Europaconcorsi

oristano (OR), Italia - Concorso - Ottobre 2009
2+1 officinarchitettura, AMC associati, SCE Project Srl, artech studio, lai & sequi associati, Mario Casciu, studio lazzari
centro intermodale passeggeri oristano
1° Premio del concorso: Centro intermodale passeggeri e stazione di interscambio di Oristano
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Pubblicato il 14 Novembre 2009

Oggi il territorio urbano presenta una situazione assai differente dal passato, quando era definito essenzialmente dall’alternanza tra pubblico e privato. L’avvicendamento avvenuto nel secolo scorso riguardo gli spazi pubblici (ovvero dai “luoghi” ai “non luoghi”, dalla città storica alla metropoli artificiale) ha imposto una diversa presa di coscienza della natura di spazio urbano. Se da una parte i grandi contenitori spesso riproducono artificialmente al loro interno la forma urbana, dall’altra i centri storici si avviano a trasformare la loro struttura verso un’uniformazione scenografica degli spazi assecondando i percorsi turistici. Le diverse linee evolutive del grande magazzino e dello “shopping mall” stanno confluendo sempre più in un’unica esperienza diffusa: lo shopping associato senza soluzione di continuità alla cultura, allo spettacolo, agli aeroporti, alle stazioni, ai musei, favorisce l’integrazione di diverse parti della città in un insieme unico. Queste trasformazioni che, attraverso operazioni di impatto radicale investono le nostre città, stanno determinando una serie di cambiamenti nelle modalità di percezione, di fruizione e di organizzazione del territorio. Il paesaggio antropizzato contemporaneo è già assimilabile ad un sistema inorganico le cui parti non appartengono necessariamente ad una struttura superiore che risponde a determinate leggi lineari ma ad un ordine globale sostenuto da regole complesse. Di fronte a questa “uniformazione” non si può più parlare di un recupero nostalgico dei modi di disegnare il territorio facendo ricorso a strutture conformate. La ri-scoperta di spazi che fino a poco tempo fa non erano percepiti quali elementi strategici per il disegno del sistema urbano complessivo restituiscono nuovi scenari d’uso possibili alla città. La pensilina, assunta quale storico elemento segnalatore disseminato sull’intera rete e nell’immaginario collettivo, ci permette di ri-configurare la stazione come nuova centralità urbana, al contempo luogo fisico e metafora dell’informazione, e di ri-leggere la sua storica ragione d’essere “installazione” in un nuovo sistema di relazioni città, ambiente e paesaggio. Il centro intermodale di Oristano è pensato come una sovrapposizione capace di ridare senso allo spazio, agli usi ed alle dinamiche della stazione. Il nuovo centro intermodale passeggeri diviene una sovrapposizione. Viene aggiunto un ulteriore livello di significato, un altro spazio. I livelli si nascondono per poi riaffiorare, proprio come lo sguardo dell’osservatore verso il paesaggio. La tradizione, il paesaggio, l’energia, i simboli della comunicazione, il pannello segnalatore, la pensilina, sono divenuti nuovi livelli di senso da sovrapporre allo spazio esistente della stazione. Per noi questo percorso ha significato il tentativo del superamento dell’idea di una stazione soltanto simbolica, per riprendere allo stesso tempo il percorso di un continuo aggiornamento, del movimento che popola il tessuto dei comuni serviti dalla rete dei trasporti, e della campagna che la circonda. La tessitura, metafora delle “fatiche” dell’uomo, del lento sovrapporsi di trame che disegnano gli oggetti della tradizione della Sardegna; la texture del territorio, della città e delle campagne oristanesi. L’edificio-recinto è pensato per custodire, proteggere e al contempo veicolare attività e contenuti. L’intento è quello di mettere in scena una tradizione e una cultura attraverso un segno ancestrale, il cerchio, e le sue possibili aggregazioni (come avviene proprio in alcune tipologie di tessiture). Quest’ultimo, in quanto oggetto della rappresentazione, si dispone in vario modo sulla copertura ed assolvendo alle richieste energetico-distributive compone un’immagine: un brandello di tessuto in grado di legare e sovrapporre il passato al futuro. Lo spazio interno, delimitato dalla grande copertura forata, concorre ad offrire al visitatore un’esperienza conoscitiva sui temi dell’energia. Sole, luce, vento, acqua, materie prime della tessitura del nostro progetto, hanno guidato il processo di sintesi per essere utilizzati dal nostro edificio. La copertura, pensata quale dispositivo che porta all’autosufficienza energetica l’edificio, consente di aggregare nel tempo “celle energetiche” in relazione alle disponibilità economiche e finanziarie nelle varie fasi di attuazione del progetto.

Il progetto si costituisce come sistema concepito per supportare il maggior numero di programmi possibili. L’idea di fondo è che sia possibile, per il nuovo sistema, dilatarsi o contrarsi nel tempo a seconda delle esigenze e delle logiche di evoluzione e trasformazione del territorio interessato dall’intervento. Il progetto non disegna un singolo edificio-stazione, ma modella uno spazio i cui confini, margini di un territorio articolato, definiscono un luogo fisico e immateriale dove i volumi racchiudono spazi all’aperto e gli spazi sono i percorsi che servono simultaneamente le funzioni e i differenti flussi di passaggio. L’idea generale è che i percorsi di attraversamento del territorio, i percorsi nel centro intermodale e i percorsi relativi alle differenti funzioni si possano sovrapporre e scambiare, in modo da divenire sistema di scambio multifunzionale realmente fruibile. L’edificio è concepito al fine di garantire una continuità nella sequenza di tre categorie di flussi: i diversi percorsi derivanti dall’intermodalità, i percorsi indipendenti dalla funzione specifica intermodale ed i percorsi di servizio. Il centro intermodale si articola su una piastra a quota +0,15: la corte centrale, allo stesso tempo stazione di scambio e spazio pubblico della città. Attorno ad essa il piazzale in cui si attestano, con rapporti differenti, gli arrivi e le partenze degli autobus urbani ed extraurbani, le aree destinate ai taxi ed il parcheggio a raso. La viabilità al servizio del centro intermodale separa i differenti flussi pubblici, privati e di servizio. Al di sopra di questo “basamento”, protetti dalla pensilina, poggiano differenti volumi il cui orientamento deriva dalle esigenze dettate dai criteri di sostenibilità energetica, dal contesto e dalle funzioni richieste dal programma. Sotto la corte centrale, in stretto rapporto con la stazione ferroviaria esistente, il parcheggio interrato. In stretto rapporto con la stazione ferroviaria e con la piazza Ungheria, il prolungamento del sottopasso esistente conduce direttamente ad uno spazio a tripla altezza che costituisce il grande ingresso al nuovo centro intermodale e che mette in relazione visiva, spaziale e funzionale tutti i livelli e le componenti del progetto. L’edificio passeggeri contiene le funzioni principali del programma (sale d’attesa, spazi commerciali a servizio del centro, biglietterie, informazioni, deposito bagagli, posto di polizia, uffici, servizi). Il volume del bar/ristorante, in posizione baricentrica rispetto alla corte centrale, mette in relazione, attraverso lo spazio a doppia altezza, le funzioni del piano terra con la terrazza della sala d’attesa istituendo una nuova relazione con la piazza interna e con il paesaggio circostante. Anche il volume più a nord, destinato ad attività culturali a servizio della città, si apre, come gli altri, sulla corte centrale ponendosi in rapporto con gli spazi e le funzioni più propriamente specifiche dell’intermodalità. I volumi, disegnati con il duplice tentativo di “aprire” l’edificio-recinto ad un rapporto visuale con il paesaggio circostante e di realizzare una nuova piazza, sono caratterizzati da una pelle esterna unitaria formata da murature tradizionali intonacate e pareti ventilate microforate e da una superficie interna trasparente. Una maglia di esili pilastri metallici che fora i corpi di fabbrica ed arriva a terra, sorregge la pensilina, ad un tempo sintesi simbolica delle tradizioni e delle relazioni funzionali, metafora della tessitura. Filtro di luce naturale e contenitore di quella artificiale, trasformatore di energia solare, componente del sistema di areazione naturale e gestione del vento, contenitore degli impianti tecnologici, la pensilina metallica assolve alla funzione di unione degli spazi del centro intermodale assumendo il ruolo di luogo simbolico e rappresentativo.

PROGETTO s.c.e project srl (capogruppo) _2+1 officina architettura (coordinamento) _artech studio _casciu associati & mario casciu _sequi e lai associati

strutture _studio di ingegneria lazzari impianti _studio berti

gruppo di progettazione / project team irene asara edoardo boi matteo frongia piergiorgio loi yari marongiu silvia murgia silvio persico vittorio secci claudia sitzia giuseppe zicca

committente Provincia di Oristano

Progettisti
2+1 officinarchitettura, AMC associati, SCE Project Srl, artech studio, lai & sequi associati, Mario Casciu, studio lazzari
Collaboratore
Gruppo di progettazione
irene asara edoardo boi matteo frongia piergiorgio loi yari marongiu silvia murgia silvio persico vittorio secci claudia sitzia giuseppe zicca
Immagini (14)
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