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Alghero (SS), Italia

Riqualificazione dell'area denominata "Ex SAICA"

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L’ipotesi di progetto L’area oggetto del concorso, collocata tra il lungomare Garibaldi e la via Asfodelo, si configura come un vuoto urbano che per la sua collocazione ai margini della città storica e la città contemporanea si pone come occasione concreta per una nuova centralità alternativa allo storico ruolo di aggregazione vissuto quasi esclusivamente dalla città murata. Il progetto riprende la giacitura del lungomare Garibaldi attraverso una sequenza di fasce parallele, riverberata nello schema insediativo, ridefininendo una nuova e rinnovata immagine dello spazio urbano della città contemporanea. L’unica direttrice che interrompe e misura questa sequenza è quella di via Lamarmora che, tangente alla piazza alberata, lambisce la nuova struttura e arriva sino alla nuova sistemazione della banchina che costituire il primo elemento di una sequenza che dal mare, attraverso progressive variazioni di quota, arriva alla terrazza più alta affacciata sul verde. Questa porzione di sistemazione a mare, ampliando la passeggiata verso la banchina, va a sostituire l’attuale area di parcheggio che viene compensata dai posti macchina realizzati nel basamento della nuova struttura. Attraversato il nuovo lungomare una rampa leggermente inclinata ed una sequenza di gradini portano alla terrazza più bassa, sopraelevata rispetto alla sede veicolare, da cui si sale alle terrazze più alte che danno accesso ai vari spazi pubblici e privati e che consentono una serie di viste panoramiche sul mare, sulla città storica e sulla città contemporanea. La passeggiata del lungomare trova una sua naturale continuità nelle larghe rampe che collegano i vari livelli, questi piani inclinati consentono di esperire e percorrere lo spazio pubblico in modo fluido. La sequenza spaziale che ne deriva rimanda per analogia alle condizioni che si ritrovano nei centri storici delle nostre città. Le ragioni del progetto possono essere esemplificate attraverso la descrizione dei sistemi che intrecciati tra loro ne risolvono la complessità definendo allo stesso tempo un disegno chiaro ed unitario capace di fare dialogare gli spazi ipogei con gli spazi all’aperto, le nuove funzioni e l’intervento tutto con le preesistenze storiche e con il contesto circostante.

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IL SISTEMA DEL VERDE La sequenza ritmica delle palme del lungomare, innestate sulla pavimentazione, si estende per file parallele all’interno del progetto, nella nuova sistemazione lungo la banchina, nella terrazza di accesso, nella corte interna e nella piazzetta antistante l’auditorium, rafforzando la continuità visiva tra le nuove sistemazioni e quelle esistenti ed espandendo percettivamenete su entrambi i lati, in corrispondenza del nuovo intervento, il lungomare stesso. Il verde urbano, che connota la piazza alberata tra via Vittorio Emanuele e via Catalogna, si espande lungo la via Lamarmora si insinua nel progetto e si incontra con i regolari filari di palme in corrispondenza della terrazza al livello inferiore, costituendo un “giunto” naturale con gli edifici preesistentiche si trovano all’angolo tra la stessa via Lamarmora e via Asfodelo.

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IL SISTEMA DELLA FRUIZIONE (pedonalità, relazioni visuali con il mare, con la città murata e con la città ottocentesca) Sul lungomare si affaccia il centro diportistico con annessi servizi commerciali, fitness, etc. che si interfaccia con la nuova sistemazione lungo la banchina. La terrazza a livello inferiore con una scalinata che ne definisce i due lati esterni si pone come cerniera di collegamento tra il lungomare e via la Marmora costituendo la principale porta d’accesso al nuovo intervento sia dal lato del mare che dal lato della città. Da questa grande terrazza, punteggiata dalle palme e affacciate sulla corte alberata, una prima rampa incassata porta a livello della terrazza intermedia che si affaccia sul porto costituendo la naturale espansione all’aperto del ristorane panoramico. A seguire un grande piano inclinato, copertura del livello più alto dei parcheggi e dell’urban center, conduce all’auditorium. La continuità di percorso e la sequenza di spazi aperti consente un’esperienza dinamica del paesaggio e della città.

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VIABILITA’ E PARCHEGGI

La collocazione degli accessi carrabili alla struttura interrata sulla via XXIV Maggio e sulla via Asfodelo permettono la fruizione del parcheggio senza interferire con i percorsi pedonali del lungomare Garibaldi e delle via la Marmora. Una delle scelte fondamentali è stata quella di non scendere di quota oltre un metro e sessanta dal livello del mare, minimizzando le problematiche relative agli scavi in presenza d’acqua.Il parcheggio è stato concepito come parte integrante del complesso contribuendo alla costruzione di un nuovo suolo artificiale che modificandosi in sezione contiene non solo le automobili ma anche gli spazi pubblici e privati che costituiscono il nuovo centro. Una rampa centrale di distribuzione consente di raggiungere i diversi livelli e di controllare

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Steel

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