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La Spezia (SP), Italia

Concorso di Progettazione in Due Gradi Per La Riqualificazione Architettonica e Artistica Di Piazza Giuseppe Verdi Alla Spezia

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Criteri di scelta e motivazioni della soluzione proposta

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La proposta progettuale, in coerenza con le priorità ed i suggerimenti sintetizzati tra gli obiettivi da raggiungere è stata impulsivamente ispirata dal luogo e da ciò che in realtà ci relaziona allo stesso……”la memoria storica”…”la tradizione”, “l’appartenenza al territorio”. L’intervento sull’invaso spaziale è stato pertanto volto essenzialmente al recupero dell’intera area con finalità prioritaria di riappropriarsi di quella funzione fondamentale di “luogo”, di aggregazione sociale e di incontro per la collettività, per poter essere il più importante contenitore di manifestazioni ed eventi che in esso potranno e dovranno svolgersi. In quest’ottica progettuale e di previsione possono essere riassunti i passaggi fondamentali che hanno indirizzato e costituito il “concept” preliminare.

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I NUOVI SEGNI DELLA PIAZZA: IL TORRETTO

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Lo spazio, ma soprattutto la forma e l’uso della piazza attuale ha chiarito immediatamente quali dovevano essere le priorità da individuare nell’approccio progettuale di riqualificazione, ovvero la riconversione di una “non piazza”, di uno spazio caratterizzato da attraversamenti, da auto in movimento o in sosta, da una barriera fisica centrale che lo divide……in ciò che dovrà essere invece un “luogo” caratterizzato dalla presenza di “persone”, di “stanze urbane”, catalizzatrici di molteplici attività, capaci di trasformazioni funzionali, di spazi flessibili nell’uso, modificabili dagli eventi e percettivamente cangianti. Un luogo urbano capace cioè di interagire con utenti differenti e conformarsi alle diverse ore della giornata e all’alternarsi delle stagioni. Il difficile compito dello stravolgimento progettuale previsto ha trovato il supporto immediato nella “tradizione”, individuando nell’evoluzione urbanistico-edilizio che ha trasformato tra la fine dell’800 e i primi anni del 900 una parte terminale e caratteristica della città storica, quegli elementi indissolubili di appartenenza al territorio ed alla memoria storica meritevoli di essere conservati e riproposti. Il primo segno caratterizzante la nuova sistemazione della piazza trova quindi immediato riferimento storico nella ideale prosecuzione della parte terminale del tracciato di via del torretto e delle case dell’omonimo quartiere demolite per realizzare quella che diventerà la Piazza Verdi dei primi del ‘900. La scelta di affidare al segno ideale di Via del Torretto, l’idea generatrice del progetto, non scaturisce dalla mera e banale ricerca di un segno qualsiasi, ma dalla convinzione che tale percorso rappresentava l’elemento storico portante della formazione della città antica nonché connessione con la Via Francigena da e per la costa e le isole da un lato e la marina della spezia dall’altro. Affinché la “diagonale” del Torretto assumesse il ruolo dominante nel disegno della nuova piazza si è scelto preliminarmente di “ripulire” l’intera area di intervento, prevedendo l’eliminazione dello sparti traffico-aiuola presente per tutto lo sviluppo longitudinale della Piazza, ricollocando eventualmente in un sito più idoneo i pini marittimi attualmente a dimora al suo interno. Assecondando le quote altimetriche attuali, si è superato il dislivello esistente tra il lato di Via Chiodo e quello prospiciente di Via Veneto, mediante un piano lievemente inclinato sul quale si andrà ad innestare, nella parte centrale della piazza, una gradinata parallela al “segno” diagonale, affinché tale elemento diventasse al contempo rottura e congiunzione tra le due porzioni di piazza ottenute. Le stesse, pur se attraversate da un elemento diagonale, saranno idealmente e visivamente ricomposte mediante la previsione di una pavimentazione omogenea per tutta la piazza caratterizzata da ampie campiture nella tonalità delle terre naturali, delimitate da corsi in mattoni di laterizio o materiale similare. La scansione dei corsi in mattoni della porzione di piazza superiore seguirà la stessa direzione e passo utilizzato nel camminamento antistante il palazzo delle Poste, mentre per la porzione inferiore seguirà l’inclinazione data dalla diagonale del “Torretto” con un passo doppio rispetto alla prima. Il materiale previsto per la pavimentazione delle fasce a terra e i gradini costituenti complessivamente l’elemento diagonale, sarà invece in pietra simile a quella utilizzata per la pavimentazione di Via del Torretto e di tutto il centro storico per rendere idealmente continuo il rapporto tra il cuore della città…la piazza….il mare. Nella parte terminale del piano inclinato, ove lo stesso si ricongiunge con la porzione altimetricamente superiore è previsto infine uno specchio d’acqua a forma circolare dal quale fuoriescono due elementi verticali in marmo Bardiglio, che per la particolare forma si compenetrano l’uno con l’altro, creando visuali e prospettive attraverso i vuoti e i pieni determinati dalle linee di forza che scaturiscono dalla geometria delle architetture circostanti. Lo specchio d’acqua circolare, base della scultura, rappresenta quindi idealmente il tratto terminale dell’antico tracciato del Torretto che aggirando il colle dei Cappuccini arrivava al mare.

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L’ACQUA….IL MARE…..

Il secondo segno che definisce e completa la composizione definitiva della piazza è rappresentato dall’acqua, elemento fondamentale di una città di mare dalla quale è impossibile prescindere. La particolare ubicazione della piazza in relazione al mare, nonostante la stessa appaia imprigionata dalle cortine edilizie perimetrali, garantisce un cono visuale particolarmente suggestivo da un punto di vista privilegiato, rappresentato dalle fioriere in aderenza alla scalinata che porta alla Via XX Settembre, lato Via del Torretto. Partendo da un elemento architettonico attualmente privo di identità e relegato a parte terminale del Palazzo delle Poste del Mazzoni, attualmente destinato ad aiuola e caratterizzato da essenze vegetali estranee, prende forma l’idea progettuale di ricostituire il legame tra la città e il mare, prevedendone la totale riqualificazione e la restituzione all’originaria funzione di “fontana”. Pertanto, pur mantenendo inalterata l’opera del Mazzoni, si prevede, oltre alle necessarie opere impiantistiche, edili e di ripulitura generale, l’inserimento di elementi scultorei e artistici in sostituzione degli attuali doccioni e delle due ante metalliche in precarie condizioni di manutenzione. Il concetto prioritario di riappropiarsi dell’elemento acqua viene immediatamente consolidato dall’idea di rendere visibile a tutti il percorso che la stessa compie prima del congiungimento al mare……l’idea si materializza con la previsione di un piccolo canale a vista che partendo dalla fontana – “città costruita”, attraversi la piazza – “persone”, tracciando il percorso ideale fino al mare. Nel suo percorso all’interno della piazza, la “lama” d’acqua incontrerà una vasca a filo pavimento a forma circolare, posta all’incrocio del tracciato “fluido” con il segno “diagonale” del Torretto, in contrapposizione e dialogo con la scultura in elevazione posta al termine dello stesso; all’interno della vasca attraverso una scultura galleggiante la cui forma rievoca lo sbocciare di un fiore, si creeranno giochi d’acqua, di luci e d’ombre dovute alle diverse giaciture e forme dei petali componenti la scultura stessa.

LA VIABILITA’…

L’obiettivo di mantenere l’attuale sede della viabilità della Via Chiodo, pur modificandone il sedime, si è materializzato con la previsione di una corsia privilegiata che non fosse né definitiva nè “tranciante” nei confronti della Piazza, ma al contrario che si integrasse nella sistemazione a terra della stessa mediante un “segno sinuoso”, leggero e continuo, a rievocare il movimento delle onde del mare. La scelta di non destinare tale tracciato in prosecuzione di quello esistente della Via Chiodo – Via Veneto, o semplicemente traslandolo a ridosso di uno dei due lati della piazza attuale è stata perseguita sin dai primi schizzi preparatori in quanto, negli obiettivi e nelle programmazioni urbanistiche future, ma principalmente nella visione dei progettisti, è stata chiara ed indissolubile la volontà di riconnettere e “ricucire” gli spazi attualmente disgregati dalla doppia viabilità della Piazza attuale. Lo scopo principale si ritiene infatti debba essere quello di non creare “intrusioni” fisiche nella piazza che non siano legate ad un preciso disegno progettuale, ma al contrario scaturite solamente da esigenze attuali e probabilmente non certe per il futuro, non proprie e non appartenenti al “luogo” piazza. A tal proposito e in previsione di una futura diversa ubicazione della viabilità pubblica, si è optato per la scelta di non diversificare la pavimentazione della piazza da quella della corsia preferenziale degli autobus, delimitandone semplicemente il tracciato con elementi sferici fissati al suolo, ma al contempo amovibili e/o ricollocabili a seconda delle particolari necessità. Questi elementi in materiale plastico di tipo pesante saranno provvisti di illuminazione a LED, contribuendo così, nelle ore notturne, alla realizzazione di scenari particolarmente suggestivi. In alternativa alle “sfere luminose”, nei tratti della viabilità ritenuti particolarmente sensibili, (in prossimità delle scuole) verranno inoltre posizionati degli elementi dissuasori costituiti da vasche fioriere opportunamente sagomate con la duplice funzione di creare un filtro verde tra la piazza e la strada e di individuare e “segnare “ in modo plastico la porzione di piazza temporaneamente destinata al trasporto pubblico. Le vasche, ipotizzate in materiale plastico (polietilene), saranno concettualmente degli elementi scultura amovibili, fissati sulla pavimentazione mediante elementi metallici a scomparsa ed all’occorrenza facilmente ricollocabili. La particolare forma planoaltimetrica delle singole vasche, apparentemente casuale, in realtà scaturisce da un preciso studio sulle future possibili combinazioni di diverse composizioni che le stesse potranno assumere qualora fossero ricollocate e ricomposte per creare nuovi percorsi, angoli o scenari particolari o diversi allestimenti della piazza. Il materiale plastico delle vasche, che permette la possibilità d’istallazione di sorgenti luminose al proprio interno, unitamente al taglio diversificato e artistico delle siepi e delle essenze arboree messe a dimora, contribuiranno inoltre ad enfatizzare, specie nelle ore notturne l’effetto “scultura verde” ed il suo continuo movimento.

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