SuperHando è una struttura altamente innovativa e dedicata alla erogazione di servizi integrati alla persona, a favore dei disabili fisici e psichici, ma allo stesso tempo al soddisfacimento dei bisogni di persone temporaneamente non autosufficienti o in condizioni di disagio sociale. Un importante presupposto di metodo è costituito dall’idea che non si tratti di “adeguare”, “integrare” o “correggere” modalità di funzionamento e tipi di spazi ormai consolidati (nati per l’utenza dei normodotati) ma, ribaltando lo schema del ragionamento, ritrovare nuove e interessanti qualità dello spazio (destinato all’uso da parte di tutti i soggetti indistintamente), a partire da diverse specifiche esigenze funzionali. Particolarmente rilevante, rispetto agli obiettivi generali, anche la scelta di integrare nella struttura usi destinati specificamente agli ospiti con altri fruibili direttamente anche dall’esterno. Sia le considerazioni che riguardano il rapporto con il luogo, sia quelle relative ai caratteri degli spazi e del funzionamento interno, così come le scelte sulle destinazioni d’uso, forniscono le ragioni del principio fondativo sul quale si articola il complesso SuperHando. Un impianto fortemente orizzontale, di soli due-tre livelli, che grazie al suo sviluppo longitudinale permette di fare a meno di scale o ascensori per i cambi di livello. Il principale spazio distributivo diventa dunque anche spazio collettivo, di scambio e di soggiorno, panoramico verso la campagna. Alle due estremità i due accessi principali: quello a nord, dal centro storico, dove viene localizzato anche il “quartiere generale”, amministrativo e operativo, della struttura; quello a sud, dalla strada di collegamento con l’area metropolitana di Cagliari, che sarà ospitato presso la parte che sarà realizzata con un successivo finanziamento. Con le permeabilità tra i due flussi regolate lungo il percorso interno. La presenza dei corpi trasversali dà luogo inoltre a un sistema di pseudo-corti aperte: affacciate verso la campagna a ovest e verso il centro abitato a est. Dal punto di vista della morfologia urbana e del rapporto con il paesaggio tale impianto permette di stabilire rapporti né invasivi né conflittuali con il tessuto preesistente, con il quale si integra con analoghe altezze e spessori di corpo di fabbrica e, contemporaneamente, di definire il margine urbano in relazione con il paesaggio agricolo.
L’elemento principale dell’impianto è costituito dal lungo corpo di fabbrica curvilineo attraverso il quale avvengono tutte le connessioni e gli scambi, sia orizzontali che verticali. Una sorta di edificio-strada che interseca i corpi di fabbrica trasversali che ospitano le diverse specifiche funzioni. Grazie al suo sviluppo longitudinale, il corpo curvilineo può ospitare le rampe che permettono lo scambio tra i diversi livelli. Questo, che diventa il principale sistema di connessione/distribuzione per tutti gli utenti indistintamente, rende secondario e marginale l’uso di scale e ascensori. Ciascuno dei corpi trasversali che viene intersecato, anche in relazione con la geometria delle rampe, ha uno scarto di mezzo livello tra la porzione a monte e quella a valle. Tutti gli spazi dell’elemento curvilineo – o che di questo costituiscono diretta emanazione – sono di uso collettivo. Oltre alla distribuzione principale si trovano infatti hall, bar, ristorazione (sorta di espansione verso una delle corti a valle) e spazi di soggiorno e socializzazione; e, nella testata a nord, in diretto rapporto e connessione con il centro storico di Settimo, tutti gli uffici che riguardano la gestione generale della struttura. Alla estremità opposta la struttura dovrà essere proseguita e completata, attraverso un prossimo finanziamento, con la parte terminale che potrà dunque costituire e “segnare” l’accesso da sud all’intero complesso, oltre a integrare servizi e funzionalità.
La collocazione dell’edificio garantisce le più favorevoli condizioni di esposizione e soleggiamento e, inoltre, sono adottate le tecniche costruttive più efficaci nel garantire la riduzione dello scambio termico, anche in relazione con gli usi specifici delle singole parti. Il corpo curvilineo longitudinale, coerentemente con la sua natura di “strada coperta”, non è climatizzato, ma nella sua progettazione e costruzione sono utilizzati criteri tali da garantire comunque le condizioni di confort più opportune. Oltre all’elevato coefficiente di isolamento termico dell’involucro, sono stati curati in particolare gli aspetti relativi alle protezioni passive e ai benefici derivanti dagli apporti gratuiti di calore in regime invernale. Il grande lucernaio che si snoda per tutta la lunghezza è infatti in grado di captare calore in inverno, mentre in estate, schermato e parzialmente aperto, garantisce la ventilazione naturale. Anche per i corpi trasversali l’applicazione di criteri bioclimatici è stata determinante per le scelte progettuali e costruttive. Distinguendo nettamente tra pareti a nord, cieche, isolate e protette con un guscio esterno, e pareti a sud, completamente vetrate, ma schermate da una copertura aggettante, in grado di impedire l’irraggiamento diretto in estate ma di consentirlo in inverno, si ottiene un bilancio energetico favorevole. Le caratteristiche tecnologiche dei materiali impiegati, vetri basso-emissivi e/o selettivi, copertura ventilata in zinco-titanio, coibentazioni termiche di alta efficienza, etc, incrementano poi ulteriormente le prestazioni.