambientale, urbanistico ed architettonico dell’area del l’ex Consorzio Agrario, adiacente alla Casa di Riposo delle “Orfanelle”. Tale intervento prevede la realizzazione di un “Centro di Servizi per Anziani”. Il progetto di questo tassello del centro storico, liberato da funzioni incongrue, restituirà lo spazio alla collettività, non rinunciando ad inserire, oltre agli spazi aperti, anche nuove attrezzature assistenziali. Si prevede di rimuovere i manufatti esistenti nell’area di concorso per sostituirli con un complesso di edifici che, attraverso un disegno unitario definiranno una corte interna fruibile da parte dell’intera cittadinanza. La via Tana e la via del Gualdo potranno essere raggiunte anche da Piazza Trento che, pavimentata con le lastre di pietra grigia locale, pur permettendo l’accesso carrabile agli spazi privati, non consentirà più la sosta degli autoveicoli e costituirà una “promenade” alberata che farà sistema con l’edificio delle Orfanelle e con il suo nuovo accesso pergolato. In posizione baricentrica, come elemento ordinatore delle nuove connessioni urbane, è posto un “Orto concluso”, un piccolo manufatto architettonico come archetipo dei giardini murati, tipici del tessuto della città di Chieri. L’intervento ricostituisce il fronte su via Tana con una sequenza, graduata in altezza, di edifici in cotto, connessi tra di loro e con la casa di riposo delle Orfanelle per mezzo di passerelle aeree dalle quali si potrà godere della vista del nuovo impianto. In sintesi il progetto prevede:
IL GIARDINO DEL CENTRO SERVIZI PER GLI ANZIANI
© Enzo Rosario Mazzola . Pubblicata il 12 Ottobre 2009.
- un corpo lineare, parallelo e prospiciente al fronte laterale dell’edificio delle Orfanelle, si confronterà con esso riprendendone l’altezza alla cornice e la larghezza dell’intero prospetto. Ciò servirà a creare un nuovo percorso pedonale, di carattere urbano, che sfocerà sulla nuova via di collegamento tra via del Gualdo e la piazza Trento. Esso ospiterà al Piano terra gli ambulatori per la riabilitazione fisioterapica e la relativa palestra e, al piano superiore, l’auditorium e altri spazi dedicati allo svago;
FRONTI SU PIAZZA TRIESTE E SU VIA TANA
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- un corpo intermedio di forma cubica ospiterà al piano terra un punto di ristoro e, al primo piano, gli uffici della direzione dove sarà ricollocato l’affresco rimosso dall’edificio che si prevede di demolire;
MUSEO DEL GIARDINO DELL'ARTE
© Enzo Rosario Mazzola . Pubblicata il 12 Ottobre 2009.
- un corpo ad “Elle” ospiterà al piano terra gli ambulatori medici ed infermieristici mentre, al piano primo, vi saranno dei mini alloggi, locali per la ristorazione e spazi ricreativi. Dalla via Tana si accederà ad un posteggio multipiano meccanizzato interrato;
IL GIARDINO DELL'ARTE - AREA EX CASELLI
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- nell’area della corte interna, la copertura del sottostante parcheggio meccanizzato, sarà sistemata a giardino pubblico;
- addossato al muro di recinzione con le aree private, un basso edificio ospiterà i locali tecnici e gli impianti. La cubatura massima edificata prevista rispetta la densità fondiaria prescritta, reperendo gli spazi pubblici minimi (circa 3.200 mq., di cui buona parte in forma di parcheggio pubblico interrato ).
La “promenade” di Piazza Trento porterà alla nuova sistemazione di piazza Trieste che sarà resa pedonale con una nuova pavimentazione in pietra grigia locale. Al centro della piazza sarà sistemata una fontana lineare con un alto muro centrale mosaicato che definirà spazialmente i vari ambiti; un lungo filare di pioppi cipressini prenderà inizio da piazza Trieste per estendersi in un sistema unitario per tutta la lunghezza di piazza Silvio Pellico. La piazza S. Pellico, sotto la quale troverà posto un parcheggio sotterraneo, sarà definito ai due estremi con la presenza di due elementi architettonici di risalita e discesa pedonale contenenti scale e ascensori. Le alberature, poste nella mezzeria della piazza, formeranno una barriera tra la parte carrabile e quella pedonale. Quest’ultima parte viene unificata in un lungo e ampio spazio, eliminando l’attuale banale sistemazione ad aiuole e parcheggio. Essa sarà scandita prospetticamente dai corsi guida trasversali della pavimentazione e dai gradini per assecondare la morfologia del sito; e per definire spazialmente i singoli ambiti delle Unità Edilizie prospicienti sulla piazza. Il flusso di traffico che affluirà verso il centro di Chieri, a causa delle nuove attrezzature d’interesse pubblico, sarà assorbito da un sistema di parcheggi tale da garantire la sostenibilità dell’intervento complessivo e la vivibilità degli spazi urbani concepiti nel progetto. Pur favorendo al massimo la fruibilità pedonale dell’area di progetto, i veicoli potranno raggiungere gli accessi privati, i negozi e il sistema dei nuovi parcheggi. In sintesi, i parcheggi previsti sono:
- due del tipo meccanizzato multipiano interrato, uno a servizio del centro di Servizi per Anziani, l’altro del Giardino d’Arte, e delle scuole. Ad entrambi si accede dalla via Tana. Tale soluzione è stata preferita per l’economicità della gestione in termini di addetti, di spazio e di rapporto costo-benefici; - uno a raso a servizio dello spazio attrezzato per mostre temporanee adiacente al Giardino d’Arte prenderà il posto di un capannone industriale che sarà demolito;
- uno interrato sotto la piazza Silvio Pellico, come già accennato, con le rampe di accesso nello slargo della piazza compresa tra la via De Maria e la via Massa che sarà arredato con finiture e panche in marmo e con delle alberature che ben occultano le rampe carrabili; un box in corrispondenza di via De Maria controllerà l’accesso alle rampe; la ventilazione sarà assicurata da estrattori che emergeranno nella piazza come dei cilindri carrozzati in rame facenti sistema con il filare alberato posto sulla piazza; le piantumazioni troveranno sede negli scatolari strutturali di sostegno del solettone a graticcio metallico. Le funzioni primarie delle vie, ovvero il disimpegno viabilistico agli accessi carrai e alle unità immobiliari, verranno rispettate, pur se modificate, arredate, arricchite, corrette e regolamentate per un migliore uso. La scelta dei materiali per la definizione delle pavimentazioni delle piazze e degli slarghi sarà compatibile con il carattere tipologico ed ambientale della città. Per quanto riguarda il sistema di illuminazione degli spazi pubblici si prevedono, coerentemente con quanto previsto con il regolamento edilizio, diverse tipologie: dall’alto, su pali e con schermature (Centro servizi per Anziani, Caffetteria, parcheggio a raso); dal basso, con corpi illuminanti a terra atti ad esaltare il disegno della pavimentazione in pietra locale delle piazze Pellico, Trento e Trieste; a terra, nei portici del Giardino d’Arte e nei pressi dell’accesso carrabile al parcheggio di Piazza S. Pellico. L’obiettivo di riqualificazione del nostro progetto di recupero traduce congruentemente quanto proposto dal bando di concorso attraverso: la sua sostenibilità economica; la sua sostenibilità ambientale ed ecologica, come si evince dagli elaborati grafici di progetto e dall’analisi dello stato di fatto; il rispetto del quadro storico, paesaggistico e sociale delle vie e dell’abitato; Concludendo, il progetto opera una reale qualificazione del tessuto urbano dell’area oggetto d’intervento e tutte le proposte innovative non entrano mai in conflitto e competizione con i privati frontisti o con gli esercizi commerciali che si affacciano su questi spazi.