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Padova (PD), Italia

Ristrutturazione e ampliamento biblioteca comunale di “Corte Valenti” a Garbagnate Milanese

“Investire in tecnologia e risorse per essere sempre al fianco dei cittadini nel pieno rispetto della natura…”

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La proposta progettuale Si doveva creare uno spazio che non c’era. Creare un nuovo spazio lasciando per quanto possibile le aree esistenti intatte, con il verde e gli alberi a testimonianza storica ma, nello stesso momento, sentinelle e riferimento per gli spazi dell’innovazione, del futuro, che abbiamo creato sotto di loro. Sotto di loro: l’uso del sottosuolo è la nostra idea. Il sottosuolo è la soluzione, perché ci permette di disporre di spazi e volumi senza togliere alle aree esterne nulla della loro attuale presenza e funzionalità, anzi aggiungendone di nuove.

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La proposta progettuale quindi, parte dall’individuazione di un asse preferenziale sud–nord lungo il quale si sono individuate tre macro aree: area della nuova biblioteca, area della corte Valenti, ed una nuova area non prevista dal bando, Largo Anelli, ora adibita a parcheggio. Proprio quest’ultima area ha costituito il punto di partenza del progetto ed ha, di fatto, rovesciato sia l’asse preferenziale che lo studio distributivo dei percorsi. Infatti la riflessione sul nuovo parcheggio richiesto per circa 200 auto, presumeva degli spazi che andavano a depauperare gran parte delle aree disponibili. L’idea di utilizzare la stessa area con più livelli sotterranei adibiti a parcheggio è stata quasi una conseguenza logica: il risultato è stato quello di ricavare i posti auto richiesti e di “liberare” in superficie la piazza stessa che, così, sarà restituita “a nuova vita” ed ai cittadini, divenendo un parco pubblico! I parcheggi sono stati collocati nei due livelli interrati, studiando e razionalizzando i flussi di entrata e uscita per garantire massima sicurezza e fluidità di manovra. Non solo. Dal nuovo parcheggio sotterraneo abbiamo creato un percorso che passa sotto Via Monza ed esce all’interno della Corte Valenti con una scenografica scala elicoidale che sale abbracciando un cono rovescio di vetro e acciaio: il nuovo ingresso alla biblioteca esistente. Questo elemento architettonico, semplice ma di grande effetto scenografico, verrà ripetuto in molte varianti e dimensioni, in varie zone del percorso creato nel sottosuolo, ed assolve a più funzioni: dare luce ai piani sottostanti, creare i nuovi percorsi verticali, divenire punti di riferimento delle nuove architetture. La corte Valenti con il filtro di questo nuovo volume vetrato acquista, entrando sia dall’ingresso ora esistente, che dal sottosuolo, un’importanza maggiore e quasi un’aura di magia, perché l’effetto del vetro a curva spezzata ingentilisce ma anche ingigantisce la prospettiva, conferendo un aspetto nuovo e magnifico alla Corte. Anche perché, sull’altro lato della stessa, si colloca un elemento analogo che riflette, quasi specchiandosi, l’effetto scenografico. Nella Corte poi sono inseriti piccoli elementi conici analoghi, necessari a dare luce ai volumi sottostanti, che creano un nuovo percorso con panchine di sosta che circondano i volumi vetrati, dando una ulteriore funzione agli stessi. La Corte così organizzata permetterà l’organizzazione autonoma di eventi al suo interno, eventi che si potranno vivere passeggiando nel verde delle Corte, ammirare dalla terrazza panoramica di uno dei due coni o dalla terrazza-bar dall’altro, sia di giorno che alla sera, quando un’illuminazione articolata intorno ai nuovi elementi architettonici, sia piccoli che grandi, permetterà una fruizione suggestiva dello spazio. Dall’ingresso principale della biblioteca esistente, attraverso l’elemento conico, si scende per continuare il percorso sotterraneo sotto la Corte. Qui abbiamo collocato l’Officina della memoria: quale luogo migliore che l’interno di un antico chiostro, dal quale si riceve la magia della luce, per evocare in totale silenzio il passato e riprendere le antiche usanze e attività. Da qui si continua con spazi espositivi o per associazioni un percorso che ci porta fino sotto l’attuale area adibita a teatro all’aperto. In questo nuovo percorso si definiscono a livello distributivo le varie aree previste dal programma, tutte con illuminazione dall’alto per mezzo degli elementi conici o, nel caso della nuova biblioteca, anche con grandi vetrate laterali a nastro. Ecco, la nuova biblioteca. Anche in questo caso, le varie funzioni previste e il loro dimensionamento ci hanno portato a riflettere sulla necessità di rendere simbolicamente visiva questa nuova architettura. Abbiamo pensato di “sollevare” metaforicamente l’attuale area mantenendone le funzioni e di creare, sempre nel sottosuolo, la nuova biblioteca, l’archivio, la sala convegni-conferenze, i laboratori musicali. Questi ultimi studiati in modo simmetrico così che, all’occorrenza riaprendo gli spazi chiusi con pareti mobili, possano divenire una piccola sala da concerti. L’ingresso alla sala convegni interna ed all’arena esterna avviene da un grande cono rovescio di vetro e acciaio, affacciato su Via S. Ambrogio, che filtra i percorsi verticali e l’accesso alle varie attività. Giunti all’area all’aperto soprastante la sala concerti, ci si trova in un parco pubblico in parte fruibile anche come arena o sala concerti esterna, o teatro all’aperto: infatti un grande palco attrezzato permetterà l’esecuzione di qualsiasi programma. La parte rimanente dell’area esterna soprastante la nuova biblioteca sarà adibita a parco giochi per bambini ed attrezzata con un piccolo percorso vita e zone di sosta e lettura. La nuova biblioteca, situata nel sottosuolo, è ora prevista su un solo livello ma potrà anche avere superfici maggiori: il dimensionamento sarà conseguenza delle decisioni esecutive successive, la duttilità dello spazio nel sottosuolo permette questa flessibilità a livello di proposta progettuale. La tecnologia informatica ed i supporti multimediali costituiranno l’ossatura parallela che informerà tutti i percorsi e le aree di sosta. In ogni punto e da ogni zona si potrà ricevere informazioni inerenti le strutture del Centro Culturale, sia in essere che future; si potrà dialogare in modo interattivo con i media presenti e contribuire a migliorare il funzionamento del sistema: il Centro diverrà un nodo tecnologico aperto. La tipologia distributiva, tenendo nella dovuta considerazione i percorsi e i collegamenti, è il risultato di uno studio attento che è intervenuto costruendo un puzzle quasi già delineato, disegnando con grande attenzione un involucro edilizio che cerca di integrarsi senza contrapporsi all’edilizia circostante e che, utilizzando la grande copertura risultante a giardino pensile, crea con questo un luogo di incontro e di socializzazione interno-esterno, e così cerca e propone un dialogo con la città ed i suoi abitanti. Architettura che cerca di non contrapporsi ma che vuole anche essere riconoscibile, come nuovo punto di riferimento cittadino. Ecco allora che l’ingresso, luogo simbolo di incontro, si presenta ed è caratterizzato da un volume vetrato su tutti i lati – il cono rovescio – che si apre verso l’alto a tripla altezza. Cono trasparente, come l’immagine del Comune verso i cittadini: propositivi ed aperti, come luogo pubblico di incontro che giunge, con una leggera ed aerea scala, ad una terrazza panoramica nel verde e a un bar caffetteria con tavolini anche all’aperto.

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