© 3TI Progetti Italia Ingegneria Integrata SPA . Pubblicata il 26 Novembre 2009.
L’intervento è inserito in un’area strategica della città, sia sul piano della mobilità che sul piano storico – paesistico e si configura come un segno sul territorio, un landmark di forte identità formale che connota l’area, conferendole un nuovo carattere al tempo stesso contemporaneo e di memoria tettonica.
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Richiamando il fenomeno carsico che caratterizza in modo preponderante la città di Matera, tanto da influenzarne le morfologie abitative e l’impianto urbano, il progetto si propone come una fenditura sulla collina che, direzionata lungo l’asse nord-sud, genera un collegamento attrezzato per la città ed il flusso turistico e mettendo in relazione via Castello con via Lanera.
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Il sistema si compone di un percorso accessibile e al tempo stesso inclusivo, di facile percorrenza che, inserito in trincea e composto da rampe di pendenza massima dell’8%, unisce tre principali spazi pubblici con caratteristiche funzionali diverse e dedicate. La piazza in ingresso su via Lanera, indicata da bando come area 3, è un vero e proprio punto di accoglienza turistica e comprende l’ingresso al parcheggio di pullman e auto mentre, opposta a questa, lo slargo prospiciente via Castello, indicata da bando come area 1, ha la funzione di raccolta dei flussi provenienti dalla parte alta della città. Suggestivo e al contempo evocativo risulta essere infine lo spazio posizionato in zona centrale rispetto al lotto di intervento, indicata da bando come area 2, che consente di superare il forte salto di quota tra il punto di inizio e fine percorso attraverso elevatori e scale.
© 3TI Progetti Italia Ingegneria Integrata SPA . Pubblicata il 26 Novembre 2009.
La profonda fenditura del progetto attraversa tutta l’area e funge da asse servente di un ricco programma di spazi ipogei di servizio alla città ed al turismo: bike sharing, infopoint, bar, spazi commerciali, espositivi e per la ristorazione, libreria e centro di documentazione elaboratori per la Facoltà di Agraria. Tutti i volumi di progetto sono stati ricavati sotto il profilo del terreno e la modellazione delle terrazze in superficie è ricavata per sottrazione. Questi volumi ipogei sono posizionati a quote differenti e trovano affaccio lungo le pareti verticali del percorso, prevalentemente sul lato ovest, costituendone il prospetto architettonico. Gli affacci di questi ambienti risultano quindi con una esposizione est-ovest e nella maggioranza dei casi la ventilazione naturale avviene attraverso camini che raggiungono la superficie integrandosi con le sistemazioni a verde.
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Il sistema sopra descritto è implementato dagli interventi di superficie che disegnano un grande giardino urbano adagiato, con lievi interventi sulle quote delle curve di livello, sull’orografia naturale della collina e caratterizzato da tre ambiti principali:
© 3TI Progetti Italia Ingegneria Integrata SPA . Pubblicata il 26 Novembre 2009.
- un orto botanico nella parte nord-ovest dell’area di progetto confinante con il nuovo campus universitario; - un nuovo belvedere nella parte nord-est dell’area di progetto, posizionato alla quota più alta, in prossimità e continuità con la più bassa terrazza belvedere realizzata dal generale Charles De Montigny nel 1811; - un grande giardino urbano nella parte est dell’area di progetto che scendendo collega la parte alta della città, via Castello, a quella bassa, via Lanera.
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L’intero intervento in superficie è risolto con un gesto unitario e si presenta come un forte elemento paesistico. Il profilo del terreno viene lievemente modellato con basse terrazze generate dalle linee di livello che segnano percorsi intineranti nel parco. I confini dell’area di progetto, intesi come bordo, vengono dissimulati e integrati attraverso l’impianto di nuove essenze arboree. All’interno dei terrazzamenti sono previste delle partizioni dove il trattamento del verde si diversifica in modo più o meno evidente caratterizzando diversi ambiti (meglio descritti nella relazione del verde). La suddivisione delle terrazze in lotti consente inoltre di isolare il terreno in partizioni omogenee con differenti esigenze di composizione ed irrigazione.
L’intervento nel suo complesso è pensato con un trattamento dei lotti per gradienti.A partire dalle due zone emergenti nella parte alta, il belvedere e l’orto botanico, il parco si dilata fino a scendere su via Lanera, con un affievolirsi di ntensità cromatico-sensoriali e con un semplificarsi della flora, fino al trattamento a prato e arbusti nella zona più bassa. L’intera superficie del parco, nuovo giardino urbano della città di Matera, è fruibile ed attraversabile. Un sistema di pavimentazione puntuale ottenuto con lastre circolari in pietra locale annegate nel verde disegna percorsi dai bordi indefiniti che sfumano nelle sistemazioni a verde.
L’area destinata a orto botanico prevede un percorso chiuso anulare ed una serie di fitti passaggi tra le terrazze che garantiscono una elevata permeabilità dei lotti e visibilità delle essenze. In quest’ area, la densità delle terrazze è più elevata.
L’area ad est della fenditura prevede invece un percorso più lineare che collega via Castello a via Lanera, culminando sopra alla zona del parcheggio ipogeo. Questa continuità, meno dichiarata rispetto alla fenditura lineare e totalmente in superficie, rappresenta un secondo collegamento nord-sud, più integrato nel paesaggio ed in ideale continuità dei percorsi sensoriali della parte nord-ovest.
In piena coerenza all’ecotipo dell’area Materana, per gli alberi si prevede una scelta mista tra essenze sempreverdi e spoglianti (per maggiori dettagli rif. relazione del verde) in modo da evitare che in inverno venga a ricrearsi una netta divisione tra la parte esistente e quella di progetto.
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