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Pistoia (PT), Italia

Spazio I

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In un piccolo centro abitato alla periferia di Pistoia, per un’azienda di articoli per la cucina, il primo piano di un edificio industriale è stato convertito in un luogo espositivo e di lavoro. Il programma prevedeva la realizzazione di uno showroom aziendale con uno spazio per esposizioni temporanee e una sala eventi, in stretto contatto con un’area di uffici e laboratori. Si è optato per l’idea di un volume unico che consentiva di ampliare gli spazi con effetti di grande respiro e la creazione di molteplici livelli di interazione e comunicazione fra gli ambienti. La pianta lineare ed elementare, con architetture dentro l’architettura, capaci di creare una dinamica successione di spazi, presenta un luogo di carattere neutro: come una grande hall allestita con pareti/tende scorrevoli che consentono di trasformare velocemente lo spazio in area espositiva, sala eventi, sala conferenza e luoghi di lavoro. Gli arredi sono multifunzionali e diventano superfici espositive oppure assumono una funzione attiva. Uffici e sale riunioni concepiti come spazi più raccolti sono immersi nel grande spazio rettangolare da 18×30 metri con una superficie utile di 540 mq frazionabile in maniera flessibile. Un’importante parte del concetto progettuale era la realizzazione di una zona di comunicazione centrale aperta distribuita verso le varie parti funzionali del programma. Box traslucidi per riunioni e zone di lavoro aperte consentono uno scambio scientifico rapido e disinvolto. Alcuni tratti di spazio, pause tra il contenitore e i volumi contenuti, sono invece luoghi di pace e di concentrazione, piccole soste nella dinamica dei flussi interni di percorso. L’involucro interno è in lastre di policarbonato satinato in tonalità cromatica neutra; ciò conferisce alla pelle la capacità di trasmettere toni variabili di luminosità e un particolare effetto tridimensionale. Le lastre in policarbonato opalino costituiscono un involucro smaterializzato: i riflessi di luce sui materiali e sugli oggetti donano alle pareti un aspetto in continua elegante metamorfosi. La membrana traslucida in policarbonato, di sera, illuminata dall’interno emana mutevoli cromie e trasparenze. In un aperto paesaggio espositivo di pareti qua e là modulate da diversi riflessi di luce si inseriscono gli spazi di riunione: dentro la pelle perimetrale adagiata sulla struttura preesistente si susseguono volumi a pianta rettangolare con pareti traslucide su cui sembrano fluttuare gli elementi orizzontali in cemento del soffitto. La semitrasparenza dei tendaggi filtra la luce diretta proveniente dall’esterno creando un effetto etereo. L’illuminazione artificiale è affidata ad una trama di lampade d’alluminio a sospensione mentre tramite la modulazione del policarbonato è possibile ricreare una regolare diffusione della luce naturale nella profondità dello spazio. All’interno, i pannelli di rivestimento satinato velano la vista verso l’esterno e dissolvendo la luce naturale, evitano fenomeni di abbagliamento. Sottili aperture nella parete interna traslucida dei box consentono fugaci scorci prospettici attraverso l’involucro verso il movimento esterno. I pannelli in vetro, come scorci sul sistema modulare in lastre di policarbonato, trattenuti in guide d’alluminio, irrigidiscono il telaio. La combinazione dei materiali crea un’atmosfera di serena tranquillità in sintonia con i prodotti esposti. Gli spazi sono dotati di un sistema di riscaldamento elettrico per irraggiamento a pavimento e raffrescamento tramite impianto di nebulizzazione e ventilazione meccanizzato. Dietro le lastre traslucide dei corridoi tecnici sono disposti tubi fluorescenti bianchi che si accendono con un dispositivo a tempo. L’atmosfera accogliente e stimolante degli interni è creata con pochi materiali e colori: dalle pure pareti opaline ai pavimenti in linoleum grigio, dalla superficie in cemento dei soffitti ai bianchi neutri degli arredi. Ne risulta un progetto di conversione e di incremento della densità dello spazio, una “fabbrica di idee” con nell’aria ancora presente il particolare fascino dei luoghi dell’industria.

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