disegno a mano libera di Lorenza Bologna
© Alessio Carrabino . Pubblicata il 12 Febbraio 2010.
……..questo corpo sarà un contenitore di passioni. userò questa forma per raccontare del cuore, del ragionare del vivere e dell’essere morto. Un punto di partenza Avvicinarsi e riconoscere il riconoscibile per poi lasciarsi andare alle proprie emozioni
© Alessio Carrabino . Pubblicata il 29 Novembre 2009.
PREMESSE Arte ed architettura
© Alessio Carrabino . Pubblicata il 29 Novembre 2009.
Portando la creatività al di fuori dei luoghi ad essa tradizionalmente deputati, l’arte pubblica interagisce con il tessuto sociale e con la struttura del territorio, determinando una specifica modalità di relazione tra opera e fruitore. Nella città l’arte si sovrappone a stratificazioni storiche ed effimere, all’architettura, all’arredo urbano, alla pubblicità e si confronta con un pubblico eterogeneo, culturalmente e socialmente. Il ruolo dell’arte nello spazio urbano deve essere conciliante o critico. Qual è il rapporto tra l’autonomia dell’artista e le esigenze della collettività e della committenza? E’ necessario saldare il rapporto tra opera e territorio, tra cultura e tempo libero. La necessità è quella di sfuggire spazi obsoleti per vari motivi: la natura multimediale e espansiva della pratica artistica attuale, che mal si adatta a spazi canonici; la diffusione di una teoria e di una pratica sociale dell’arte, intenzionata a coinvolgere più ampi strati di utenti; la necessità ed il valore estetico dell’uso di spazi innovativi; il gusto per la contaminazione; il bisogno crescente degli artisti di non parlare solo di se o di parlare di se come componente del genere umano che condivide ansie e rabbie.
© Alessio Carrabino . Pubblicata il 29 Novembre 2009.
PROGETTO L’arte nel progetto La natura storica della piazza, sede in passato, nel suo baricentro, di un teatro, quindi luogo d’arte, gli attribuisce la caratteristica particolare di fondamenta ideale. L’idea guida è creare un luogo nel quale l’arte sia vissuta in un rapporto virtuoso tra artisti e cittadini (fruitori/protagonisti); un luogo a disposizione degli artisti e della città, nel quale essi possano lavorare in rapporto con la gente, in questo rapporto si generano stimoli, si alimentano le sensibilità, si genera energia creativa positiva. L’arte come stimolo quotidiano, simbolo di rinascita, di fiducia nel futuro. L’obbiettivo conseguente è compenetrare nel progetto arte ed architettura, creare un luogo dove con l’arte si stabilisca questo rapporto forte, virtuoso, prolifico, nello spazio pubblico.
© Alessio Carrabino . Pubblicata il 29 Novembre 2009.
Propositi del progetto Il progetto si pone contemporaneamente l’obbiettivo: di ricostituire nella piazza uno spazio urbano; di rapportarsi dialetticamente con l’asse generante rappresentato dalla via Chiodo e dalla via Veneto; di articolare il rapporto tra arte, architettura, spazio urbano e cittadino nei termini prima enunciati; di coniugare, con equilibrio, la necessità di mantenere alla piazza funzioni radicate e la volontà di attribuirgliene nuove vitali e coinvolgenti.
© Alessio Carrabino . Pubblicata il 29 Novembre 2009.
Elementi di criticità nella piazza come si trova attualmente: - la piazza è divisa da un’aiuola spartitraffico e dal sistema della viabilità che la separa nettamente in due ambiti fronteggianti, ciascuno con il proprio marciapiede in relazione solamente con il fronte piazza al quale si affianca; la separazione e rafforzata dalla presenza dei filari di auto in sosta; - le funzioni si sovrappongono senza integrarsi - non esiste un “luogo urbano” come tale percepibile
© Alessio Carrabino . Pubblicata il 29 Novembre 2009.
Principi progettuali: si individuano due strati giustapposti: - il primo strato ha natura ipogea è basato sulla memoria degli elementi fondativi sotterranei del teatro (Politeama) presente in passato nel centro della piazza attuale; rappresenta il cuore creativo che è rimasto sopito sotto l’attuale impianto viario; è destinato all’arte : laboratori espositivi, workshop - il secondo strato, materico, superficiale, posto a protezione, chiusura, e valorizzazione “archeologica” del primo strato è intessuto trasversalmente a collegare idealmente i due fronti lunghi della piazza da sempre non dialoganti; lascia fruibile tutta la superficie della piazza consentendo di intravedere attraverso vetri, in parte opachi e in parte trasparenti, il cuore creativo sottostante.
© Alessio Carrabino . Pubblicata il 12 Febbraio 2010.
La bidimensionalità della piazza viene infranta da una fenditura che mette in relazione la spazialità della piazza sovrastante con le funzioni accentratrici collegate all’arte; attraverso il percorso della fenditura il fruitore è immerso in una “catarsi rigeneratrice”. La relazione tra lo spazio sottostante e quello sovrastante genera stimoli: attraverso la destrutturazione dello spazio creando nuove prospettive; attraverso la valorizzazione di nuovi punti di vista dei fronti degli edifici. Alla piazza, nata come polo terminale sulla via Chiodo, dilatata poi dallo sviluppo della città, trasformata infine in contenitore di funzioni, è necessario restituire centralità: non solo nella definizione degli spazi, ma anche nella funzione simbolica di “centro cittadino”, con un forte connotato di identità. Al cuore cittadino – la piazza – si rapporta un cuore creativo sotterraneo
© Alessio Carrabino . Pubblicata il 29 Novembre 2009.
L’opera dell’artista nel progetto L’artista ha ideato una figura umana che verrà realizzata in lamiera di acciaio corten. La scultura viene collocata agli estremi della fenditura, la genera. Rappresenta un uomo nell’atto di immergersi nel sottosuolo fertile, nel cuore creativo sottostante per poi riemergere con un gesto liberatorio; vitale e rigenerato; fiducioso nel futuro; migliore. Centrale è l’uomo, l’ umanità. Il richiamo simbolico è all’uomo nella civitas, al cittadino, ai cittadini; al ritrovato protagonismo del cittadino nella piazza, nella città. L’opera non occupa la piazza in un punto, l’attraversa, la compenetra.
Descrizione del progetto La piazza viene liberata da tutti gli elementi di criticità che oggi la occupano: aiuola spartitraffico, alberi, marciapiedi, sedi stradali. Sull’asse via Chiodo – via Veneto si genera una fenditura attraverso la quale si raggiunge uno strato inferiore: è un percorso coinvolgente, emozionale, luminoso, coperto da una superficie traslucida, ai lati superfici vetrate mettono in comunicazione con ambienti di varia misura, locali messi a disposizione di artisti che lavorano al loro interno, che ne fanno temporaneamente il loro studio, in diretto contatto con la gente che attraversa lo spazio sotterraneo.
La piazza è pensata come un unico spazio quasi tutto pedonalizzato nel quale i due fronti lunghi sono collegati idealmente dalla trama della pavimentazione che scaturisce dallo spartito della geometria dei pieni e vuoti dei fronti dei basamenti degli edifici che vi si relazionano. La piazza assume un forte baricentro in relazione con l’accentuata monumentalità del palazzo del Mazzoni.
Elementi del disegno della piazza Il disegno della piazza risente di alcuni elementi condizionanti: - Il percorso pedonale, che collega idealmente i porticati che si traguardano su via Chiodo e via Veneto, è segnalato da elementi di arredo urbano che si materializzano fuoriuscendo dalla trama della pavimentazione. - La viabilità meccanizzata di servizio utilizza lo stesso materiale lapideo della piazza escludendo così qualsiasi protagonismo dell’automobile; pur trovando una sua sede dedicata, corre allo stesso livello della superficie pedonalizzata ed è delimitata esclusivamente da dissuasori anch’essi fuoriusciti dalla trama della pavimentazione; il tracciato corre in prossimità del lato mare della piazza risentendo formalmente la “pressione” esercitata dalla collina; il progetto prevede di rendere totalmente pedonale tutta la parte della piazza a nord della viabilità, la più prossima al centro storico. - Il tracciato della antica via del Torretto, cancellato dalla ristrutturazione urbanistica degli anni trenta, riemerge nella conformazione della “fenditura” nel suo tratto più prossimo alla via Veneto - Le strade che tripartiscono storicamente la piazza, mantengono, forte, il loro segno, suggerendo, pur nella percezione unitaria dello spazio, una fruizione articolata delle sue parti: più ludica e ricreativa la parte verso la città ottocentesca, più legata a funzioni pubbliche ed educative la parte verso la città del novecento.
Elementi di dettaglio Lo spazio inferiore è un percorso coperto da una superficie in vetro, in gran parte opaca, in qualche punto trasparente, che mette in relazione la spazialità della piazza sovrastante con il cuore creativo sottostante. Ai lati del percorso superfici vetrate mettono in comunicazione con ambienti di varia misura: soprattutto laboratori messi a disposizione di giovani artisti. Nella superficie della piazza alcuni elementi della pavimentazione sono sostituiti da riquadri vetrati che consentono punti di vista particolari sugli ambienti sottostanti. In prossimità delle sculture, ai lati delle rampe di accesso al percorso sotterraneo, sono collocati elementi di arredo urbano che generano luoghi di relazione e di osservazione; La piazza è illuminata da un sistema primario di pali luce. Il percorso pedonale, che collega idealmente i porticati che si traguardano su via Chiodo e via Veneto, è segnalato da elementi di arredo urbano illuminati che si materializzano fuoriuscendo dalla trama della pavimentazione. Il percorso sotterraneo, ovviamente illuminato, traccerà nella notte lo spazio centrale della piazza. La fontana sul lato sinistro del Palazzo delle Poste verrà restaurata e riattivata
La mobilità La mobilità che coinvolge la piazza consiste di traffico pubblico, traffico di residenti, traffico di non residenti. La proposta per una situazione finale è il mantenimento nella piazza del solo traffico pubblico su entrambi i sensi di marcia. Il traffico di residenti e non, proveniente da via Chiodo, sarà deviato su via Don Minzoni con destinazione viale Italia/via XXIV Maggio; quello proveniente da via Veneto non entrerà nella piazza e sarà deviato su via XX Settembre e in direzione viale Italia/via XXIV Maggio In una prima fase è possibile ammettere nella piazza solo il traffico di residenti e non proveniente da via Chiodo con destinazione viale Italia/via XXIV Maggio. Il sistema della mobilità deve comunque trovare la sua soluzione complessiva nel rapporto con le infrastrutture destinate a parcheggio in prossimità della zona di intervento dal “Piano della Mobilità” del Comune della Spezia.