© Angelo Verderosa . Pubblicata il 23 Marzo 2005.
L’impianto architettonico originario è basato su pianta quadrangolare, originata dal mastio centrale, con cortile interno; i grafici di rilievo annotato offrono una lettura di ricostruzione orografica del sito: nel punto sommitale del grande masso calcareo di Quaglietta si innesta la principale torre difensiva, il mastio, il donjon, da cui avveniva il controllo visuale, a 360° senza alcun impedimento, del territorio all’intorno.
© Angelo Verderosa . Pubblicata il 23 Marzo 2005.
A sud la valle del Sele verso i Monti Alburni, a ovest i Monti Picentini, a nord la valle del Sele verso la Sella di Conza e S.Gerardo, a est i monti di Valva.
© Angelo Verderosa . Pubblicata il 10 Maggio 2005.
Al Castello si accede unicamente dal borgo medioevale, superando porte e impervie strettoie; superata l’alto muro di cinta, si prende la rampa di accesso; da questa si sale al piazzale panoramico e quindi al portone d’ingresso del Castello; per mezzo di un androne coperto da una volta a botte si passa al cortile da cui si diparte la scala di accesso ai vari livelli.
© Angelo Verderosa . Pubblicata il 10 Maggio 2005.
La pianta si ripropone su tutti i livelli con variazioni e ampliamenti dovuti alle possibilità offerte dall’orografia piramidale.
© Angelo Verderosa . Pubblicata il 10 Maggio 2005.
Quello che rimane dell’antico maniero è quanto sopravvissuto al disastroso sisma del 1980 e all’incuria seguita fino alla data odierna.
Il progetto di restauro prevede il consolidamento di quanto a noi pervenuto e l’integrazione muraria con l’utilizzo di tecniche tradizionali al fine di rendere l’intero complesso strutturale efficiente ed idoneo all’impiego futuro.
Il sistema fondazionale, così come concepito originariamente, non presenta nella sua globalità patologie strutturali rilevanti; vi è la sovrapposizione degli elementi lapidei costituenti la struttura fondale direttamente sulla roccia affiorante, nei luoghi e nei modi imposti da quest’ultima.
L’intervento di restauro è urgente e necessario sia per conservare quanto scampato al sisma che per evitare l’ulteriore diffondersi del quadro fessurativo e dei conseguenti crolli; ulteriori ritardi potrebbero portare alla completa rovina delle importanti tracce architettoniche tuttora leggibili.
Metodologicamente si è proceduto alla esecuzione di approfonditi rilievi topografici, architettonici, di opportuni saggi e sopralluoghi in sito al fine di accertare lo stato dei luoghi.
I grafici sono il frutto di 4 mesi di rilievi dettagliati, eseguiti in loco dal gruppo di studio che ha affrontato tutte le difficoltà costituite dai ruderi pericolanti.
Il progetto, almeno in questa fase (p. definitivo), si limita a proporre la ricomposizione volumetrica di parte dei ruderi (facciata principale e torre) lasciandone altri allo stato in cui si trovano (lato rupe a nord); dai grafici si evince con chiarezza lo stato dei ruderi e le parti da ricomporre; si immettono elementi in acciaio per segnalare percorsi e scale e 2 ascensori per dare accessibilità ai disabili.
Si ricavano 3 sale per gruppi di 50-60 persone (convegni ed attività didattiche) e altre sale di uso pubblico.
L’immobile viene dotato di servizi igienici e attrezzature per il superamento delle barriere architettoniche compatibilmente col valore architettonico dei beni vincolati.
Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:
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Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav
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