Concept e planimetria
© Stefano Dosi . Pubblicata il 29 Ottobre 2009.
L’edificio si configura con linee e volumi semplici per non contrastare la bellezza del paesaggio ma esserne complementare. Due piastre inglobano una struttura vetrata con forma a “pettine”. In tale parte è allocata la parte di asilo, quella dei servizi comuni, gli accessi e la parte a scuola materna. Sul fronte della vallata l’edificio si configura come adagiato sul terreno e con forme estremamente semplici, come da schema qui riportato, lasciando il compito della caratterizzazione ad un elemento ad onda posto inferiormente. Tale elemento è parte strutturale dell’edificio e al contempo zona di interazione tra interno ed esterno. La parte su via Macannone e viabilità di collegamento è invece più frastagliata (pettine) per una corretta connessione tra accessi, funzioni e morfologia del terreno. Le due piastre hanno funzioni differenti: quella superiore a livello circa della via, è elemento socializzante e ad uso pubblico (belvedere, tetto giardino), oltre che alloggiamento impianti solari. Quella inferiore è zona protetta a filtro tra attività all’interno e attività a contatto con l’ambiente esterno; è inoltre differenziata nelle dimensioni a seconda della funzione prospiciente: più stretta sulla valle come collegamento tra le due zone, ampia nella parte ad asilo e più ampia nella parte di maggiore utilizzo (scuola materna). Le due piastre presentano ampie bucature che permettono di vedere i vari livelli (controllo) sino all’attacco a terra. Una bucatura circolare della piastra inferiore è collegata al terreno mediante una scala elicoidale con alzata minima (10 cm) e ampia pedata. Alcune piante ad alto fusto collegano visivamente i vari livelli attraverso le bucature, permettendo di vedere le chiome degli alberi a livello degli occhi. La parte vetrata è arretrata rispetto al filo delle piastre anche per consentire un adeguato ombreggiamento differenziato tra estate ed inverno. Un’ulteriore schermatura interna è affidata ad un particolare sistema di “tende” in liste di feltro atossico colorate ritorte e connesse verticalmente ad un’intelaiatura scorrevole. In tal modo è possibile avere al contempo uniformità di linguaggio architettonico, forte e semplice caratterizzazione della parte vetrata, filtri visuali verso l’esterno, oscuramento totale o parziale mediante traslazione dei pannelli (due binari a pavimento e soffitto consentono sovrapposizioni e movimento), caratterizzazione optional notturna con luce interna filtrata dal disegno delle liste di feltro ritorto. Gli accessi separano e connettono al tempo stesso le tre diverse zone, configurando l’intero fronte vallata come una zona di ingresso, attesa e biblioteca, oltre che di ampio connettivo tra le funzioni. Sia nell’asilo che nella scuola materna la connessione delle varie sezioni avviene mediante un ambiente ampio e stimolante per la curiosità: una sorta di centro di interesse e per attività libere che inglobi piccole isole tematiche, aperte, chiuse e semi-aperte. Tutte le funzioni e gli ambienti necessari al corretto utilizzo sono allocate in prossimità delle sezioni stesse o centralizzate in ciascuna delle due ali. Ulteriori servizi comuni (mensa, cucina, depositi, pulizie ecc) sono nel corpo centrale. Un ulteriore ambiente comune (centro giochi) e di autonomo utilizzo è ivi allocato e può avere un accesso esterno autonomo. La divisione a pettine permette perciò sia un’ottimale connessione con l’esterno e la morfologia del terreno, sia una funzionale disposizione delle attività all’interno, lasciando il fronte principale libero di dialogare con semplicità con il contesto paesaggistico in cui si inserisce. In particolare i due accessi mediante rampe inquadrano il paesaggio della valle già sin dall’esterno attraverso trasparenze che si fronteggiano: l’esterno rientra all’interno dell’edificio e lo connota. I due fronti vetrati distanti infatti pochi metri permettono di far percepire la vista della vallata prima ancora di entrare nell’edificio. Gli spazi sono dimensionati in base alle vigenti normative, e per un totale di circa 150/160 utilizzatori contemporanei. Gli ambienti interni, pur essendo integrati in una struttura unitaria, sono frazionati, raccolti e trasmettono una sensazione di tranquillità ed intimità, anche grazie alla permeazione del paesaggio all’interno. A locali raccolti e delineati, si susseguono spazi più ampi e totalmente flessibili che permettono personalizzazioni dei giochi e della socializzazione sulla base delle indicazioni pedagogiche. La configurazione dell’ambiente esterno è la naturale prosecuzione di quello interno, sia in termini di rispetto delle esigenze pedagogiche che di quelle ambientali e paesaggistiche. Infatti a vere e proprie “stanze all’aperto” protette e utilizzabili anche in caso di mal tempo (logge/terrazze protette) si alternano spazi esterni variamente configurati e/o ombreggiati: l’area sottostante l’aggetto dell’edificio con la grande onda colorata (elemento di curiosità e di giochi) ma a contatto con il verde, quella della grande cavea naturale aperta sul paesaggio come luogo di socializzazione e didattica all’aperto. Infine parti ombreggiate naturalmente con alberature sul lato nord-est dove ora sono presenti alcuni filari di piante da frutto (permanenza degli elementi naturali attuali o loro memoria paesaggistica)... Ecc.
Inserimento, schema e scorcio.
© Stefano Dosi . Pubblicata il 29 Ottobre 2009.
Copertura, sezioni e schemi distributivi.
© Stefano Dosi . Pubblicata il 29 Ottobre 2009.
Dettaglio della facciata.
© Stefano Dosi . Pubblicata il 29 Ottobre 2009.
Il gioco, l'emozione.
© Stefano Dosi . Pubblicata il 29 Ottobre 2009.
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