Primo schizzo
© Massimiliano Rendina . Pubblicata il 27 Novembre 2009.
Note al progetto Riconoscere nel progetto quella città di pietra e di anfratti abbarbicata, come un mostro preistorico, lungo pendii scoscesi ha segnato fortemente il percorso progettuale. L’idea che ha accompagnato il lavoro svolto è l’immagine di un luogo fatto di gente che è lì o che deve arrivare, che deve essere accolta o da sola orientarsi; di un luogo in grado di trasmettere una complementarità a chi vi sosta o l’attraversa prima di scoprire il Castello Tramontano e la Matera dei sassi e che esalti, con forme, colori e odori, il millenario rapporto stabilito dagli abitanti con l’ambiente. L’esperienza progettuale è cominciata con in mente la distesa linearità e decoro delle forme della città rinnovata nel 1663 per essere degno capoluogo di Provincia della Basilicata; poi subito l’esplosione, inattesa allo sguardo, della complessità ipogea del Sasso Caveoso; e poi ancora il precipizio della Gravina, le grotte della città troglodita sul fianco brullo della Forra e quindi le case adattate in cisterne o grotte ancora intatte dalla loro evacuazione negli anni 50. Linearità e complessità dell’architettura di questi luoghi si sono fuse all’articolazione dei vari temi confluenti nel progetto. Dal parcheggio auto e bus, all’accoglienza turisti, dalla ristorazione, alla ricerca di settore e al godimento guidato delle risorse naturali, l’immagine ottenuta e su cui si è lavorato, è quella della massima concentrazione degli ambiti funzionali indicati nel corpo e sulla superficie di un rettangolo stereometrico e continuo di terrazze digradanti da via Castello a via Lanera. Da esso si diramano nelle due direzioni di monte e di valle e da opposti lati, due scalee pedonali a completamento del programma dei percorsi e dell’immagine icnografica del modello studiato. Estremamente tecnico tanto per la sua onerosa complessità organizzativa quanto per le grandi parti di terreno disponibile che assorbe, il primo dei due importanti temi è quello della mobilità e della successiva accoglienza. Osservata l’orografia del suolo, i rapporti visivi con il preesistente e le relazioni con le strade a monte e a valle, si è scelto di interrare sia i parcheggi che le varie altre funzioni, concentrando i primi e l’annesso centro informazioni turistiche in un luogo la cui centralità fosse espressa da una corte ritagliata nel suolo come una piccola cava. La cerniera architettonica ottenuta, cavo pietroso a cielo aperto di un sistema di parti ipogee o appena sporgenti dalla superficie dell’area, è il luogo dove i piccoli gruppi di turisti giunti in auto e le comitive da poco scese dai bus potranno incontrarsi ed orientarsi prima di usufruire dei servizi messi a loro disposizione e infine entrare in città. Il secondo tema, quello del giardino botanico, della serra e dei laboratori per studi e approfondimenti agronomici, è di significativo impatto visivo e interesse scientifico. La lunga stuoia di pietra a terrazze che rimanda ai Sassi e al gioco di sovrapposizioni a cascata tra le case e, quindi, alle loro coperture che diventano tetti e terrazze in una lunga sequenza di accavallamenti, è tutto giardino botanico. Il rettangolo di pietra inciso trasversalmente da ferzi di verde di varie profondità, che scaletta sull’area ospitando al suo interno nuovi spazi e funzioni, è soprattutto il grande espositore delle alberature e dei fiori del territorio murgiano. La concentrazione vegetale tematica sulla lunga stuoia terrazzata, nasce dalla volontà di non spalmare il giardino sull’appezzamento, ma di fonderlo con la pietra, in un solo gesto sintetico. Per chi si incammina lungo la scalea laterale adiacente all’acceso carrabile, i primi giardini di pietra sono quelli che si trovano sul parcheggio per le auto (mq 5370) e su quello dei bus (mq 4215), emergendo appena dal prato che copre l’area del fronte basso su via Lanera. I parcheggi, a differenza delle altre funzioni sempre comprese nella dimensione della fascia digradante pavimentata, scendono obbligatoriamente ipogei alcuni piani sotto il livello della strada, occupando trasversalmente tutta la collina. I piani destinati alle 150 auto sono concentrati sul fronte dell’ingresso e serviti da un sistema di doppie rampe parallele ai sensi di fruizione. I grandi contenitori per i 30 autobus sono posti a monte e a valle del grande giardino dell’accoglienza e serviti da rampe a doppio senso di marcia. Il primo, quello meno in profondità ma più addentrato nel cuore dell’area, si colloca sotto il centro di accoglienza per i turisti e a diretto contatto di fruizione, con il cortile; il secondo, raggiungibile dopo aver potuto verificare nel primo la mancanza di posti, si colloca invece sotto il blocco dei parcheggi delle auto col quale condivide il sistema strutturale. Invisibili dall’esterno e favorite dalla pendenza leggera di via Lanera verso il centro storico, le due bocche di accesso sono nascoste da un unico labbro di suolo verde su esse sollevato. Un sistema di scale ed escensori di collegamento tra i piani del parcheggio e l’area destinata al tourist center, garantisce una fluidità di percorsi tra le funzioni concentrate attorno al grande cortile dell’accoglienza. Sul lato opposto alle scale e con affaccio sulla medesima corte si articola il percorso pedonale di accesso diretto dalla città al tourist center. Quest’ultimo è giocato su due altezze che rispettivamente potranno ospitare l’uno, più ampio, i consistenti flussi di viaggiatori in arrivo e in partenza, oltreché gli uffici, l’info point e i servizi igienici, l’altro, più piccolo e a quota superiore, il bookshop tematico. Entrambi hanno un collegamento diretto con il percorso proveniente dal sistema centralizzato delle scale. Tanto dai parcheggi auto e bus a quota -5,40 m quanto dallo spazio del tourist center è possibile accedere o relazionarsi con la corte centrale. Dal tourist center si accede attraverso un taglio invisibile sulla collina alla scalea che conduce, attraversando il Parco del Castello, alla città. Da questo momento in poi la piastra diventa esclusivamente giardino botanico, tant’è che la scalea che proviene da via Lanera conduce direttamente ai primi vassoi di verde collocati sulla copertura del centro di accoglienza turisti. I profondi solchi verdi ricavati nelle terrazze di pietra, in questo settore di piastra consentono di affondare le radici degli alberi direttamente nel terreno e orientano la visita ai filari di essenze autoctone che smarginano dal grande sistema della stuoia solo nel ferzo di suolo collocato dal lato opposto alla città. La restante parte del paesaggio non edificato, quella alta verso il castello, non ospiterà essenze del giardino tematico bensì un prato disteso e fruibile per nulla occlusivo del paesaggio sia in quella direzione che verso valle. Alla sommità del sistema a piani digradanti panoramici verso paesaggi oltre città, si colloca il sistema dei laboratori, delle serre, del museo faunistico e della veloce ristorazione, connesso alla vicina facoltà di agraria e alla ormai visibile città. Secondo un disegno a gradoni che asseconda la quota stradale di via Castello, le funzioni trovano facile collocazione lasciando anche spazio ad un indispensabile belvedere verso immagini intoccabili. Nelle forature appositamente create nelle cortine di pietre trova habitat ideale il falco grillaio che potrà anche essere osservato dal birdgarden del museo osservatorio. Da monte a valle quindi si inseguono le funzioni lungo la cascata di pietre locali e vegetazione catalogata, con la concentrazione di funzioni aperte ad un uso soprattutto cittadino nel punto più a monte (bar e piccolo museo) e nel punto più a valle (bike sharing).
Schizzo d'impianto
© Massimiliano Rendina . Pubblicata il 27 Novembre 2009.
Planimetria e Profilo
© Massimiliano Rendina . Pubblicata il 27 Novembre 2009.
Piante
© Massimiliano Rendina . Pubblicata il 27 Novembre 2009.
Sezioni
© Massimiliano Rendina . Pubblicata il 27 Novembre 2009.
Vista dal basso
© Massimiliano Rendina . Pubblicata il 27 Novembre 2009.
Vista laterale
© Massimiliano Rendina . Pubblicata il 27 Novembre 2009.
Percorso esterno
© Massimiliano Rendina . Pubblicata il 27 Novembre 2009.
Scorcio dall'alto
© Massimiliano Rendina . Pubblicata il 27 Novembre 2009.
Giardino d'Inverno
© Massimiliano Rendina . Pubblicata il 27 Novembre 2009.
Schemi
© Massimiliano Rendina . Pubblicata il 27 Novembre 2009.
Schemi
© Massimiliano Rendina . Pubblicata il 27 Novembre 2009.
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