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Novate Milanese (MI), Italia

NOVA-TAU

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Configurazione base. Il progetto sottolinea il tracciato di Via Repubblica e Via Cavour quale crinale strutturale della morfologia urbana, cercando di configurare un tracciato riconoscibile, identitariamente definito dalla analoga qualità materica oltre che dalla analogica modalità di dispiegamento del ritmo spaziale. Lo spazio pedonale e quello veicolare delle due strade, pur essendo definito da diverse scansioni ritmiche dei tratti della pavimentazione, è però disegnato con una sola complessiva modalità compositiva. Al contempo la lettura delle condizioni urbane attuali, definisce la coordinate entro cui strutturare il progetto di Piazza della Chiesa. Tale spazio è interpretato come luogo della sovrapposizione e dell’incontro di ragioni urbane differenti. Dove fisicamente si opera lo snodo dei flussi veicolari, compositivamente si osserva la stratificazione dei diversi lembi di pavimentazione discendenti dai tracciati storici, che prendono il sopravvento sul nuovo boulevard Matteotti, nel quale lo spazio dei veicoli è regolato sussidiariamente alla valorizzazione dello spazio delle persone. Quest’ultimo, pur non negando la necessità di contenere spazi per il parcheggio, è strutturato in modo da restituirne una unitarietà il più possibile marcata e vocata all’uso pedonale, che trova in una certa autonomia compositiva rispetto alle vie storiche, anche le ragioni di un distanziamento materico dalle stesse. La dotazione di arredo urbano concorre alla definizione dei differenti usi dello spazio, oltre che alla sua caratterizzazione morfologica; in particolare lungo il boulevard, dove in una seduta continua si aprono varchi che permettono di “attraversare” il nuovo spazio definito, in un movimento fluido che si istituisce la relazione tra portici esistenti e nuova passeggiata. La condizione di forte presenza veicolare e il carattere eminentemente urbano del sito ha suggerito un uso degli elementi arborei finalizzato alla definizione di singolarità puntuali, piuttosto che la consueta sottolineatura della direzione longitudinale con filari variamente disposti. La proporzionata disposizione degli elementi verdi permette così di determinare soglie di misurazione del boulevard, fino all’addensamento in Piazza della Chiesa, dove gli alberi interagiscono con la polla d’acqua in movimento. In questa configurazione, il progetto contiene tutti gli elementi che ne permettono la realizzazione, garantendo un elevata autonoma capacità dello stesso di incrementare la qualità urbana complessiva, senza coinvolgimento del sagrato.

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Configurazione ampliata. Assumendo il progetto così come configurato quale elemento di regolazione dello sviluppo inerente il sagrato della chiesa di Santa Maria Immacolata, questo viene ridisegnato dal riverbero in esso delle tracce evidenziate. Le geometrie dei cordoli risuonano in ripetizioni mai strettamente ortogonali tra loro, tese a perseguire la misurazione e la movimentazione della piattaforma rialzata, altrimenti eccessivamente permeata dalla uniformità dell’attuale pavimentazione senza particolari conformazioni formali. Pur non negando, ma anzi sistematizzando la superficie erbosa e le essenze verdi presenti, il sagrato integra la nuova pavimentazione di Via Cavour e implica la pavimentazione di una porzione di Via Madonnina, secondo modalità che tendono a restituire forme quadrangolari concluse, per quanto non strettamente determinate, capaci di determinarsi quale nuova centralità immessa nel tessuto urbano. Il luogo si costituisce quindi intessendo nuove relazioni, attualmente silenti, nella giustapposizione delle forme spigolose del sagrato, che allora si espande verso la strada in un movimento reciproco a quello che ne ha determinato la formazione, e le curve dell’area centrale di Piazza della Chiesa, che centralizzano (anche funzionalmente per la rotazione veicolare) lo spazio, oltre che porsi come elemento legante dei suoli stratificati.

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