© Gaspare Chiodo . Pubblicata il 26 Novembre 2009.
Come progettisti ci siamo approcciati a Piazza Verdi con l’atteggiamento dello “straniero”. Questo per cercare di avere un punto di vista privo di stereotipi che chiudono la visone di chi avendo un oggetto sempre sotto gli occhi, finisce di non accorgersi più della sua vera essenza. Una caratteristica che subito emerge è quella della vastità dello spazio di quell’asse che viene impropriamente chiamato Piazza: 9.000 mq di vuoto attraversato da un importante e scenografico asse urbano). La Piazza potrebbe piuttosto essere limitata allo spazio antistante lo splendido e metafisico edificio delle Poste mentre il resto dello spazio potrebbe essere declinato diversamenteAttraversando la Piazza si è colpiti dalla posizione in cui si trova il filare di Pini. Subito si nota come questo interrompa l’asse visivo che porta verso l’ingresso dell’Arsenale MilitareA rafforzare l’idea di una piazza negata (se considerata nella sua totalità) sono gli edifici che insistono su essa: l’edificio delle poste ad esempio è caratterizzato da una facciata composta da elementi modulari che si ripetono senza nessuna variazione creando una sensazione di quello spazio metafisico tipico dei quadri di De Chirico. SOLUZIONE PROGETTUALE
© Gaspare Chiodo . Pubblicata il 26 Novembre 2009.
Boulevard urbano L’idea è quella di lasciare al centro della Piazza un asse viario a 3 corsie di larghezza pari a quella di Via Chiodo per ripristinare la continuità visiva e funzionale con questa. Cosi facendo si ottiene l’allargamento delle aree pedonali che lambiscono la piazza su entrambe i lati. Ripristino del doppio asse alberato di Via Chiodo Il lato verso mare della piazza vede il completamento del filare di alberi che conduce da qui fino all’ingresso dell’Arsenale utilizzando però delle palme. La scelta di questa essenza ci è sembrata naturale poiché è quella adottata in origine dai progettisti della città utilizzando un linguaggio straniero, quello dell’architettura Sabauda contestualizzandolo al mite clima locale con l’inserimento della Palma che ben si adatta al caldo clima mediterraneo di La Spezia, città di mare. L’utilizzo di questa essenza è stato talmente esteso e diffuso che il rapporto tra palme e gli edifici tardo ottocenteschi caratterizza pianamente l’immagine della città (si pensi a v.le Mazzini, a Passeggiata Morin, ai giardini pubblici, al cortile della Fondazione Cassa di Risparmio, ecc). Le palme vengono inserite solo nella zona lato mare per instaurare un rapporto formale e visivo con le aree verdi che si incontrano spostandosi dalla Piazza verso il mare, creando un unicum di trattamento delle aree verdi che vede alla base di tutto il sopracitato rapporto tra l’edificato storico della città e le palme (esempio massimo di questo è il binomio Palazzo croce di Malta –Palme di Via Mazzini). Sul lato verso monte della piazza il completamento dell’asse generato dal filare di Alberi di arancio è affidato a dei corpi illuminanti su palo, alberi stilizzati, che offrono il vantaggio di una maggiore trasparenza rispetto agli aranci nelle ore diurne (che si tramuta in una più vasta percezione dello spazio libero e dei fabbricati) e di una maggiore luminosità nelle ore notturne. Sia le palme che i lampioni sono disposti in filare per enfatizzare la prospettiva dell’asse urbano che conduce alla porta dell’Arsenale. Lo spazio lato mare della attuale Piazza Verdi non è stato considerato parte integrante della Piazza per la presenza della strada carrabile che la separa nettamente da questa (la strada carrabile è una barriera fisica tanto potente quanto lo può essere un fiume) pur mantenendo una diretta comunicazione visiva tra le due parti. . Da qui l’idea di trattare lo spazio compreso tra il filare di aranci esistenti sulla piazza (che oggi rappresenta il limite dell’area pedonale) e il filare di palme in progetto come uno spazio verde capace di integrare le diverse funzioni che oggi vi si svolgono. In particolare si è pensato di integrare lo spazio di mobilità pedonale con il verde, con aree di sosta attrezzate con sedute, con la pista ciclabile e con le fermate del bus. Come già detto per noi la Piazza vera è propria è quella davanti al fabbricato delle poste fulcro dal quale partono gli assi di collegamento con le parti più importanti della città. Lo spazio antistante a questo edificio, arretrato rispetto al filo degli altri edifici che insistono sulla Piazza ha una dimensione adeguata ad una Piazza urbana (la riduzione della viabilità che attraversa la Piazza comporta nella soluzione di progetto un ampliamneto di 15 metri circa). Concezione artistica Il progetto della Piazza è caratterizzato da una compenetrazione totale tra idea artistica e idea architettonica-urbanistica che emergono alternativamente una sull’altra. Di giorno, quando gli edifici sono ben visibili, prevale l’aspetto più urbano della piazza che enfatizza la prospettiva del Boulevard, che riproduce il ritmo infinito dei portici e del doppio filare alberato in una scenografia metafisica enfatizzata dall’edificio delle Poste. Di notte, quando la forma fisica della città è meno presente è l’aspetto artistico che prende il sopravvento e lo fa su due livelli di lettura diversi. In un primo primo livello la luce viene utilizzata per enfatizzare l’architettura della città, ovvero l’asse di Via Chiodo, con i corpi illuminanti a stelo da un lato e con il filare di palme illuminato dal basso dall’altro, che completano e rafforzano la prospettiva verso la porta dell’arsenale. In un secondo livello la luce assume un carattere prettamente artistico.
© Gaspare Chiodo . Pubblicata il 26 Novembre 2009.
Illuminazione variabile con cambi di colore legati alla stagione o agli eventi Nella zona davanti alle Poste sono stati inseriti dei corpi illuminanti incassati nella pavimentazione, disposti casualmente sulla Piazza, mentre sul lato mare le panchine e le pensiline di attesa dei mezzi pubblici sono realizzate in materiale traslucido con illuminazione interna. Questi due tipi di illuminazione sono in grado di cambiare colore a seconda del tipo di atmosfera che si vuole ottenere nella piazza o a seconda della stagione. In estate le luci assumono colore azzurro per dare una sensazione di fresco, in primavera verde per richiamare l’idea del rinascere della natura, d’inverno giallo per dare una sensazione di calore e in autunno color bronzo per richiamare il colore delle foglie ingiallite cadute dagli alberi. La luce potrà essere regolata anche in base alle diverse festività o ricorrenze: per esempio nel a Natale le luci potrebbero assumere il colore rosso o oro.
© Gaspare Chiodo . Pubblicata il 26 Novembre 2009.
© Gaspare Chiodo . Pubblicata il 26 Novembre 2009.
© Gaspare Chiodo . Pubblicata il 26 Novembre 2009.