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La Spezia (SP), Italia - Concorso - Ottobre 2009
Emanuele Dari, Marica Maroncelli, Alice Ranieri, Monica Rontini
Verde Fresco Libero Volo
Progetto partecipante del concorso: Riqualificazione architettonica e artistica di piazza Giuseppe Verdi a La Spezia (2a fase)
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Pubblicato il 20 Novembre 2009

L’idea alla base del progetto deriva dalla ricerca dei principi posti a fondamento dell’”Architettura Futurista” che ha trovato nella sua storia una sede proficua alla Spezia e che trova nella Piazza una importante testimonianza con il Palazzo delle Poste di Angelo Mazzoni. L’essenza di questo lavoro è il principio di movimento, la rappresentazione della dinamicità. Il progetto si presenta composto da diversi livelli che si muovono uno sull’altro la cui composizione tende ad una percezione dinamica: aerea e terrestre. Il movimento è infine esplicitamente denunciato da una rampa che simboleggia un pontile, luogo d’arrivo e partenza delle genti di mare, che sfugge all’elemento della pavimentazione per stagliarsi verso il cielo.

Il livello “0” è rappresentato da una sala ipogea con funzione polivalente in cui le sculture si calano ed emergono e l’illuminazione, attraverso i lucernai scatolari, ne consente la percezione al livello superiore.

Il livello “1” corrisponde alla riproposizione di un quadro futurista, pensato come un mosaico di materiale contemporaneo come il getto di cemento, colorato con polveri naturali e nel quale sono annegati elementi metallici di recupero della siderurgia navale; bulloni come ammoniti piritizzate e lamiere come brecce sono gli elementi di questo conglomerato di sedimentazione di piccoli frammenti della storia industriale della città.

Il livello ”2” è composto da due forti elementi rettilinei: il primo è la piastra che collega concettualmente Via XX Settembre con la Piazza stessa attraverso la scalinata posta ad ovest dell’Ufficio Postale in un circuito espositivo che connette il centro città con il disegno aereo futurista del terrazzamento mazzoniano; una sorta di passerella didascalica per dar vita ad un nuovo sentimento di rispetto e di appropriazione culturale del luogo, mostrando la preziosa cappella ai caduti, la fontana sfigurata dal rifugio bellico e il dipanarsi della Via Del Torretto tra scorci e palazzi; il secondo è la rampa in legno, forte elemento innovativo portatore di nuovi punti di vista e prospettive, simbolica rampa di lancio e allo stesso tempo simbolico pontile di approdo.

Il livello “3” è costituito da objets trouvés che richiamano la natura marittima del genius loci con i lucernari vetrati che si ispirano a containers, a carro-ponti che si alleggeriscono e divengono macchina scenica in una scansione di luoghi lirici dove le sculture e le architetture si appropriano della loro narrazione.

Una barca fatta di stoffe e abiti. Una barca che attraverso i vestiti della gente, rappresenta la sua città. Una barca che come la storia naviga nel tempo, racconta e contiene l’umanità. Una barca integra che ancora naviga nel presente, o una barca arenata che testimonia il passato di una città di mare che sa bene quanto il mare sia meraviglioso e terribile allo stesso tempo, quanto sappia dare ma quanta fatica chiede. I vestiti usati e vecchi sono quelle fatiche ma anche la meraviglia del mare fatto di colori e riflessi, così il tessuto diventa come un riflesso di un colore stropicciato nelle onde. Insieme alla barca, una ferita, ed ecco che ritorna la fatica del porto: il segno dello scafo che solca la terra quando trascinato a mare. Ma si sa: il mare costa fatica per poter accedere ai suoi doni.

La dinamicità è ricercata anche nella fruibilità della piazza, luogo urbano per eccellenza, che diviene teatro all’aperto, quando la rampa si presta a cavea, spazio questo per esposizioni fisse e temporanee e infine palcoscenico ideale degli elementi caratterizzanti la città, con la trasposizione di elementi tipici del porto che si piegano al loro nuovo utilizzo.

L’obbiettivo comune ai livelli è trasformare la piazza da semplice luogo di passaggio a nucleo per eventi artistico-culturali, in un intento ambizioso di dare a Piazza Verdi il ruolo di perno urbano, realizzando una ricucitura forte, tra i grandi spazi di Piazza Europa, della passeggiata a mare e dei giardini storici, con il tessuto fitto del centro storico, pullulante di piccoli e preziosi fatti urbani, che si trasforma inerpicandosi sui colli in elegante scenario residenziale dal panorama mozzafiato.

E’ la proposta di una piazza per tutte le ore del giorno, dove l’esistente viene enfatizzato quale patrimonio dell’identità storica della città, e le novità vengono accolte come arte in un luogo di incontro vivificato dall’altrui umanità.

La richiesta di flessibilità è ottenuta dalla suddivisione del progetto in diversi elementi indipendenti tra loro che ne consentono una realizzazione parziale e dilazionabile nel tempo.

Il progetto prevede una quasi totale pedonalizzazione, con l’eccezione di una corsia sul lato mare per un traffico limitato, mantenendo la quota della nuova pavimentazione uguale a quella esistente.

Capogruppo
Marica Maroncelli
Progettisti
Emanuele Dari, Alice Ranieri, Monica Rontini
Collaboratore
Altri Collaboratori
Matteo Lucca
Immagini (9)
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